ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Rosa elettrica 1×01 e 1×02
Tra le novità di questo maggio figura Rosa elettrica, produzione Sky – disponibile quindi anche su NOW – tratta dall’omonimo romanzo di Giampaolo Simi. Siamo di fronte a un crime che attinge dalla più tenace tradizione italiana, operando alcune variazioni sul tema, ma incentrando il proprio racconto sul mondo della malavita che tanto spesso ha calcato i piccoli schermi. La grande novità è in questo caso la prospettiva adottata. Quella del pentito, braccato tanto dalla polizia quanto dalla camorra. Un punto di vista che innesca interessanti novità.
Su questi binari s’innesca infatti un racconto adrenalinico, che vede la giovane e ostinata Rosa Valente adoperarsi per proteggere il giovane Cociss, baby-boss della camorra che entra nel programma protezione testimoni ma si trova subito a doversi guardare le spalle su più versanti. È proprio il rapporto tra i due a costituire il centro di una narrazione serrata che cerca di adottare anche un tono più introspettivo, riuscendoci – per ora – solo a sprazzi. Quella di Rosa elettrica è sicuramente un buonissimo inizio, in attesa che il racconto sveli la sua intricata trama e che tutte le potenzialità della produzione riescano a svilupparsi.

La prospettiva di Rosa elettrica 1×01/02
Sono due gli elementi principali su cui si costruisce Rosa elettrica. Intanto la già citata prospettiva. Il mafia drama è forse il genere principe della serialità italiana e garantisce sempre i suoi risultati. La copiosissima produzione sul tema ha però portato – specialmente negli ultimi anni – all’esigenza di operare variazioni sul tema che rendessero stimolante la narrazione e offrissero al genere nuovi orizzonti cui aprirsi. In questo caso la novità – non assoluta ma comunque significativa – sta nella prospettiva del pentito.
Ponendo un giovane camorrista in procinto di entrare nel programma testimoni al centro del racconto, Rosa elettrica stabilisce nuovi confini alla propria narrazione. I contorni classici vengono sfumati. Non c’è la giustizia contro la malavita, ma s’innesca un inseguimento da più parti che abbatte completamente ogni barriera tradizionale. La polizia e la camorra appaiono due eguali minacce per i protagonisti in fuga e questa condizione alimenta una condizione d’incertezza tale da far perdere qualsiasi tipo di figura fiduciaria.
È proprio questa incertezza a conferire tensione alla narrazione. L’impossibilità di riconoscere confini ben stabiliti e vincoli di fiducia porta lo spettatore a stare continuamente – al pari dei protagonisti dello show di Sky – in allerta. In questo le prime due puntate di Rosa elettrica funzionano davvero bene. Viene allestito un racconto ricco di adrenalina da una prospettiva oggettivamente interessante, su cui s’innesta un tono che funziona, però fino a un certo punto.
Un racconto dal tono giovanile che vuole farsi intimo
Rosa elettrica vuole mettere in scena un racconto dal tono giovanile. La protagonista è una poliziotta di trent’anni con una vita privata praticamente alla deriva e un’ossessione lavorativa che finora non ha dato i risultati sperati. Cociss è un diciottenne che ha il carico di vita di un adulto con almeno il doppio dei suoi anni, ma rimane pur sempre un ragazzino che non sa nascondere la propria paura. Rosa elettrica è il racconto di due giovani che si affacciano sull’abisso della vita da grandi e lo fanno portandosi appresso tutte le loro fisiologiche incertezze.
Su questo fronte il racconto – di matrice in fondo pedagogica – continua a funzionare bene. I due protagonisti sono ampiamente imperfetti. Inesperti e impauriti, agiscono di pancia e mostrano tutta l’incoscienza delle poche primavere alle spalle. La narrazione funziona meno quando questo sguardo giovanile si fa più intimo. Nelle prime due puntate la serie tv fatica nell’andare a fondo sui due protagonisti. L’intenzione c’è, ma lo sguardo risulta poco partecipativo.
Probabilmente questo aspetto andrà migliorando con il rinsaldarsi del legame tra Rosa e Cociss. L’intimità e la vulnerabilità dei due uscirà fuori – o almeno è quello che ci aspettiamo – più avanti, quando le barriere tra loro continueranno ad abbassarsi ed entrambi potranno concedere all’altro il proprio lato indifeso. Questa dinamica tra i due protagonisti è molto promettente. Si intravedono già da adesso parecchi margini di miglioramento sotto questo profilo e la sensazione è che anche questo sguardo intimo – che in queste prime due puntate ha funzionato meno – sia destinato a essere più efficace andando avanti.

Rosa elettrica 1×01 e 1×02 ci regalano un buon inizio, con evidenti margini di miglioramento
Tutto sommato possiamo abbondantemente promuovere queste due prime puntate di Rosa elettrica. La serie di Sky sfoggia subito un ritmo tamburellante e soprattutto un’ottima intesa tra i due attori protagonisti. Il loro legame – come sottolineato – sarà importante per l’evolversi dei personaggi, ma è anche stato il motore della narrazione in questi due primi episodi. A tenere banco poi è ovviamente il mistero della talpa, figlio di quell’abbattimento di ogni confine di cui abbiamo parlato. Insomma Rosa elettrica 1×01 e 1×02 ci hanno regalato un buon inizio, ma ciò che colpisce è più che altro il margine di miglioramento del racconto.
Ci è sembrato – infatti – che Rosa elettrica possegga molto più potenziale di quanto mostrato sinora. E questo è sicuramente un bene. La storia – coi suoi misteri – ha bei margini di sviluppi. I protagonisti sono parsi convincenti e con molto da dire. Un altro aspetto che convince è la dimensione itinerante del racconto. Solitamente i racconti di malavita hanno una cornice ben delineata. Qui la matrice – la camorra – è chiaramente evidente, ma la geografia della narrazione è varia. La fuga in tal senso offre spunti molto interessanti e Rosa elettrica pare riuscirli a sfruttarli con sapienza.
Buona la prima, quindi, per l’ennesima produzione italiana di Sky che dimostra l’ormai stabile livello raggiunto dal player nel panorama nostrano. Un plauso – prima di chiudere – va anche a Maria Chiara Giannetta (qui trovate alcune curiosità su di lei), volto sempre più popolare della serialità italiana. Dopo la straordinaria affermazione con Blanca, l’attrice si sta ritagliando un altro ruolo importante in un racconto davvero convincente. Bene così per ora, non ci resta che attendere i miglioramenti che Rosa elettrica ha promesso dopo i suoi primi due episodi.





