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Outlander 5×03 – L’amore non basta per vivere in un mondo di schiavi

Outlander 5×03 è l’ulteriore prova che questa serie tv non sceglierà mai il sentiero semplice e lineare per giungere al nucleo della questione. Tuttavia, le digressioni che caratterizzano la narrazione è raro che appaiano eccessive e noiose. Si tratta quasi sempre di scelte che intendono, in qualche modo, ricollegarsi ai temi che gli sceneggiatori vogliono rendere pilastri della stagione. Solo in questa maniera i personaggi sembrano agire su uno sfondo culturale e sociale tangibile e non facilmente trascurabile. Ed è proprio ciò che accade in in questa 5×03.

Si tratta di un primo episodio di transizione che ben si presta a una ragionata deviazione dalla linea narrativa principale. Intende cambiare scenario abbandonando la quotidianità di Fraser’s Ridge per spostarsi tra gli imprevedibili e pericolosi sentieri boscosi che conducono nuovamente a Hillsborough. Il momento che Jamie aveva cercato di rimandare è dunque arrivato e si impone sulla sua strada come un macigno fastidioso che getta ombra e preoccupazione sul suo volto. Per Mac Dubh è tempo di iniziare a radunare un esercito per ordine della corona affinché si possano contrastare, in qualsiasi momento, gli attacchi dei Regolatori.

Outlander 5x03

In Outlander 5×03 molti personaggi sentono il peso di una misera libertà.

Claire, sagace come sempre, è riuscita ad anticipare la preoccupazione e il no del marito facendosi forte delle proprie capacità di medico e del fatto che sicuramente sarebbero servite le sue cure durante questo viaggio improntato alla guerra. Si evince dunque un primo momento che meglio esprime il senso del titolo di questo episodio: Libero arbitrio.

Murtagh, Knox, Tryon hanno preso la loro decisione. Io ho preso la mia e tu hai bisogno del mio aiuto.

Claire Fraser

Sostiene Claire con fermezza al ritorno di Jamie da Hillsborough. Scegliere e decidere non sono mai, come è stato più volte dimostrato, azioni prive di conseguenze. Quella fatidica decisione di creare la penicillina sembra che sarà impossibile da contenere nelle mura di casa Fraser. La farfalla ha sbattuto le ali e gli eventi si sono innescati e il foglio su cui Claire ha scritto gli appunti per Marsali è ora nelle mani dei coloni, poiché è sul retro di queste istruzioni che Fergus ha scritto le indicazioni per il reclutamento imposto dal Governatore e da Jamie.

In questo episodio tutti i personaggi sono portati a fare una scelta.

Dover scegliere ed essere liberi di scegliere che strada intraprendere diventa fondamentale in una puntata in cui, scena dopo scena, si assiste alla forte tensione tra dominante-dominato. Non sorprende che si sia voluto porre l’accento su questo tema, considerando l’azione imperialista inglese e la triste condizione in cui vertevano molti autoctoni delle Americhe, tra Settecento e Ottocento, a causa dei coloni. Outlander 5×03, prendendo piede da questa problematica storica e attendibile, affonda poi le radici nelle vite comuni e peculiari dei protagonisti mostrandoci una libertà d’azione e di parola più intima e non così splendente come può apparire.

Si tratta di una libertà che spesso deve scendere a compromessi. Roger McKenzie, così come Jamie, deve piegarsi ai costumi e ai doveri dell’epoca, nonostante davanti alla legge sia un uomo libero. Tuttavia è dunque costretto ad armare la propria mano dopo aver deciso di affiancare Jamie nel reclutamento e negli scontri imminenti, essendo stato da lui nominato Capitano durante il giuramento.

A fare da contraltare a questo dovere bellico è quello imposto a Josiah e Keziah dallo schiavista Beardsley.

Outlander 5x03

Josiah, il ladro assunto da Jamie come cacciatore, era stato introdotto nell’episodio della scorsa settimana ed è in Outlander 5×03 che scopriamo di più sul suo passato. Il ragazzo dai capelli ricci, dal volto sempre un po’ imbronciato e tremante, ha un fratello gemello sordomuto, Keziah. Lo ha aiutato a scappare dalla dimora dei Beardsley situata nei pressi del primo accampamento dei Fraser. La vicenda dei due giovani diventa il fattore scatenante della digressione narrativa che rende questo episodio volutamente diverso dai precedenti.

