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Perché Paso Adelante ci piaceva così tanto

paso adelante

Uno, due, tre, quattro…

Quanti di voi leggendo questi numeri sentono anche una trombetta e una chitarra che fanno assoli a caso risuonare nella propria testa? Se è così, siete del mio stesso club. Quelli che ancora si chiedono come sia stato possibile farsi ipnotizzare completamente da Paso Adelante.

Uno dei più grandi misteri della mia quasi trentennale vita. La domanda ancora mi assilla: Perché diavolo la guardavo?

Cerchiamo di mettere i fatti in fila. Quindici anni fa – eh già si parla del 2002, feel old? – Italia 1 decise di propinarci dopo pranzo uno show spagnolo. Erano ancora lontani i tempi nei quali avremmo tutti gridato al miracolo vedendo La casa di carta (come vi abbiamo detto qui), e il principale modello di prodotto importato da paesi ispanofoni erano le telenovelas. Ed è proprio questo che Paso Adelante è, una telenovela in salsa musicale.

Paso Adelante

Per chi non lo avesse mai visto – SHAME!, nonostante tutto – la storia narra delle vite di alcuni ragazzi iscritti alla più importante scuola di danza di Madrid. Personaggi che più stereotipati non si può, come il ricco trascurato dai genitori (Rober), il bel povero che vede la propria speranza di riscatto nella danza (Pedro), la ragazza impacciata ma dal talento cristallino (Lola) e via discorrendo. Le vicende che intrecciano i ragazzi e i professori, poi, non avrebbero sfigurato nel migliore/peggiore libro di Federico Moccia. Stiamo parlando di relazioni e tradimenti (tonnellate di relazioni e migliaia di tradimenti), amicizie che divengono inimicizie, e tutti i topoi che possono venirvi in mente legati alle telenovelas.

Nonostante tutto ciò, Paso Adelante ebbe un effetto magico su tutti noi, attaccando un esercito di ragazzini ai propri televisori.

A riprova di questo grande successo non possiamo non citare il tentativo all’italiana di ricreare la “magia” spagnola. Nel 2005 infatti fu prodotta Grandi Domani, Serie che imitava in tutto e per tutto l’originale. Non c’è bisogno che vi dica che il tentativo riuscì malissimo, e la Serie ebbe un’unica e terribile stagione.

Parrebbe quindi che io odi Paso, ma la realtà è ben diversa… la ricordo con grande affetto. E la cosa mi turba. Perché non mi vergogno di dire che la seguivo? Cosa scatta nel mio cervello che lo rende accettabile? Potrei stare qui a dirvi che questa Serie Tv portava le persone a credere in se stesse, che vedendo come il duro lavoro dei ragazzi venisse ripagato io abbia imparato l’importanza del combattere per quello che desidero, ma la verità è un’altra. Il grande successo della Serie è dovuto al momento storico nel quale è arrivata e quindi io sono parzialmente giustificato nell’averlo visto.

Paso Adelante

Credo che si possa dire che a Paso Adelante abbia giovato molto la nostra voglia di Talent show. Erano, infatti, gli anni nei quali in Italia si iniziava a investire sulle prime forme di questo tipo di spettacolo – sono di allora i vari Operazione Trionfo, Superstar Tour e soprattutto la prima edizione di Amici, allora Saranno Famosi -. Insomma se vogliamo essere sinceri, la vera forza della Serie è stata soprattutto quella di essere arrivata nel momento giusto, quello nel quale il nostro Paese – come tanti altri – aveva bisogno di vedere la forma più “commerciale” dell’arte sui propri teleschermi.

Uno show che avesse il talento al centro – oltre alle mille sfortune dei protagonisti – cavalcava quindi in pieno lo spirito del tempo.

Possiamo quasi dire che Paso Adelante riflettesse lo Zeitgeist di quegli anni e quindi è per questo che ebbe tanto successo. Un intrattenimento fresco, basato sull’arte, soprattutto la danza, unito a un tipo di narrazione semplice e immediata, totalmente in grado di rapire i nostri cuori.

O forse ho usato tutti questi paroloni e queste tesi per non dire che semplicemente le Serie trash ci piacciono. E soprattutto per giustificare il fatto che ogni tanto… quando sono da solo e sicuro che nessuno mi senta… mi ritrovo a canticchiare:

Uno, due, tre, quattro…

Leggi anche – Paso Adelante: le 15 coreografie che ricorderemo per sempre

Written by Lorenzo Berti

Da piccolo volevo essere Hercules. Da adolescente, prima Pacey Witter e poi Seth Cohen. Fino a poco tempo fa avrei voluto fare un colloquio per la Sterling-Cooper, ma ora non ne sono più sicuro. E se provassi ad entrare nello S.H.I.E.L.D? Non mi prenderebbero, passo troppo tempo sul divano a guardare Serie Tv..

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