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È il 13 aprile 2026 e io corro per la strada per arrivare in tempo per la prima serata di Canale 5 per godermi I Cesaroni in prima visione su Canale 5. Eh già, fa strano anche a me che 2026 non sia un errore di battitura per 2006, anno in cui è andata in onda la primissima stagione della serie. Mi fa strano il fatto che non sto parlando di un ricordo dei miei dieci anni ma di quello che è successo due giorni fa, quando mi sono ritrovata davanti alla tv ormai adulta ma con la stessa foga di un tempo per I Cesaroni – Il Ritorno, settima stagione che riporta Giulio & Family su Mediaset a dodici anni dall’ultima volta.
Come abbiamo già detto nella recensione dei primi due episodi della serie, un revival di questo tipo non può non basare se stesso su una buona dose di nostalgia. Anzi, a dirla tutta, se non fossimo così nostalgici dei bei tempi andati praticamente nessun revival, remake, reboot e qualsiasi altro re- qualcosa vi venga in mente avrebbe senso di esistere. La verità comunque è che a noi I Cesaroni mancavano e continuano a mancarci le persone che eravamo quando ritrovarci davanti alla tv in tempo per la serie era una nostra priorità vitale. Ma qui la domanda è: come sono i personaggi della serie oggi? Come sono cambiati, evoluti o regrediti? Sono come quelli di cui sentivamo la mancanza, o i primi due episodi ci hanno trascinato in una Garbatella che non ci piace più? Conosco un solo modo per rispondere a tutti questi dubbi: una bella pagella.
Giulio: 8

Non c’è niente da dire: Giulio Cesaroni è sempre stato il pilastro della serie che porta il suo cognome e continua a esserlo anche per I Cesaroni – Il Ritorno. In versione nonno è molto più consapevole e pacato di quanto sia stato da padre seguendo il suo celebre Metodo Cesaroni, con tanto di scopettino del water usato a mo’ di arma. E in versione single ha perso quell’attitudine sotto sotto romantica che lo ha sempre caratterizzato, soprattutto con Lucia. Alla sua età è davvero finita con l’amore? Non credo proprio, sono pur sempre I Cesaroni. Anche se onestamente temo un po’ gli sviluppi, perché a una papabile relazione con Stefania io non so se sono pronta.
Comunque, ora che non ha più figli a cui badare – tra l’altro, dove è finita Nina Scaramozzino, figlia illegittima spuntata nella sesta stagione? Non è dato saperlo – si occupa prevalentemente dell’unica figlia che non può volontariamente creargli guai: la Bottiglieria. Ci pensano gli altri però a rovinare gli equilibri dell’attività più celebre della Garbatella. Ed è proprio nella gestione della Bottiglieria che il Metodo Cesaroni torna in tutto il suo splendore, con l’ideazione di un piano malefico per fare fuori la nuova proprietaria che palesemente non avrebbe mai potuto funzionare. E infatti non funziona.
Marco: 7

Nella serie originale il suo ruolo doveva essere quello del figlio maggiore che tutte le giovani spettatrici dovevano sognare. Ne I Cesaroni – Il Ritorno Marco invece è un uomo intorno ai quaranta, con due figli e un matrimonio molto vicino. Si appoggia in casa di suo padre, anche se qualcosa ci dice che ci rimarrà a lungo, e non vuole ripetere gli errori che gli rimprovera, ma questo almeno ad oggi lo rende più un padre da prendere in giro e sfruttare all’occorrenza che un padre da riconoscere come figura genitoriale di spessore, almeno per Marta.
Io però Marco lo capisco: ha l’occasione di recuperare il rapporto con una figlia che ha avuto lontana per la stragrande maggioranza della sua vita e non vuole sprecarla. È una brava persona, si vede. E onestamente, tra i comportamenti di Marta e quelli di Walter, a me fa una gran tenerezza che non può che portarmi a dargli una sufficienza piena. Da capire se, in pieno stile Alessandro Borghese, i prossimi episodi mi porteranno a confermare o ribaltare la situazione.
Mimmo: 7,5

So che non ha molto senso, ma io ho un serio problema con il fatto che Mimmo non abbia quindici anni ma sia ormai un uomo fatto e formato. I Cesaroni – Il Ritorno ce lo presentano come un giovane insegnante di sostegno (i professori di tutta Italia che si ritrovano a fare avanti e indietro per tutto il Paese per avere un incarico e vedono lui che lo becca alla prima nella sua scuola, vabbè), sempre serio e con la giacca. Nella mia testa però, per quanto sappia che il tempo è passato e non abbia alcun problema a vedere Rudi e Marco ormai molto adulti, Mimmo è ancora in fasce. Insomma, nel mio cervello Federico Russo è destinato a non crescere mai.
Ma è cresciuto, eccome se è cresciuto. A dire il vero la sua espressione un po’ malinconica non ha più molto a che vedere con il sorrisetto tenerissimo del Mimmo che ricordiamo, quello che presentava la sua famiglia nell’episodio 1×01 de I Cesaroni. Eppure, per quanto sia cambiato e per quanto mi aspettassi un personaggio un po’ diverso, Mimmo resta una certezza. È limpido, ha una sorta di purezza innata che mai e poi mai ho percepito nello sguardo dei suoi fratelli. E io pretendo per lui qualcosa di bello, altrimenti non rispondo delle mie azioni.
Rudi: non si è presentato all’esame

