Ci sono serie che arrivano sulle piattaforme accompagnate da mesi di attesa, campagne promozionali martellanti e discussioni che sembrano precedere persino la visione del primo episodio, e poi ci sono quelle che, per ragioni spesso incomprensibili, finiscono per circolare quasi esclusivamente tra gli spettatori che hanno avuto la fortuna di imbattersi in loro. È proprio in questa seconda categoria che troviamo alcune delle serie tv sottovalutate più interessanti dell’ultimo periodo, produzioni che non hanno necessariamente fatto parlare di sé quanto avrebbero meritato, ma che hanno comunque qualcosa da raccontare e che potrebbero sorprendere chi decide di concedere loro un’occasione.
Cinque ragioni diverse per ricordarsi che, anche in un panorama televisivo sempre più affollato, vale ancora la pena cercare qualcosa al di fuori dei soliti titoli.
1. Adults

C’è una generazione che ha passato buona parte della propria adolescenza sentendosi ripetere che, una volta diventata adulta, avrebbe finalmente avuto il controllo della propria vita, per poi scoprire che il passaggio all’età adulta consiste soprattutto nel ritrovarsi a improvvisare soluzioni a problemi che nessuno aveva mai pensato di spiegarti. Adults, commedia di FX, parte proprio da questa premessa e la trasforma nel ritratto caotico, irriverente e sorprendentemente riconoscibile di cinque ventenni che stanno cercando di capire che cosa farsene della propria esistenza. Samir vive nella casa della propria infanzia a New York insieme agli amici Billie, Anton, Paul e Issa, mentre i genitori sono lontani per un viaggio in camper.
Quella che dovrebbe essere un’occasione per sperimentare finalmente una certa indipendenza si trasforma presto in una convivenza nella quale nessuno sembra particolarmente attrezzato per affrontare le responsabilità che arrivano con la vita adulta. I cinque si ritrovano continuamente a escogitare soluzioni improbabili per evitare conversazioni scomode, nascondere le proprie insicurezze o impedire che un piccolo problema si trasformi in un disastro collettivo. Tra le serie tv sottovalutate da recuperare, Adults merita un posto proprio perché riesce a raccontare una generazione senza idealizzarla (ne abbiamo parlato qui). Ed è questo a rendere Adults interessante: non cerca di trasformare i suoi protagonisti in modelli da seguire. Ma li osserva mentre cercano di sopravvivere alle conseguenze delle proprie scelte, spesso senza aver capito bene perché le abbiano compiute.
2. Small Phropets

ette anni sono un tempo sufficientemente lungo perché il mondo si abitui all’assenza di una persona, perché gli amici smettano di chiedere aggiornamenti e perché chi è rimasto cominci a essere considerato, almeno dagli altri, qualcuno che dovrebbe finalmente voltare pagina. Per Michael Sleep, protagonista di Small Prophets, il tempo sembra invece essersi fermato nel momento in cui Clea, la donna che ama, è scomparsa senza lasciare traccia. La sua vita continua, almeno in apparenza: lavora in un negozio di bricolage, fa visita al padre Brian in una casa di riposo e attraversa le giornate con la discrezione di chi non ha più grandi aspettative nei confronti del futuro.
Eppure, dietro questa routine ordinaria, continua a esistere una domanda alla quale Michael non ha mai smesso di cercare una risposta: Clea tornerà? La svolta arriva quando Michael si imbatte in una ricetta alchemica che promette di rendere possibile la creazione di minuscole creature capaci di formulare profezie: gli omuncoli. Invece di affidarsi alla razionalità, alle indagini o alla semplice accettazione dell’incertezza, decide di tentare una strada diversa. E questa appartiene a un mondo sospeso tra magia, superstizione e assurdità. Uno dei motivi per cui Small Prophets rientra tra le serie tv sottovalutate da non lasciarsi sfuggire è proprio questo. Dietro una premessa fantastica e apparentemente bizzarra si nasconde una riflessione molto umana sul lutto, sull’attesa e sulla difficoltà di accettare che alcune domande potrebbero non trovare mai una risposta definitiva.




