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Nuova Scena 3 – Le Pagelle della finale: Tony e Tiger rapidi come Barcola, Guè il Dante Alighieri del rap italiano

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La terza stagione di Nuova Scena è arrivata al capolinea e, archiviata la finale, è il momento di fare un bilancio su tutto quello che abbiamo visto in queste settimane. Perché al di là del risultato finale, questa edizione ha raccontato percorsi molto diversi, premiando chi è riuscito a evolversi, chi ha confermato il proprio talento e chi, pur fermandosi a un passo dal traguardo, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per ritagliarsi un posto nella scena rap italiana. Lo stesso vale per i giudici, che hanno inciso in maniera diversa sull’identità del programma, tra conferme, qualche delusione e interpretazioni molto personali del proprio ruolo. Ecco, quindi, le nostre pagelle ai protagonisti di questa stagione.

Questa volta, per onore alle armi, è giusto partire dai voti dei veri protagonisti: i finalisti di Nuova Scena 3

Tiger e Tony esultano dopo la vittoria
credits: Netflix

Nap: un quarto posto che brucia – VOTO 8

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Come sempre, sul palco, è risultato impassibile. Ma questa sua caratteristica – autentica arma a doppio taglio – ha finito per penalizzarlo un po’ troppo sulla classifica finale. Per Fibra sembra che non gli importi nulla, che si vinca o che si perda. Ma per noi – e soprattutto per lui – la strafottenza è un valore aggiunto. Nap si è mostrato un po’ alla volta, riuscendo ad aprirsi con il primo inedito e a raccontare la versione migliore di sé con l’ultima performance. E’ già pronto per il mercato attuale, soprattutto perché con Flow Extendo ha dimostrato di saper fare anche le hit. Meritava sicuramente almeno il podio, forse anche qualcosina di più. CHICO DELLA CALLE.

Dalfa: l’underdog della finale – VOTO 7

Dopo aver cambiato più flow che mutande in questa edizione di Nuova Scena, Dalfa torna a casa, ad ogni modo, come vincitore. In finale ha dimostrato di essere ancora un pelo indietro rispetto ai suoi avversari: un po’ di immaturità che però, nel complesso, gli ha permesso di arrivare fino alla fine. L’immaturità di chi non ha ancora trovato una pelle definitiva, ma anche quella di chi ha dimostrato di potersi adattare a qualsiasi situazione. E poi c’è da ribadirlo, al pari dei vincitori di questa edizione, ha un potenziale da hit maker da fare invidia a mezza scena rap attuale. CAMALEONTICO.

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Thyna: leggera frenata sul finale ma comunque da applausi – VOTO 7,5

Di certo non è stata la sua migliore esibizione in Nuova Scena, ma il problema non si pone per ciò che ha fatto vedere in finale. La verità è che Thyna, tra tutti i concorrenti, è quella che è cresciuta più di tutti e con la maggiore costanza. Ricordiamoci che la ragazza era al suo primo live in assoluto durante le audizioni del programma. Ed è arrivata fino a qui. Extra è una hit, ed è un pezzo intenso e molto personale, ma non è stato d’impatto quanto P*****a. Anche l’esibizione in sé, rispetto a quanto visto prima – soprattutto in semifinale – non ha retto il confronto. Resta un percorso davvero incredibile, oltre che un futuro tutto in discesa. HELL OF A RIDE.

Flextony e Tigerplug: non ce n’è per nessuno – VOTO 10

No cap: vincitori alla prima barra. Col senno di poi potremmo aver assistito all’edizione più forte e allo stesso tempo più telefonata di Nuova Scena. L’asticella si è alzata eccome, e parte del merito è stato sicuramente loro. Fin dalla prima esibizione avevamo il sentore che sarebbero arrivati fino alla fine, e puntata dopo puntata la loro superiorità è diventata netta. Con questa vittoria hanno ribadito un concetto fondamentale: nel rap, più di ogni altra cosa, conta l’estro. Hanno le rime, hanno le punchline, e ora hanno anche 100k tutti per loro e una carriera brillante all’orizzonte. BARBARI DA SACCHEGGIO.

Veniamo ora alle pagelle dei quattro giudici, basate più sul percorso che sull’ultima puntata, tra consacrazioni e stroncature

I giudici di Nuova Scena 3
credits: Netflix

Fabri Fibra: il giudice che regge la baracca – VOTO 8 

Ci tiene a ribadire che “Nappinho l’ha portato lui” prima di stroncarlo per l’impassibilità dimostrata sul palco. Eppure Fabi Fibra, a Nuova Scena, è questo. E va bene così. E’ innegabile la sua severità, dettata da decenni al top della scena e da uno status immortale. Fibra capisce di rap più di chiunque altro là dentro, e senza di lui il programma non sarebbe arrivato così in alto in termini di credibilità. Durante la finale ribadisce la propria centralità nel progetto, sempre presente nel dibattito. Alla fine ha esultato come un fan, così come i suoi colleghi, perché come tutti noi sapeva che quei due ce l’avrebbero fatta. Riesce a emozionarsi ancora e a regalare perle immortali, proprio come lui. GOAT.

Guè: la voce della verità – VOTO 9

Non lo abbiamo mai nascosto: quest’anno, tra i giudici, è stato il nostro preferito. La capacità di non prendersi mai troppo sul serio lo ha accompagnato dal primo all’ultimo episodio, anche nel giudizio finale sui due vincitori. Guè ha portato a Nuova Scena un modo più leggero di intendere il rap. Vanno bene i contenuti, va bene l’empatia, vanno bene i messaggi. Ma ciò che conta davvero sono le rime, è l’attitude. E’ saperci fare e soprattutto credere in ciò che si fa più di chiunque altro. La sua autoironia ha smorzato gli animi e ha dato a Nuova Scena ciò che era sempre mancato. Il suo debutto e la vittoria di Tony e Tiger hanno un qualcosa di estremamente poetico insieme. DANTE ALIGUERI.

Geolier: può ma non si applica – VOTO 6,5

In finale si è visto qualcosa in più, in generale negli ultimi episodi ha riscattato una stagione partita così così. La cosa bella di questa finale è stato vedere il suo coinvolgimento emotivo. Aveva una parola per difendere ognuno dei quattro finalisti, quasi come se volesse che vincessero tutti insieme. Si è vista la parte migliore di lui: quella di un giovane veterano follemente innamorato del rap. Ed è proprio questo che Geolier rappresenta per i tanti giovani che ogni anno provano la scalata a Nuova Scena, è un punto di riferimento differente dagli altri. Dal punto di vista della presenza televisiva nel ruolo di giudice c’è ancora tanto lavoro da fare. LOVE FOR THE STREETS.

Rose: davvero troppo in ombra – VOTO 5,5

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Quest’anno è stata la più debole tra i giudici. Rispetto allo scorso anno non ha quasi mai preso posizione, sfoggiando un buonismo di circostanza che lascia il tempo che trova. Sembrava fuori posto, non perché non possa reggere il confronto con gli altri tre, quanto per una svogliatezza evidente. Rose può ancora dare qualcosa a questo programma? Ce lo auguriamo, perché la sua è stata davvero una stagione da compitino. SE SON ROSE FIORIRANNO.