Vi prego, qualcuno mi dica di più su Rudi Cesaroni. Sappiamo che fa l’operatore scolastico nell’Istituto che tanto odiava, che vive ancora nella casa di famiglia – che comunque continua il suo processo di allargamento – e che divide ancora la stanza con Mimmo. Fine. Mi sembrano decisamente poche informazioni, considerato il ruolo di Rudi nella serie madre. Cosa ha combinato in tutti questi anni? Ha avuto qualche fidanzata? Si è sposato? Ha tre figli segreti in giro per il mondo? Non ne ho idea, nessuno ne ha. Io pretendo che qualcuno me lo spieghi nelle prossime puntate, perché altrimenti giuro che do di matto. Un’ altra assenza di Rudi non la reggo.
Adriano: 8

L’intento è chiaro e anche ben riuscito: Adriano sta a I Cesaroni – Il Ritorno come Mimmo sta alle prime stagioni della serie. Il figlio più piccolo di Marco, un bambino sveglio e con la faccia da furbetto, è il nuovo narratore della serie, colui che ci porta con il suo sguardo ancora infantile in quella gabbia di matti che è la famiglia Cesaroni. Tra i tanti personaggi che riconosciamo e ritroviamo – alcuni in maniera un po’ forzata, altri meno – Adriano è un elemento di continuità diverso: un personaggio nuovo con un ruolo che già conosciamo. È gentile e tenerissimo, spero solo che quest’innocenza duri il più a lungo possibile.
Marta: 3

Capisco l’essere appena arrivata dall’America, capisco anche l’essere cresciuta con una madre che la costringe a studiare sei ore al giorno tutti i giorni. Ma ogni volta che tira fuori il telefono per mandare un audio in inglese alle sue amiche io ho voglia di lanciare un urlo forte.
Stefania: 7,5

Stefania è sempre Stefania. Nonostante il tempo che passa, nonostante la rottura con Ezio ormai stabilmente in Belize ben lontano dalla sua officina (nella quale comunque non metteva piede neanche a pagarlo), nonostante le beghe della vita, lei è sempre un raggio di sole in una giornata nuvolosa. È ancora una mamma apprensiva, un po’ in stile mamma pancina anche se il suo bambino sta per raggiungere i 480 mesi d’età, ma a lei perdoniamo tutto. Le perdoniamo anche il fatto di aver parlato del suo matrimonio quasi come se fosse una parentesi problematica della vita.
Noi ricordiamo benissimo quanto fosse bella la sua relazione con Ezio, quanta tenerezza ci fosse tra i due. Ma mi rendo conto che il tempo passa e va avanti anche per lei, ormai assidua frequentatrice di app d’incontri. Lo ha detto lei stessa: alla sua età c’è ancora tempo per innamorarsi. È l’idea che il suo prossimo amore sia già a portata di swipe a farmi un po’ temere.
Walter: 2

C’è stata un’epoca, che mi sembra più che mai lontana nel tempo e nello spazio, in cui ho avuto una cotta per Walter. Era l’epoca in cui stava con Alice di nascosto, e onestamente io la invidiavo e un po’ sognavo di essere lei. Ecco, posso affermare con certezza che quell’epoca è ufficialmente terminata. Dice di passare tutto il giorno a lavorare in Bottiglieria ma lo si vede lì per circa 35 secondi in totale. Dice di essere il migliore amico di Marco e – dopo averci provato anche con Eva, ricordiamolo – si innamora della donna che Marco sta per sposare. Una donna con cui ha una relazione duratura e un figlio di tipo dieci anni. Eh no, mio caro Walter, questa proprio non ci sta.
Virginia: 8-

