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Night Sky – La Recensione: la notte stellata della terza età

Sono J.K. Simmons e Sissi Spacek i protagonisti di Night Sky, la nuova serie tv sci-fi targata Amazon Prime Video che ultimamente sta davvero investendo sugli show del genere (qui potete trovare la recensione di Outer Range). Basterebbero già quei due nomi a rappresentare un biglietto da visita di tutto rispetto, ma siamo sicuri che la presenza dei due grandi interpreti sarà stata abbastanza? Gli otto episodi di Night Sky vedono protagonisti Franklin e Irene York, una coppia di anziani felicemente sposata da moltissimi anni che, un po’ di tempo prima rispetto all’inizio della storia, ha fatto una scoperta incredibile. Nascosta nel capanno in cortile, infatti, hanno trovato una camera, attraverso la quale raggiungono un pianeta sconosciuto, misterioso e apparentemente deserto. Lasciando da parte l’elemento fantascientifico della serie, è evidente come il vero fulcro della narrazione sia il rapporto tra i due coniugi. Lui si prende cura di lei e viceversa, sempre più consapevoli del tempo limitato a loro disposizione.

Lo show si prende un rischio notevole, scegliendo di avere per protagonisti una coppia non più nel fiore degli anni e appartenente a quella fetta demografica di popolazione che, spesso e volentieri, tendiamo a dimenticare. Nella buona e nella cattiva sorte, Franklin e Irene sono sempre l’uno accanto all’altra pronti a far fronte sia alle tragedie che la vita ha riservato loro nel passato, sia alle difficoltà che stanno vivendo nel presente.

ATTENZIONE SPOILER – Se non avete visto la prima stagione di Night Sky, vi consigliamo di tornare più tardi.

Night Sky

La tranquilla esistenza dei due, fatta di cene riscaldate e quelle sere a guardare la notte stellata di un pianeta distante, viene interrotta bruscamente dall’arrivo di Jude. Lo sconosciuto sembra sapere moltissimo riguardo la stanza e di fatto la sua sotto trama è quella maggiormente legata all’elemento sci-fi dello show. Franklin e Irene rappresentano il cuore della serie, la sua anima pacifica e serena, mentre Jude ne incarna le ossa e i muscoli, la forza che regge la parte attiva della trama. L’arrivo di Jude smuove le vite dei due coniugi ma mentre Irene accoglie di buon grado l’ospite, e anzi lo identifica come spinta al ringiovanimento, Franklin rimane molto restio e preoccupato.

Parallelamente alla trama di Franklin e Irene, vediamo svilupparsi anche altre piccole sotto trame dalla poca o nulla utilità: la nipote Denise torna a casa da Chicago mentre cerca di venire a patti con l’improvvisa scomparsa del padre, Michael; il vicino di casa fastidioso si impiccia sempre degli affari degli Yorks; una madre ispanica e sua figlia iniziano un viaggio in compagnia di un tipo poco raccomandabile. Tranne l’ultima che, nelle ultime puntate, finisce per intrecciarsi con la trama principale, il resto delle sotto trame non riesce a catturare l’attenzione dello spettatore realizzandosi in un riempitivo senza spessore.

Come la notte stellata di un quadro ben più famoso, anche il panorama al quale assistono i coniugi York in Night Sky è ipnotico e inquietante insieme.

Night Sky

Nel complesso, Night Sky non riesce a mantenere il proprio focus per tutto il tempo. Questo perché la storia di Franklin e Irene potrebbe benissimo essere al centro di un film indie piuttosto che di una serie tv sci-fi (ecco le migliori del 2021). Non è la prima volta che il contenitore seriale diventa un guscio vuoto per una trama allungata. Per quanto esistano momenti emotivi di notevole impatto all’interno della serie (tristezza, malinconia, senso di protezione, legame familiare), questi non si immergono mai sotto la superficie turbinosa e confusa che è il racconto di Night Sky. La storia di Irene e Franklin è tenera e dolce, eppure non riesce a sostenere da sola gli 8 episodi da cinquanta minuti l’uno.

Al quadro realistico ed emotivo che viene tratteggiato attorno alle loro figure, si affianca quel plot twist superfluo e insistente. Night Sky potrebbe benissimo raccontare solo di Irene e Franklin e basterebbe, invece c’è l’espediente fantascientifico che pende sopra le loro teste come una spada di Damocle togliendo pathos e sentimento. E allora che si esplori il pianeta deserto, che questo espediente narrativo serva almeno a qualcosa, no? No. Perché del pianeta desertico ce ne viene dato un vero assaggio solo sul finire del season finale.

Night Sky manca di coraggio e di immaginazione. Nel tentativo di voler fare rientrare nel genere sci-fi perde l’opportunità di essere qualcosa di più.

La prima stagione di Night Sky – ammesso che ce ne sia una seconda – fa troppo affidamento su cliffhanger continui ma che concretamente non aggiungono nulla alla storia. Le informazioni vengono dispensate con il cucchiaino, i segreti sono così tanti da risultare assurdi ed esagerati. Insomma, lo show si guarda per le interpretazioni magistrali di Sissy Spacek e J.K. Simmons ma su questo c’erano pochi dubbi. La vera prova, quella sempre più difficile del distinguersi nel vasto universo televisivo, ha ottenuto voti bassissimi.

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