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Nuova Scena 3 – Le Pagelle della seconda parte: Fibra sempre più glaciale, Tony e Tiger top players

Nuova Scena

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La seconda parte di Nuova Scena – che trovate qui – conferma una sensazione già emersa nelle prime puntate: il livello della competizione si è alzato in maniera evidente. Arrivati a questo punto del percorso, non bastano più tecnica, presenza scenica o qualche barra d’effetto per lasciare il segno. Serve personalità. Anche i giudici, inevitabilmente, finiscono sotto la lente d’ingrandimento: c’è chi sembra ormai perfettamente a suo agio nel ruolo e chi, invece, appare meno incisivo rispetto alle aspettative. Tra Sample, Feat e performance che hanno acceso il dibattito, questa seconda metà del talent ha regalato momenti esaltanti, qualche delusione e diverse sorprese. È quindi arrivato il momento di distribuire i voti, senza risparmiare nessuno.

Come sempre, partiamo dalle pagelle dei quattro giudici di Nuova Scena: Guè sembra esserci da sempre, Rose in smart working

Gue e Ele A
credits: Netflix

Guè: il primo della classe – VOTO 9


Altro giro, altra corsa. La G nazionale si ripete e, anzi, sembra già un veterano di Nuova Scena. Lo avevamo detto e lo ribadiamo: la sua presenza ha rinfrescato il programma. Ma al di là del fatto che imperterrito continua a sfornare basi meme buone per i prossimi dieci anni, è proprio la sua cultura a dare ancora più credibilità al format. Anche quando riconosce la sua lontananza da determinate vibes riesce a intavolare commenti e critiche costruttive. Ed ecco che da alunno pluriripetente si trasforma in primo della classe. E poi ci ricorda una cosa fondamentale: sbagliare è umano. IL SAGGIO DI MOSCOVA.

Rose: giudice in smart working – VOTO 5

Ci dispiace dirlo ma in questa terza stagione di Nuova Scena abbiamo trovato una Rose Villain davvero sotto tono. Lo si nota soprattutto dal momento che la sua assenza ai Sample non si fa sentire. Lo scorso anno aveva un punto di vista forte, era determinata a far valere la sua idea di talento emergente, che piacesse o meno. Era un po’ l’equivalente di Cesc Fabregas nell’odierna Serie A. Ma quel costruttivismo e quella voglia di fare sembrano distanti anni luce. In più, il buonismo messo in mostra in questa edizione è davvero troppo in contrasto con ciò a cui ci aveva abituati. RIMANDATA. 


Geolier: all’ombra dei papaveri – VOTO 6,5

Geolier
credits: Netflix

Sicuramente anche lui ridimensionato in questa terza stagione, ma in modo diverso da Rose. Lui ai Sample c’è e soffre l’ombra dei due big, tanto da riconoscerlo da solo dopo l’esibizione di NAP. Ovviamente c’è da riconoscere la sua umiltà, nonostante ormai sia un super big della scena. Quello di questa stagione è un Geolier tutto nuovo, più a suo agio e meno ingessato rispetto al passato, ma ancora lontano da una consacrazione all’interno del format. Paga le scelte sbagliate di questa edizione (Pocho su tutte), ma riesce a rifarsi con una riscoperta autoironia. SPALLA COMICA.

Fabri Fibra: Mr. Pignoleria – VOTO 7,5

Talmente precisetti che ai Feat avevamo l’impressione potesse sgridare anche Papa e Neri per essersi presentati meno in bolla del solito. Se non fosse davvero troppo puntiglioso saremmo disposti ad ammettere che ha ragione: gli errori si pagano. Resta il giudice meno condizionabile di tutti. Nemmeno l’amore di Layelti lo smuove di un millimetro. Per non parlare dei Sample, dove corregge anche le virgole e sfiora la rivolta dei concorrenti. Ma proprio quando ti viene da mandare a quel paese il prof più fastidioso, ecco il gesto che non ti aspetti: l’abbraccio a Jacq. Un momento di totale rottura che lo fa uscire dal personaggio giudice e anche da quello rapper. UOMO VERO.

