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The Kardashians – La Recensione del reality show distribuito da Disney Plus

the kardashians

Nel suo romanzo capolavoro Il Gattopardo, Tomasi Di Lampedusa ci rivela una verità assoluta: “Tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”. Per quanto possa sembrare assurdo, le parole che nell’opera letteraria vengono impiegate per descrivere la reazione della società aristocratica siciliana al passaggio dal Regno dei Borbone a quello dei Savoia, risultano straordinariamente accurate nel cogliere l’anima profonda di The Kardashians, il reality show prodotto da Hulu che segue la vita quotidiana della famiglia più famosa del mondo.

Nato dalle ceneri di Keeping Up with the Kardashians, reality andato in onda per 15 anni e 20 stagioni su E!, la nuova produzione non porta niente di innovativo in televisione, e anzi, per certi aspetti sembra quasi essere semplicemente la ventunesima stagione del reality che volenti o nolenti abbiamo imparato a conoscere negli anni. Tuttavia, quella continuità familiare non è che una delle brillanti mosse partorite dalla mente di quella che non si può negare essere una famiglia capace di restare sempre sulla cresta dell’onda, perché in realtà The Kardashians è fondamentalmente nuovo. É nuova la produzione, che passa da un canale minore come E! a una piattaforma streaming come Hulu, di proprietà della Disney e presente su scala globale proprio come estensione di Disney+, è nuova la regia, è nuova l’approccio dei membri della famiglia davanti alle telecamere, più maturo e senza filtri rispetto al passato.

Eppure, dal punto di vista delle vicende mostrate e del modo in cui vengono mostrate, vi è una sostanziale continuità con Keeping Up with the Kardashians.

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Come annunciato fin da subito e come già nelle ultime stagioni trasmesse su E!, le vere protagoniste delle serie sono Kim, Khloe, Kourtney e Kris. Durante la serie vediamo relativamente spesso anche Kendall, che pur non portando mai la sua vita privata davanti alle telecamere è presente come spalla del resto della famiglia in quasi ogni episodio, mentre Kylie – incinta del secondo figlio e travolta dallo scandalo in seguito alla tragedia di Astroworld che ha coinvolto il fidanzato Travis Scott – è poco più che una comparsa in The Kardashians. Menzione d’onore per Rob Kardashian, che non soltanto non appare mai sullo schermo, ma non viene nemmeno mai nominato e, nonostante dai social della famiglia sappiamo essere sempre presente ai vari eventi mostrati, nell’universo del reality sembra essere scomparso dal pianeta Terra, trattato come fosse un personaggio secondario di una serie tv, del quale gli autori si sono disfatti all’improvviso e senza alcuna spiegazione (come quelli presenti in questa lista). Sebbene sia evidente che l’omissione di Rob da The Kardashians sia frutta della sua volontà di non prendere parte alle riprese e quindi inevitabile, il non menzionare mai la sua esistenza è comunque una grossa incongruenza a livello narrativo, perché al pubblico non può che apparire del tutto senza senso che in una famiglia unita come i Kardashian qualcuno venga lasciato fuori, soprattutto quando attraverso i profili Instagram delle sorelle e della madre sappiamo che non è così.

Per qualcuno che non conosce minimamente la famiglia Kardashian l’assenza di Kylie e Rob è qualcosa che passa in secondo piano, ma il pubblico del reality è composto quasi interamente da persone che seguono i Kardashian da anni e che sanno quali sono le dinamiche che li coinvolgono, perciò questa doppia omissione finisce per rovinare almeno in parte la presunzione di realtà portata in scena.

Nonostante le assenze pesanti, la prima stagione di The Kardashians è sicuramente un prodotto di grande intrattenimento e confezionato alla perfezione, capace di coinvolgere lo spettatore in un turbinio di vicende drammatiche, anche quando queste sono già note da mesi grazie all’enorme attenzione mediatica riservata alla famiglia più famosa d’America. Anzi, il conoscere in anticipo alcuni degli eventi che vediamo riportati sullo schermo in questi 10 episodi, contribuisce a creare un clima di anticipazione e curiosità, che permette di concentrarsi non tanto sui fatti raccontati in sé, ma piuttosto sulle reazioni dei membri della famiglia Kardashian davanti a questi. Sapere che Kim e Kanye stanno divorziando e che la più nota delle sorelle ha iniziato una relazione con Pete Davidson è qualcosa che spinge i fan a volere a tutti i costi sapere cosa sta succedendo dietro le quinte, così come inevitabilmente desideriamo conoscere la reazione di Scott Disick al fidanzamento di Kourtney con Travis Barker, o quella di Khloé davanti all’ennesimo umiliante tradimento di Tristan Thompson.

Consapevoli che, al di là di qualche piccola sorpresa, gli spettatori hanno già un’idea precisa degli avvenimenti che verranno mostrati in The Kardashians, i protagonisti del reality- che rivestono anche per la prima volta il ruolo di produttori esecutivi – hanno scelto di dare alla produzione un taglio che privilegiasse l’esplorazione della loro evoluzione psicologica piuttosto che uno che volesse a tutti i costi puntare sullo sconvolgere il pubblico.

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Questa scelta ha funzionato in particolare modo nel caso di Khloé e Kim, che davanti alle telecamere mostrano una nuova consapevolezza di sé e uno spirito critico capace di mettere il luce le ragioni dietro tutto quanto è accaduto loro fino a questo punto. L’evoluzione di Kim, che dopo un matrimonio tossico nel quale aveva perso la sua identità cerca di ritrovare se stessa, è probabilmente la parte più riuscita dell’intera prima stagione di The Kardashians, perché non soltanto viene messa in luce la sua straordinaria vulnerabilità e forza d’animo, ma soprattutto perché non è qualcosa che il pubblico avrebbe potuto comprendere a pieno soltanto attraverso i suoi canali social.

D’altra parte, il vero problema di questa stagione di The Kardashians riguarda il troppo spazio riservato al dramma tra Kourtney, Travis e Scott. Al di là del notevole imbarazzo che il pubblico può provare nel vedere la maggiore delle sorelle intenta a limonare con il fidanzato – ora marito – in ogni circostanza e senza il minimo riguardo per coloro che li circondano, la verità è che Kourt sembra non essere mai stata così felice come con Travis, ma sapendo che il tira e molla con Scott ha retto sulle proprie spalle la maggior parte delle stagioni di Keeping Up with the Kardashians, risulta evidente che in fase di montaggio sia stata presa la decisione di cercare di gonfiare il potenziale dramma tra i tre all’infinito. Proprio come per l’omissione dell’intera esistenza di Rob, anche in questo caso il problema è che c’è un’evidente incongruenza tra la ciò che è successo e ciò che viene mostrato, tale per cui quel patto tacito di presunzione di realtà tra spettatore e protagonisti del reality sembra venire infranto.

Nel complesso, la prima stagione di The Kardashians non può che essere promossa. Pur non discostandosi troppo dal formato del reality che ha regalato la celebrità alla famiglia più famosa degli Stati Uniti, la produzione Hulu dimostra una maturità nuova, coerente con l’evoluzione dell’immagine dei Kardashian nel corso degli anni. L’immagine della star del reality, in buona parte costruita proprio dalla stessa Kim Kardashian, non è più quella di una volta, perché nell’era dei social media mostrarsi non è più sufficiente, occorre rinnovarsi, conoscersi, sapersi ricostruire. E i Kardashian, dopo 15 anni sotto i riflettori e davanti alle telecamere, non hanno paura di mettersi in gioco, consapevoli che in qualche modo cadranno sempre in piedi.

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