Qui mi tocca farvi – o forse fare a me stessa – una domanda: siamo tutti d’accordo sul fatto che non conoscevamo Virginia prima di questo pilot, vero? Presentata con la stessa naturalezza con cui si porta un nuovo amico in un gruppo con la convinzione che conosca già tutti e invece non conosce nessuno e continua a guardarsi in giro in modo spaesato, Virginia è la futura moglie di Marco nonché la madre di Adriano. È parte della famiglia Cesaroni da dieci anni ormai, ma noi che in tutto questo tempo non ci siamo stati di lei sappiamo davvero poco.
Sappiamo che è stato Walter a presentarla a Marco, sappiamo che ha un pessimo rapporto con suo padre e che sua madre è all’estero, che non è molto fan del suo lavoro in uno studio notarile e che, per quanto abbia paura del cambiamento, si lancia per inseguire i suoi sogni. Beh, che dire, mi sembra un personaggio niente male. E allora perché quel meno? Perché resta il fatto che io comunque sia un po’ diffidente: questa storia di Walter mi puzza. Dunque promossa con voti buoni, ma comunque con riserva.
Carlo: 4

Non so quale sia il segreto di Ricky Memphis, ma mi sembra non invecchiare mai. È con questo viso che lo ricordo ai bei tempi di Distretto di Polizia ed è ancora con questo viso che lo ritrovo ne I Cesaroni – Il Ritorno nei panni di nonno Carlo. Un personaggio che vuole un po’ colmare i vuoti lasciati nella vita di Giulio. La presenza di Cesare ed Ezio nella serie madre le dava l’equilibrio comico di cui aveva bisogno per stemperare gli animi dalle trame sentimentali e/o adolescenziali. Chissà se in loro assenza Carlo riuscirà a creare nuovi equilibri.
L’ironia del personaggio c’è, ma dobbiamo ammettere che non sembra proprio una bella persona. Dobbiamo anche dire, però, che ha palesemente voglia di rimediare ai suoi errori paterni. Per adesso si becca un voto basso, poi chissà. Comunque, qualunque cosa Ricky Memphis prenda, la voglio anch’io.
Livia: 5

Ne avevamo davvero bisogno ne I Cesaroni – Il Ritorno? Non lo so, devo ancora capirlo. Intanto, prima di riuscirci, la lascio un po’ qui nel mezzo.
Olmo: 8

Onestamente l’unico ragazzo che mi dà delle belle vibes in una classe che, se fosse stata la mia ai tempi del liceo, mi avrebbe fatto passare tutta la voglia di svegliarmi alle 7 per andare a scuola.
Ines: 5

Simpatica come un’inaspettata giornata di pioggia quando indossi le scarpe di tela, anche se la sua apprensione ha una base più che comprensibile. Le do comunque 5, ma il suo cambio di direzione dell’ultimo minuto mi fa pensare che ci siano tutte le carte in regola per una futura sufficienza.
Augusto: 0 spaccato

Augusto Cesaroni non è mai stata una bella persona ed è la dimostrazione del fatto che chi nasce tondo non può morire quadrato. Quante volte ne I Cesaroni i suoi fratelli si sono scontrati con lui, provando a fargli percorrere una strada diversa da quella della delinquenza? Infinite. Ma lui niente. Gli abbiamo perdonato di tutto, ma svendere così la sua quota della Bottiglieria no. Il lascito di Cesare ha un valore che non può essere quantificato. Speriamo davvero che continui a seguire il richiamo della Bossanova.
Paolo Bonolis: 10

Se ventiquattro ore fa qualcuno mi avesse detto che avrei inserito Paolo Bonolis all’interno delle pagelle de I Cesaroni – Il Ritorno, gli avrei riso in faccia. E invece eccomi qui a dargli questo voto a doppia cifra. Nessuno lo ha visto arrivare, ma quelle cinquine lasciate sul volto di Giulio in una Bottiglieria come sempre deserta sono la spinta extra di cui il protagonista della serie aveva bisogno per andare avanti.
I Kellogg’s Extra sul tavolo della colazione: 9

Gusto Cioccolato e nocciole: ottima scelta.
La sigla: 10

Sì, so ancora tutta la canzone Adesso che ci siete voi di Matteo Branciamore a memoria. Se si fossero anche solo azzardati a cambiare la sigla della serie avrei lanciato il telecomando sullo schermo. Per fortuna, però, non è successo.
La scena finale: la perfezione

La prima serata de I Cesaroni – Il Ritorno non poteva non contenere un omaggio ad Antonello Fassari, l’unico e inimitabile Cesare Cesaroni. Nominato in diverse occasioni durante la serata senza riferimenti specifici, è sul finale che la situazione cambia. Giulio gli parla in quello che sembra a tutti gli effetti un audio di Whatsapp, gli racconta cosa sta succedendo in Bottiglieria, cosa sta cambiando in quel luogo che è sempre stato il loro. Che è sempre stato il suo. Ma Cesare, di sicuro, sa già tutto. Ed è qui che Giulio Cesaroni lascia spazio a Claudio Amendola: il suo sguardo cambia, la commozione è reale. Rompe la quarta parete e non siamo più nella serie: siamo noi, nelle nostre vite, un amico di Antonello Fassari che parla ai suoi fan. Due parole: Che Amarezza. Non poteva esserci finale migliore di questo.