La schiavitù a cui sono stati costretti con l’imbroglio i due fratelli e i segni delle percosse sui loro corpi deperiti scuotono l’animo di Claire e Jamie, i quali decidono di recarsi da Breadsley per rilevare i loro contratti. Da questo momento l’atmosfera si fa inquietante, cupa e misteriosa. La casa a cui giungono è diroccata e sembra sia stata abbandonata da mesi. Eppure, è proprio da una delle finestre da cui Jamie sbircia che, improvvisamente, appare un volto giovane e paffuto, confutando l’idea che non ci fosse nessuno.

L’atteggiamento evasivo e il macabro sorriso che caratterizza la misteriosa ragazza provoca ansia nei personaggi e nello spettatore che si sente come se fosse stato catapultato in un thriller. In effetti non ci vorrà molto prima che Claire scopra che il tanfo che pervade la casa proviene da un corpo immobile e da mesi soggetto alle più orrende torture.

Si tratta proprio di Breadsley che, dopo aver avuto un ictus, è stato torturato dalla ragazza per pura vendetta.

Le azioni della giovane, che scopriamo essere la quarta moglie di questo Barba Blu dei boschi da cui anche i gemelli sono fuggiti, introducono un altro tema: la vendetta. È un desiderio che alberga anche negli animi dei protagonisti. L’ha desiderata Jamie nei confronti di Black Jack e la desidererebbe ancora se non fosse morto. In effetti la loro è stata una relazione da considerare tra le più avvincenti e macabre tra protagonista e villain. La desidera Roger contro Bonnet per ciò che ha fatto a Brianna e la attua Fanny nei confronti di Beardsley in questo episodio.

Sono tutte decisioni che i personaggi prendono con consapevolezza avendone il diritto o violandone le leggi. Il che ci porta a un’altra questione: il dilemma che precede la scelta. Claire è l’esempio migliore che ci viene servito proprio nelle scene di Outlander 5×03. Il medico e chirurgo che ha giurato di salvare senza discriminazioni vive un dilemma umano e naturale: aiutare o lasciare morire un uomo crudele come Breadsley? Deciderà di curare le sue ferite e di impedire alla moglie di strozzarlo o di fargli ulteriormente del male. Tuttavia lo scontro che domina la sua mente si riversa all’esterno, in modo evidente, in un’unica stanza in cui improvvisamente Fanny deve partorire mentre l’uomo malvagio che l’ha vessata e maltrattata per anni sta morendo.

Outlander 5x03

In una poetica congiunzione di vita e morte viene rappresentata la necessaria imparzialità del ruolo di un medico. Si tratta di una scena in cui ancora una volta le azioni di Claire sono dettate dal desiderio di vincere la morte, sebbene a volte sia impossibile.

In Outlander 5×03 l’uso del green screen non sempre è ben mascherato e talvolta risulta troppo evidente.

Questa mancanza, che fortunatamente non è sempre individuabile, rompe quell’atmosfera perfetta che permette di abbandonare facilmente il nostro tempo per poter vivere quello dei protagonisti. Rispetto alle stagioni precedenti, inoltre, sono molti di più i personaggi che sono stati introdotti in queste sole tre puntate, dunque ciò che ci auguriamo è che siano considerati e trattati al meglio senza essere semplicemente lasciati ai margini della narrazione, senza un perché. Per adesso possiamo sono avanzare ipotesi positive o negative sullo scorrere della storia, ma la speranza che trattino con cognizione di causa la questione della penicillina e che diano un ruolo ai fratelli Breadsley è abbastanza alta. Con ansia e paura adesso aspettiamo solo che Bonnet arrivi a Fraser’s Ridge dove, sole solette, Marsali e Brianna vivono nella più serena quotidianità fatta di studio e disegno.

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Written by Anastasia Gervasi

Amo leggere e, anche se sono consapevole di non poter superare il record di libri letti da Rory Gilmore (qualcuno può?), sono certa di aver visto più serie tv di lei. Sin da bambina ho sempre amato le storie (okay forse quelle horror un po' meno) e ho sempre voluto parlarne, specialmente dopo averle conosciute grazie a serie tv avvincenti e ricche di feels e angst. Sono cresciuta con i telefilm di Buffy e FRIENDS e ho capito che, come gli amici di tutti i giorni, anche loro sono dei buoni compagni di vita. Ho incontrato personaggi che mi hanno ispirata e mi hanno spinta a migliorare come persona, trasmettendomi anche una carica di adrenalina pazzesca. Sono storie che ti portano ad imboccare una strada, in parte, ancora sconosciuta. Io spero che la mia sia tanto bella, avvincente e avventurosa quanto quella delle mille storie che ho letto e visto in questi anni. Per il resto mi affiderò al Carpe diem di Orazio.

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