3. Youth

C’è un momento della vita in cui ci si rende conto che il tempo dedicato a costruire un’identità, una famiglia e una carriera non ha necessariamente prodotto quella stabilità che ci si aspettava. E che le persone sulle quali abbiamo imparato a fare affidamento possono improvvisamente avere bisogno di noi molto più di quanto noi abbiamo bisogno di loro. Youth, la serie HBO creata da Sharon Horgan, parte da una donna che si trova esattamente in questo territorio scomodo. Alex, una cinquantenne divorziata e agente letteraria, impegnata a tenere insieme una quantità di responsabilità che sembrano essersi date appuntamento tutte nello stesso momento.
Da una parte ci sono i genitori che invecchiano e che cominciano a richiedere cure e attenzioni sempre maggiori, dall’altra un figlio, Ruari, che si trova sulla soglia dell’indipendenza e che dovrebbe rappresentare la prova tangibile di tutto ciò che Alex ha fatto bene come madre. Nel frattempo, il lavoro continua a esigere tempo ed energie, mentre la vita sentimentale riapre una porta che forse la protagonista aveva cominciato a considerare definitivamente chiusa. Youth si distingue tra le serie tv sottovalutate proprio perché sceglie di raccontare una fase della vita raramente esplorata con altrettanta attenzione. E senza ridurre la protagonista a una donna che deve semplicemente imparare ad accettare il tempo che passa.
Youth è molto più di una semplice commedia sulle difficoltà di una donna divorziata. È una serie tv da recuperare se cercate storie capaci di parlare della vita adulta senza addolcirne le contraddizioni. Perché ricominciare non significa necessariamente cambiare tutto, ma può voler dire imparare a riconoscere i propri desideri. Anche quando si è convinti di aver ormai superato l’età in cui sarebbe ancora legittimo inseguirli.




