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È finito il secondo appuntamento con la nuova stagione della fiction de I Cesaroni che, cavalcando l’onda della nostalgia, vuole farci fare un viaggio nei ricordi. Le prime due puntate ci avevano offerto un ritorno poco convincente, ma con un finale che ci aveva fatto piangere. La parte, che avevamo maggiormente apprezzato, era stato l’omaggio ad Antonello Fassari che era arrivato nell’epilogo. Ne abbiamo parlato anche nelle pagelle di tutti i personaggi: Giulio è sempre Giulio, Rudy non si presenta all’esame.
La nuova puntata de I Cesaroni 7 riprende da dove eravamo rimasti: vediamo Giulio e Livia alle prese con la gestione della bottiglieria.
La donna scopre che c’è un motivo se l’amato locale navigava in cattive acque e rischiava la chiusura. L’accoglienza che Giulio riserva ai suoi clienti è quantomeno mediocre. Ben presto Livia si rende conto che c’è un uomo che ci sa fare benissimo con i commensali, Carlo. Il padre di Virginia sa intercettare alla perfezione i bisogni dei clienti, coccolandoli e intrattenendoli. Con uno stratagemma Giulio e Livia riescono a convincerlo ad accettare il ruolo di caposala alla bottiglieria. Vederli collaborare combinando un casino (e facendo finire nei guai un povero venditore di kebab erroneamente scambiato per un corriere di stupefacenti) ci ha riportato ai vecchi fasti de I Cesaroni. Mi è tornato in mente quando vedevamo Giulio, Cesare ed Ezio che combinavano un guaio dopo l’altro.
Uno degli elementi che il pubblico apprezzava di più ne I Cesaroni erano i piani strampalati che i tre mettevano in atto. Siamo felici che siano riusciti a restituire questa atmosfera anche nella nuova stagione.

Anche la seconda puntata ha ripercorso le situazioni a cui la fiction ci ha tante volte abituati. Abbiamo visto Giulio e Cesare provare a risolvere un problema a modo loro, finendo solo per peggiorare la situazione. È stata Stefania (stavolta spalleggiata da Livia e non da Lucia) a far rientrare la situazione. Lucia Ocone e Ricky Memphis si sono riconfermati due ottimi ingressi nel cast de I Cesaroni. Questo trio ha molto potenziale e sicuramente ci regalerà delle sorprese. L’attrice ha dato prova di un’energia travolgente e ha portato una boccata d’aria fresca nella bottiglieria della Garbatella. Piena di risorse (soprattutto nelle trattative), ha assimilato alla perfezione il Metodo Cesaroni. Anche in coppia con Stefania funziona benissimo e siamo certi che il loro duo potrebbe regalarci dei momenti molto interessanti.
Ricky Memphis con il suo atteggiamento sornione e disincantato bilancia perfettamente l’effervescenza della collega. Per fortuna Claudio e Livia non sono solo dei comprimari comici, ma anche dei personaggi ricchi di sfaccettature. Dietro l’apparente sicurezza di Livia si nasconde, infatti, una donna fragile che è stata tradita e truffata dal suo ex. Carlo invece è un uomo che ha combinato troppi casini nella sua vita e che spera di recuperare il tempo perduto con sua figlia.

Le due nuove puntate hanno dedicato molto spazio a Marta e alla sua nuova amicizia con Olmo. L’intenzione degli sceneggiatori è quella di regalare al pubblico una nuova storia d’amore teen pari a quella di Marco e Eva. Siamo però molto lontani dalle emozioni che ci hanno regalato i due vecchi protagonisti. Ciononostante dobbiamo ammettere che la scena del loro avvicinamento all’orto botanico è stata tenera. Non possiamo però ignorare i problemi di questa storyline che sta procedendo in maniera troppo frettolosa.
Manca la tensione, la chimica e i due protagonisti non riescono a conquistare le simpatie del pubblico.
Marta poi, anche se ha finalmente messo da parte quel fastidioso inglese, continua a essere protagonista delle scene più cringe della serie (chi a Roma insulterebbe mai una persona chiamandola yenkee?). È molto più interessante il rapporto che i due ragazzi hanno con i loro genitori e che è stato esplorato in questi episodi. Olmo ha riconosciuto grazie a Mimmo i sacrifici che sua madre fa per lui e il pubblico ha potuto vedere cosa si nasconde dietro l’apprensione della donna. Marta invece ha avuto il suo primo grande litigio con il padre, che ha cercato di imporle delle regole. Su consiglio di Giulio, Marco l’ha portata in campeggio affinché avesse l’opportunità di parlare con lei e capire cosa si nascondeva dietro le sue ribellioni.
Ho trovato molto tenero il momento in cui Giulio ha ricordato come riuscisse a legare con i suoi figli portandoli a vedere le partite della Roma. Mi ha ricordato quella romanità che caratterizzava I Cesaroni e che fa un po’ difficoltà a emergere in questa nuova stagione.
La trama del triangolo Walter-Marco-Virginia era sulla carta la più disastrosa ma alla fine è stata quella che ha regalato un po’ di brio a questo episodio. Vedere Walter tentare di evitare Virginia e sfuggire alle sue richieste di diventare il suo sous chef, mentre la sorte faceva di tutto per farli stare insieme è stato divertente. Il loro confronto al campeggio è stato un bel momento e ora che dovranno lavorare fianco a fianco sarà interessante vedere come evolverà la storia.
Questo secondo appuntamento riconferma i punti di forza e di debolezza del ritorno de I Cesaroni.

La serie tv ci prova a riprodurre la medesima veracità dell’originale, ma ci riesce solo a metà. Tra anglicismi e nuovi personaggi finisce per tradire l’anima e il cuore della fiction. A far battere il cuore ai fan alla fine sono i momenti in cui vediamo i vecchi protagonisti interagire tra loro come ai vecchi tempi: i battibecchi tra Mimmo e Rudy (a cui viene dedicato troppo poco spazio) o il rapporto tra Giulio e Stefania. E a tal proposito pare che la fiction stia prendendo una strada che potrebbe essere molto pericolosa, facendo avvicinare i due protagonisti. Che possa nascere qualcosa tra loro? Il momento più emozionante è arrivato alla fine della puntata, quando abbiamo visto nuovamente Giulio mandare un audio a Cesare. Hanno trovato l’escamotage perfetto per riuscire a tenere vivo il ricordo del personaggio di Antonello Fassari.
In fin dei conti dobbiamo ammettere che la fiction ha sempre avuto questi problemi: storyline nonsense, personaggi fastidiosi e momenti cringe hanno popolato la storia fin dall’inizio. Ne avevamo già parlato quando avevamo elencato le 15 cose che avevamo pensato, dopo aver rivisto il primo episodio. Forse non è la serie de I Cesaroni a essere cambiata, ma siamo noi che siamo cresciuti e siamo diventati più esigenti. Tuttavia ogni settimana torniamo a guardare una serie che con un’inquadratura sulla facciata della bottiglieria ci fa provare un grande spensieratezza. Ci fa tornare a quando tutto era più semplice…anche la serialità.






