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Loki 1×04 – L’evento Nexus

ATTENZIONE: questo articolo contiene SPOILER sulla 1×04 di Loki

Questo episodio è indubbiamente uno dei più importanti e dei più belli visti in Loki: appassionante, intrigante e pieno di nuove rivelazioni con cui dover fare i conti. In tanti hanno sperato prima o poi in una scena dopo i titoli di coda in pieno stile Marvel e con “L’evento Nexus” sono stati accontentati: una scena brevissima, ma che ha lasciato gli spettatori con un cliffhanger coi fiocchi.

Dalla più oscura disperazione con cui si era concluso l’episodio precedente (recensione in questo articolo) in questi 47 minuti la storia cambia completamente tono e ritmo: con una morte (apparente?) che ha spezzato il cuore di moltissimi spettatori e una serie di rivelazioni mozzafiato la serie dimostra di aver capito perfettamente cosa volessero i fan in questa nuova fase del MCU.

Vediamo nel dettaglio che cosa è successo in questo episodio di Loki.

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“The universe wants to break free, so it manifests chaos. Like me being born the Goddess of Mischief” – Sylvie

L’universo vuole liberarsi quindi manifesta il caos. Ecco perchè sono nata Dea dei Misfatti

Le prime scene della puntata raccontano in breve le origini della Variante: rapita, senza apparente motivo, da Asgard viene portata davanti al Tribunale della TVA per crimini contro la sacra linea temporale. Solo grazie alla propria intelligenza però riesce a scappare e iniziare la propria vita da fuggitiva, crescendo e diventando la donna che conosciamo. Il rapporto tra il protagonista e Sylvie è in poco tempo cambiato: affrontare un’Apocalisse assieme e sapere di non avere modalità di scampo porta sicuramente alla creazione di un legame molto forte (e di un evento Nexus così potente da richiamare l’attenzione di Mobius, pronto a catturarli prima della fine del pianeta Lamentis).

Owen Wilson e Sophia Di Martino – rispettivamente Mobius e Sylvie – sono sicuramente le star di questo episodio: se il primo si ritrova a dover mettere in discussione tutto ciò in cui ha creduto, la seconda ha finalmente l’occasione di affrontare i Time Keepers. Le loro esperienze possono essere rivissute e considerate nel personaggio di Hunter B-15, interpretata da Wunmi Mosaku: insicura di ciò che ha rivisto quando è stata “posseduta” dalla Variante, è pronta a crederle di fronte alla restituzione dei propri ricordi. Il suo aiuto è fondamentale per portare a termine il piano di vendetta che, da anni, Lady Loki ha in mente di attuare.

Non sorprende dunque come il protagonista assoluto della serie viene soppiantato da tutti questi altri personaggi: il lavoro di Tom Hiddleston rimane impeccabile e la sua performance coerente con il Dio che abbiamo imparato a conoscere nel Marvel Cinematic Universe, ma questa storia sta diventando sempre più corale e la inevitabilmente la sua importanza sta subendo un leggero ridensionamento. A porre il carico da 90 è la scena dopo i titoli di coda che dimostrano le infinite potenzialità di un multiverso ormai pronto a esplodere per prendersi il proprio spazio.

Una già precaria situazione è dunque prossima al collasso: tutto ciò che sembrava vero è ancora una volta una distrazione. Perfino i Time Keepers, tanto temuti quanto sconosciuti, si dimostrano soltanto marionette senza cervello (o meglio, androidi senza cervello).

L’apparente disintegrazione di Loki a fine puntata rappresenta il punto di rottura per Sylvie. Sembra finalmente pronta a scoprire la verità: chi ha creato i Time Keepers, la TVA, la sacra timeline. Riceverà finalmente delle risposte esaustive?

D’altro canto, in modo più sibillino rispetto a quanto visto finora, il lungo percorso di redenzione di Loki è continuato: in particolare nel loop temporale del proprio passato, dove una furente Lady Sif (con un piccolo cameo dell’attrice Jaimie Alexander) si vendica con il semidio per averle tagliato i capelli. Se in un primo momento le risposte sono sempre sarcastiche – e le conseguenze sono dolorosissime per il protagonista – riesce poi a capire da solo che chiedere scusa e dispiacersi per uno scherzo cattivo è molto più efficace, è molto più giusto. Anche fidarsi di nuovo di Mobius non è affatto scontato o facile: cercare di irrompere nella mente corrotta di un agente come ha fatto Sylvie è un conto, ma convincerne uno soltanto con le parole è un lavoro molto più difficile. L’affinità creata nei primi episodi con il personaggio, però, permette di smuovere convinzioni apparentemente scritte nella pietra. Ecco perché risulta ancora più scioccante l’eliminazione dell’agente da parte del capo dell’uomo Ravonna Lexus Renslayer.

Se si dovesse scegliere un cattivo della puntata il titolo spetterebbe sicuramente a lei: la sua continua volontà di insabbiare l’origine degli agenti – e mettere in discussione quanto professato dalla TVA – la portano a eliminare i propri sottoposti per mantenere una parvenza di controllo. Quali verità avrà nascosto in tutto questo tempo? E riuscirà Sylvie a capire perchè la sua vita è stata messa soqquadro?

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Molto interessante e ambiguo è il rapporto tra Loki e la Variante: sembra essere qualcosa di più di una semplice affinità, ma viene rappresentato come l’inizio di un sentimento, forse un amore.

Sarà forse l’inizio di un evento Nexus catastrofico? Mobius infatti è il primo a chiedersi come sia possibile provare qualcosa per la variante di se stessi.

Two Variants of the same being, especially you, forming this kind of sick, twisted romantic relationship. That’s pure chaos. That could break reality. It’s breaking my reality right now. What a incredible seismic narcissist. You fell for yourself.

Due varianti dello stesso essere, tu in particolare, che creano questo tipo di relazione romantica malata e contorta. Caos allo stato puro. Potrebbe distruggere la realtà, sta sicuramente distruggendo la mia. Che enorme narcisista, ti sei innamorato di te stesso.

Questo commento riprende perfettamente le parole iniziali di Sylvie e permette agli spettatori di porsi finalmente la domanda chiave di tutta la serie: se l’avvicinamento sentimentale di due varianti può essere un così grosso problema per la TVA, cosa succederebbe se molteplici versioni dello stesso semidio – e non un semidio qualunque – unissero le forze?

Questa possibilità è sicuramente la chiave dei prossimi due episodi: l’incontro di Loki con altre versioni di se stesso – in ordine una versione “vanagloriosa” con un martello sospettosamente simile a Mjollnir, classic Loki, Kid-Loki e Loki versione coccodrillo – sarà sicuramente il cataclisma inaspettato che stravolgerà per sempre la TVA e, probabilemente, porterà all’esplosione e alla nascita del Multiverso targato Marvel. Se finora la serie è stata un crescendo di azione, adrenalina e rivelazioni sconcertanti, la prossima puntata ha tutte le carte in regola per essere il vero acme narrativo di Loki: c’è ancora molto da scoprire, i quesiti si moltiplicano puntata dopo puntata e dobbiamo aspettarci nelle prossime due settimane ancora moltissimi colpi di scena. Se la TVA è alla ricerca di armonia e ordine, dovrà fare i conti col caos che solo un esercito di Trickster può portare.

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