Passiamo ora ai nostri cari concorrenti. Quest’anno c’è da dire una cosa: l’asticella si è alzata e non di poco. Bravi tutti.

Thyna
credits: Netflix

Flextony e Tigerplug: quasi perfetti – VOTO 9

Lo swag continua, il drip idem. I giudici ormai sono ai loro piedi e l’esito di questa stagione sembra sempre più prevedibile. Al ritmo della notte Tony si inceppa, mentre ai Feat – i più azzeccati della storia di Nuova Scena – è Tiger a tradire. Ma come dice quest’ultimo, finché la barca va tu devi lasciarla andare. Vogliamo parlare dell’inedito? Abbiamo l’impressione che questi due qua possano essere davvero la “prima cosa grande” uscita da un talent rap. Sono unici. IL GATTO E LA VOLPE.

NAP: finalmente – VOTO 7,5

Splendido splendente. Era partito un po’ in sordina rispetto ai suoi colleghi, ma finalmente è sbarcato. Spacca tutto ai Cypher, a mani basse il migliore in questa fase. Top player anche ai Sample, peccato per l’errore, ma ragazzi, parliamoci chiaro, è davvero forte. Ai Feat con Ele A trova la scelta più inaspettata, ma decisamente la più consona alla sua evoluzione artistica: non sbaglia (quasi) mai. ALVARO E ROMINA.

Layelti: il troppo stroppia – VOTO 6

Non nascondiamoci: coi suoi modi di fare ha reso tutto più pesante, oltre che forzato. Sicuramente è brava a rappare, ma non è di certo nettamente superiore a molti dei grandi esclusi, Mumei su tutti. Sicuramente real ed efficace per tanti aspetti, ma non basta quello. C’è però da riconoscere una cosa: ai Sample è stata di gran lunga la migliore, perché quando canta fa paura. TROPPA SCENA. 

Dalfa: l’underdog – VOTO 7

L’uomo di casa cresce. È uno dei più riconoscibili: ha uno stile tutto suo ed è anche molto più versatile di quanto potesse sembrare all’inizio, oltre all’altissimo potenziale di hit making. Bravi i giudici a metterlo alla prova nel modo giusto. Purtroppo – o per fortuna, dato che non capita tutti i giorni – ai Feat becca il nome più pesante, e con lui il brano più difficile: Lazza è davvero troppo da reggere sul palco. QUASI OKAY.

Thyna: stella solitaria – VOTO 8

Con buona pace di Layelti, è la baddest di questa edizione di Nuova Scena. Una crescita vertiginosa, forse la più marcata, puntata dopo puntata: talento puro. Nonostante Fibra provi a metterla spalle al muro più di una volta, non cede mai di un millimetro. E forse, visti i risultati, tutta questa pressione ha pagato. Ai Feat penalizzata dall’assenza di Paky, eppure tira fuori un’esibizione sontuosa e si porta a casa il risultato, l’unica a pieni voti. NO LIMITS.

Chiudiamo con alcune honorable mentions

Mumei e Bytaz – VOTO 7

A nostro avviso sono i due grandi esclusi del primo giro di eliminazioni, al pari della clamorosa esclusione di Pocho nella prima parte. La loro eliminazione ci ha fatto storcere il naso: entrambi meritavano di raccontare qualcosa in più.

Jacq Romeo – VOTO 5

Bastavano tre parole. Fino ai Sample era un oggetto misterioso, quasi incomprensibile. Eppure un semplice brano l’ha aiutata a mettersi a nudo. Peccato per le stonate, davvero troppe, perché il rap lo sa fare piuttosto bene. 

Triste Vendetta – VOTO 7,5 (mezzo voto in più per il suo street name) 

Nonostante sia uscito, ha trovato una sua identità e resta una delle cose più riconoscibili agli occhi del pubblico. Ai Sample ha voluto una base che lo facesse esprimere al meglio, azzeccando il tiro nonostante l’esito. Ha commosso un po’ tutti, compresi noi, ricordandoci che l’arte spesso nasce da un dolore e dalla necessità di doverlo raccontare.