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The Boys 5×06 – Le conseguenze dell’amore

The Boys
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Nel 2004 usciva un semplicissimo e bellissimo film di un ancora poco noto Paolo Sorrentino. Il film è (quasi) tutto ambientato in un hotel con protagonista il fedelissimo sorrentiniano Toni Servillo nei panni di un uomo la cui vita procede in una uterina, rassicurante ciclicità. Tutto finché una “forza allegra, precisa e dolce insieme” non viene a turbarlo, a inquietarlo irrimediabilmente. E allora resta solo da prendere un appunto che è un progetto per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell’amore. La 5×06 di The Boys ci dice proprio questo: non sottovalutare le conseguenze dell’amore.

Perché l’amore ti turba, ti inquieta e ti porta a fare quello che la tua routine di uomo in mezzo agli uomini non ti farebbe mai fare. In una parola: fa iniziare il film, che altro non è che la parte notevole, da ricordare e rappresentare, della vita di ognuno. Questa parte non esiste senza una fine: che film è se non finisce? Come non esiste l’estate, “bella soltanto quando sai che arriverà l’inverno“. Non c’è amore senza la fine dell’amore, non c’è amore senza il suo opposto. L’odio.


Abisso e Black Noir II in The Boys 5 si odiano.

Lo fanno perché hanno amato. Hanno amato il proprio mestiere d’attore di teatro, hanno amato amici marini. Ma l’amore finisce, vuoi per un disastro ecologico che uccide migliaia di specie marine, vuoi per un pesce che sfonda le chiappe al tuo mentore e regista teatrale. E allora non resta altro che l’inverno. L’odio che è rancore, vendetta, rifiuto di accettare la routine confortante nella quale Titta Di Girolamo s’era chiuso prima delle Conseguenze dell’amore.

Credits: Amazon Prime Video

Abisso e Black Noir II volgono verso la parola fine (Chi sopravvivrà a fine serie?) mentre ancora Starlight, Hughie, Frenchie e Kimiko affrontano le conseguenze dell’amore. Il tormento e l’angoscia di scegliere un amore egoistico o uno altruistico. Se fare in modo che le proprie amate vivano per sempre o le si lasci libere di godersi l’estate, la breve estate che resta prima dell’inverno, “sia che Giove abbia assegnato più inverni, sia che questo sia l’ultimo“, come cantava Orazio. Le conseguenze dell’amore sono anche quelle di chi deve imparare a lasciar andare, vivendo il giorno, l’attimo fugace, senza volere un’eternità che è soltanto una condanna. Ciò che rende preziosi e patetici gli uomini è la morte, secondo L’immortale di Borges.

Tutto, tra i mortali, ha valore di irrecuperabile” e tutto quindi vale la pena di essere vissuto. Lo sa bene anche Golden Geisha in questa 5×06 di The Boys. Rifiuta l’immortalità, rifiuta una condanna alla noia, alla ripetizione, alla routine, all’insignificanza. E alla fine anche Bombsight, come Frenchy e Hughie, capisce che una delle conseguenze se si vuole amare è inevitabilmente soffrire, fino a morire.


Di questo improvviso progetto per il futuro sembra prendere un appunto anche Soldatino.

Lui come Titta Di Girolamo nelle Conseguenze dell’amore agisce in maniera illogica. Sage non capisce e non può prevedere la sua scelta: “Io non capisco… Non avrebbe dovuto… Non è possibile“. L’imprevedibile e irrazionale dell’amore sparigliano le carte. Soldatino sceglie non per odio personale ma per amore di Stormfront: “Amavo lei di più e questo è ciò che avrebbe voluto“. (E a proposito: Perché tutti continuano a menzionare Stormfront?). Come Hughie e Frenchy Soldatino mette da parte la propria egoistica preferenza e sceglie per amore. Per questo Patriota e Sage non capiscono il suo gesto, perché è un gesto d’amore, per ciò stesso imprevedibile.

Soldatino in The Boys
Credits: Amazon Prime Video

Ma se non c’è amore? Se quell’amore sfugge irrimediabilmente? Quali sono le conseguenze? Il finale di questo episodio di The Boys ce lo mostra chiaramente. È l’immortalità. Quella inseguita con tanta ostinazione da Patriota che finalmente la ottiene. Ma se allora le conseguenze dell’amore sono chiare e sono vita, sofferenza, emozioni profonde quali sono le conseguenze dell’Immortalità?


La risposta ce la dà proprio L’immortale di Borges.

Flaminio Rufo insegue l’immortalità, attraversa tutto il mondo, arriva nei luoghi più inospitali, insegue il sogno di una fonte che dia vita eterna. Quando arriva là, dove vivono gli immortali che si sono abbeverati a quell’acqua prodigiosa che in The Boys è il V1, ecco il paradosso. Rufo dimentica se stesso. Il tempo scorre e si riavvolge e la pioggia cade e batte il sole e di nuovo è freddo prima del caldo e tutto non ha più senso e nulla ha più memoria. Il paradosso dell’immortalità, il paradosso degli dei è l’indifferenza. Senza inverno non ha valore neanche l’estate, tutto si avvolge in un’indefinitezza eterea e perde consistenza. Compresi noi stessi.

Patriota
Credits: Amazon Prime Video

Questo è il destino di un Patriota immortale. Perdere del tutto se stesso. Condannarsi all’indifferenza come accade al Dottor Manhattan in quel capolavoro che è Watchmen. Condannarsi a una vita come quella di Titta Di Girolamo la cui unica frivolezza stava nel nome. Una vita insignificante, ripetitiva, costantemente riavvolta su se stessa in cui ogni giorno, ogni anno erano indistinguibili dai precedenti. In eterno. A meno che. Un appunto che è un progetto per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell’amore.

Emanuele Di Eugenio