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American Horror Story è sempre più imprevedibile

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La carneficina annunciata nel sesto episodio di questo strabiliante “My Roanoke Nightmare” prosegue nell’ottavo capitolo della storia, rivelandosi in tutta la sua crudezza. Se nella scorsa puntata era Agnes a macchiarsi dell’assassinio di un mucchio di persone, ora sono direttamente i concorrenti del reality (e gli spettri della casa) a compiere il massacro. Che il dio delle Serie Tv ce la mandi buona!

Episodio 6×08: ci si mettono anche i fantasmi

Stavolta My Roanoke Nightmare ci ha regalato quaranta minuti pieni di azione, non privi però di uno degli spunti di riflessione più profondi di tutta la serie: ci arriveremo tra breve.

Cominciamo però con l’elencare le vittime della strage e la modalità della loro morte; nei primi minuti della puntata ci troviamo infatti di fronte a una scena già vista: un uomo e una donna sono rinchiusi nella famigerata casa delle disgrazie, un esercito di spiriti è schierato proprio fuori dalla porta in attesa di fare loro la pelle e i due, all’interno, cercano disperatamente una via di fuga.

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La prima volta si trattava degli attori che interpretavano i Miller (cioè Dominic e Audrey) e il tutto era appunto la ricostruzione televisiva di un evento raccontato da terzi…

Adesso invece la situazione è fin troppo reale, e a sperimentarla sono la vera Shelby e lo stesso Dominic. Abbiamo quindi un miscuglio tra realtà e finzione, dato che le due scene appena citate sono nel medesimo tempo uguali e diverse: i protagonisti del filmato erano Matt e Shelby, e quelli che stanno vivendo sulla propria pelle l’incubo della Macellaia sono a loro volta, in un certo senso, Matt e Shelby.

Solo che se nel quinto episodio uno dei fantasmi della casa (quello dell’affascinante Edward Mott) era accorso in aiuto dei due sposini e di Flora, ora gli spettri della famiglia Chan ce la mettono tutta per impedire a Shelby e Dominic di raggiungere il tunnel che potrebbe condurli alla salvezza; a rendere le cose ancora più difficili arrivano poi anche i seguaci di Thomasyn e l’immancabile Uomo Maiale, sempre pronto a saltar fuori nei momenti meno opportuni.

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Tutto il trambusto che ne deriva costringe i due umani a nascondersi in un bagno della casa, laddove Shelby decide di suicidarsi perché non sopporta di aver ammazzato suo marito: la prima vittima della puntata non è dunque stata assassinata, ma si è uccisa da sé.

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Chi ha letto le precedenti recensioni sa che con questa donna ho avuto i miei problemi, ma devo ammettere che se gli sceneggiatori di My Roanoke Nightmare volevano creare un personaggio tragico ed emotivo fino al parossismo, ci sono riusciti: certo, io magari non mi sarei fatta prendere dai sensi di colpa proprio mentre sto cercando di sfuggire a un branco di fantasmi arrabbiati… Ma d’altronde Shelby è quella che per consolarsi della lontananza di Matt l’ha tradito con l’attore che lo interpretava nello show, quindi!

Mi dispiace un po’ per il fatto che nello scorso episodio Shelby si sia comportata come una sorta di Terminator deciso a vendere cara la vita soltanto per morire miseramente nei primi minuti della nuova puntata. Però almeno è stata una sua scelta, che diamine.

Nel frattempo, cose altrettanto simpatiche accadono nella catapecchia dei bifolchi, dove la madre della famiglia continua a torturare la povera Lee. Tuttavia all’improvviso la sorte delle tre prede dei Folk si capovolge, mettendole inaspettatamente in vantaggio: Monet riesce a fuggire nella foresta (ma non so se questa si possa considerare una fortuna, anzi), invece Lee e Audrey si ribellano contro i loro aguzzini e trucidano sia la madre che uno dei figli.

Oh, adoravo la madre, però è anche vero che aveva già dato prova di tutto il sadismo di cui era capace, perciò il suo ruolo nella storia cominciava a sapere di stantio.

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Tornate alla casa, le due miracolate trovano Dominic con il cadavere di Shelby e lo accusano abbastanza stupidamente di aver ucciso l’ex amante; come punizione lo costringono a uscire dalla camera da letto in cui sono nascosti e a restare nel corridoio, dove ovviamente viene assassinato da Mr. Piggy (il quale è sempre previdentemente nei paraggi).

La notte lascia il posto a un nuovo giorno, e qui abbiamo la scena che secondo me dà significato a tutta la puntata: Lee e Audrey decidono infatti di tornare nella fattoria dei Polk per distruggere il video contente le prove della tortura subita dalle tre donne e dell’uccisione della madre, perchè “Se le persone sbagliate mettono le mani su quelle riprese, l’unica cosa che il mondo vedrà sarà l’immagine di te che scavi un buco nella testa di una vecchia con un martello“.

Oltre a dimostrare l’acume poliziesco di Lee, tali parole dovrebbero farci riflettere su una questione importante: ciò che vediamo in televisione e che ci viene propinato come verità indiscussa è sul serio la testimonianza fedele della realtà? Non si tratta forse sempre di una fiction, di un insieme di sequenze rielaborate da mani esperte per dare (e manipolare) un messaggio?

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Ora, credo che i prossimi episodi di My Roanoke Nightmare ripartiranno proprio dal fatto che nonostante la troupe di Sidney sia stata massacrata le telecamere sono ancora attive, e  che qualcuno potrebbe stare dietro di esse a tagliare e riaggiustare le scene per mostrarci ciò che desidera che vediamo…

E poi, chi sarà l’unico concorrente del reality a uscire vivo dall’incubo? Ormai la lista si sta assottigliando.

E quali sono le intenzioni di Dylan (l’attore che in My Roanoke Nightmare interpretava Ambrose White), comparso dinnanzi a Lee e Audrey alla fine della puntata?

Non lo sappiamo, perché tutto può ancora succedere.

Se dovessi morire, voglio che sappiate che avevo tante altre performance meravigliose per voi: c’erano così tante cose che avrei voluto darvi, miei fan. E vi prometto, vi prometto… Che vi amerò per sempre. Avevo così tanto ancora da dare. Vi amo

Written by Elisa Costa

Sono studentessa di Scienze della Musica e dello Spettacolo.
Le mie più grandi passioni sono la scrittura e (ovviamente!) le serie tv.
Finora ho pubblicato tre libri, e il mio grande sogno sarebbe trovare un lavoro nel mondo dell'arte, in tutte le sue declinazioni!

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