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Dr. Cox e Dr. Kelso: storia di un rapporto burrascoso ma intensissimo

Scrubs

Quando J.D. varcò le porte del Sacro Cuore per la prima volta, non sapeva che tipo di medici erano Bob Kelso e Perry Cox. Li conobbe e subito li etichettò: il primo era il dottore buono, il secondo quello cattivo. Insomma Kelso si presentò come un vecchio, elegante uomo dalla grande esperienza, con un sorriso smagliante tale da renderlo il mentore perfetto. Cox invece era un burbero, scontroso, severo, insensibile dottore che nessuno vorrebbe avere intorno. Peccato che, nel corso della stessa puntata di Scrubs, J.D. si dovette presto ricredere.

È Kelso quello indifferente verso chi soffre. Interessato solo ai soldi, è spietato, crudele, opportunista. Se siamo dei pazienti ricchi, ci stende il tappeto rosso, ci vizia e ci coccola. Solo perché paghiamo, solo per avere un ritorno. Se siamo poveri e non abbiamo l’assicurazione, ci getta sulla strada senza scrupoli. Niente iniziative benevoli o caritatevoli, a meno che non portino un introito all’ospedale.

Bob Kelso è, in poche parole, l’antagonista della storia. E Perry Cox, invece, l’eroe contro cui combatte.

A quest’ultimo non importa del denaro. Nonostante il cinismo e la noncuranza dietro cui si nasconde, tiene moltissimo ai suoi pazienti. Talmente tanto che, quando ne perse tre di fila in una delle puntate più belle di Scrubs crollò. Perché sotto la sua corazza e i suoi muscoli cela una sensibilità insopportabile. Chiusa, sigillata in un vaso così da impedirle di uscire. O non riuscirebbe a sopravvivere.

Scrubs

Fin da subito Scrubs li ha contrapposti. Il materialista e l’idealista, il capo e il dipendente, il vecchio e il giovane. Un rapporto riassunto da uno dei tanti magistrali scambi tra i due:

Kelso: “Secondo te io sono diventato primario facendo tardi?”

Cox: “Nooo lo sei diventato pugnalando alle spalle e leccando il culo”

Kelso: “Forse, ma sempre cominciando alle 8 in punto!”

Cox non può concepire l’idea di vendere la sua integrità come fa Kelso in Scrubs. Indossare il camice è una vocazione che gli permette di rendere il mondo un posto migliore. Anche salvando una sola vita. Così, quando Kelso toglie un paziente di Cox da uno studio sperimentale sui farmaci, la sua è una reazione di pura rabbia. Perché senza le cure necessarie quel ragazzo morirà. E, infatti, è proprio ciò che succede. Ma non è solo questo a farlo infuriare. Il sostituto è un paziente molto più ricco. Sa che Kelso ce lo inserisce per uno scopo ben preciso: ottenere una grossa donazione.

Il disprezzo che si accolla Kelso è enorme. Ma doveva farlo. Ed è lì che scopriamo chi è realmente.

Se prima fischiettava spensierato quando usciva dal Sacro Cuore, come se tutto gli scivolasse addosso, ora non lo fa più. Quella decisione pesa sulla sua coscienza, è dolorosa e lui la deve comunque prendere senza far trasparire nessuna emozione. Perché questo fa un capo.

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È dura comandare e lo vediamo soprattutto nelle ultime stagioni di Scrubs. Essere il boss equivale a essere sempre il cattivo. Ed è terribilmente faticoso. Vuol dire assumersi certe responsabilità, facendo la cosa giusta anche se agli altri non sembra. Anche se tutti gli danno contro. Perché dietro la freddezza delle azioni di Kelso c’è sempre un unico fine: proteggere l’ospedale. Non si ferma al presente ma guarda a lungo termine. Infatti, con la donazione del paziente sostituito, apre un’unità prenatale per donne svantaggiate, ponendo la sua decisione iniziale sotto una luce completamente diversa.

È una cosa che il dottor Cox inizia a comprendere quando diventa primario di chirurgia. E da allora la sua relazione con Kelso cambia in Scrubs.

Da nemici mortali, portatori di idee agli antipodi, si avvicinano. Iniziano a confrontarsi in maniera adulta. Passano le serate insieme, condividendo una birra e parlando dell’ospedale. Kelso diventa così il mentore che Cox non sapeva di volere, grazie ai suoi numerosi consigli. E comincia a maturare un profondo rispetto e una sincera gratitudine per il suo ex superiore. Entrambi riescono a vedere dietro l’armatura dell’altro, capendo quanto siano molto più simili di quello che non pensino. Cox (qui 8 cose che ci ha insegnato sulla vita) vede l’uomo dietro il primario, Kelso vede il suo degno erede nel nuovo capo.

In quei momenti arrivano a una comprensione quasi totale dell’altro.

Scrubs

Anche se, c’è da dire, si sono sempre capiti in qualche modo.

Kelso sa e gli dice in faccia che, nonostante Cox continui a dichiarare a tutti di non assillarlo continuamente, lui non può vivere senza quel tormento. Ama essere il tuttofare dell’ospedale, ama quando tutti pendono dalle sue labbra, quando lo cercano così insistentemente. Pur consapevole che non l’ammetterà mai, in cuor suo Cox si sente il salvatore della patria. L’eroe che accorre in aiuto di colleghi e pazienti in Scrubs. Dall’altra parte Cox, pur riuscendo una volta a spogliarlo di ogni autorità di fronte agli specializzandi, decide di aiutarlo a ritornare il Kelso di sempre. Non è più lui, è spaesato e miserabile. Non può vederlo così. Allora lo punzecchia, sveglia il can che dorme e lo trasforma di nuovo nel perfido dottore che tutti conosciamo e amiamo.

Perché, volente o non volente, i due sono le facce di una stessa medaglia in Scrubs. Senza di loro il Sacro cuore sarebbe già affondato da tanto tempo. Fino a che punto infatti Kelso spingerebbe la sua perfidia se non ci fosse Cox a fermarlo? E d’altra parte che ne sarebbe dell’ospedale se a guidarlo ci fosse il primo Cox, quello che l’avrebbe amministrato in modo imprudente e incostante? E tutto questo lo possiamo leggere in ogni loro sguardo, in ogni loro parola, in ogni loro gesto. Ma soprattutto nei loro silenzi. Perché è in quei momenti che emerge la stima che li lega, quel riconoscimento verso l’altro che non confesseranno mai.

Amore e odio li uniscono in una relazione in perenne e insanabile conflitto. Ma è così che deve essere. Non può esistere un Cox senza il suo Kelso, né un Kelso senza il suo Cox. Si alimentano a vicenda, ne hanno bisogno per andare avanti. Così come Scrubs. E noi non ne potremmo esserne più felici.

Leggi anche – Scrubs: il sottovalutato rapporto tra Elliot e Kelso

Written by Chiara Manetti

Amo scrivere; è la mia passione più grande. Datemi due personaggi e vi monto una storia in un baleno. Mi considero da sempre una scrittrice, anche se non ho mai pubblicato niente.
Amo le serie TV. Le ho scoperte quasi per caso ma, da quando l'ho fatto, non le ho più abbandonate. Ne divoro non so quante a settimana, al mese, all'anno.
Quindi che fare con due passioni come queste? La risposta è semplice: le ho unite. Ho fatto bene? Ovviamente. Il risultato? Beh, quello me lo dovete dire voi.

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