Ogni settimana migliaia di lettori ricevono i nostri consigli su cosa guardare.
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Un taxi che rimane bloccato nel traffico. Raffaele, detto Lello, che finisce a bordo di un furgone che blocca la statale. Un aereo che avresti dovuto prendere e che alla fine non prendi. Un altro che non avresti dovuto prendere e che invece prendi.Un sogno che s’è perso per strada. Un uomo che fa tardi al lavoro. Un motel troppo lontano dalla città. La morte dell’Uomo Ragno. Il videoclip di Nord Sud Ovest Est. Le consegne a domicilio nella casa giusta.
Una somma di tante piccole coincidenze che, messe insieme, potrebbero portarti non soltanto a conoscere l’amore della tua vita, ma a sconvolgerti l’esistenza, a rimettere in discussione tutto quello che credevi di aver conquistato, fino a farti scoprire che quel posto nel mondo che ti sei faticosamente trovato, forse, comincia a starti stretto. Perché a volte basta un giorno qualsiasi, uno di quelli che non promettono niente, per accorgerti che la vita che hai costruito non è necessariamente quella a cui non potresti mai rinunciare.
La sesta puntata di Nord Sud Ovest Est racconta storia del giorno più normale della propria vita. Di quel giorno che attraversiamo senza sapere che, un domani, torneremo a ripensarci, riconoscendo in ogni piccolo dettaglio qualcosa che allora non eravamo riusciti a vedere. Quella frase rimasta sospesa, quella tristezza che non sappiamo spiegare, quella sensazione di essere nel posto giusto senza riuscire davvero a goderne. Perché c’è qualcosa che manca. O forse siamo noi a mancare da qualche altra parte, in una vita che non abbiamo ancora avuto il coraggio di immaginare.
Nord Sud Ovest Est comincia così la sesta puntata. Raccontandoci ciò che ci diceva da tempo: che prima o poi finirà. E che la fine, quando arriva, lascia prima dei piccoli indizi che capiremo solo dopo

È quello che succede a Mauro, e lo capiamo dal suo sguardo. Per la prima volta dopo tanto tempo sembra accorgersi di tutto ciò che sta lasciando fuori mentre dedica corpo e anima al progetto più bello e importante della sua vita. E in quello sguardo possiamo quasi toccarlo, il dubbio più vecchio del mondo: tutto questo, e per cosa. La risposta, però, è lì: per Max. Perché quando rinuncia a prendere quel volo non nomina mai gli 883 in quanto tali. Non pensa alle scadenze, ai lavori, agli eventi, alla fama, a tutto quello che comporterebbe lasciare il progetto in sospeso. Pensa soltanto a Max. Al suo migliore amico Max.
Ancora una volta, un avvertimento della fine che si avvicina. Perché noi sappiamo come andrà a finire questa storia. Nord Sud Ovest Est, in questo senso, è come un film su una coppia che comincia dalla fine, mostrandoci prima il divorzio e soltanto dopo l’incontro, il matrimonio, i momenti felici. Sappiamo già che cosa succederà. Sappiamo che prima o poi, da un momento all’altro, Mauro Repetto lascerà gli 883. Ma sappiamo anche che non lascerà mai Max.
È tanto massacrante quanto dolce vedere Max Pezzali e Mauro Repetto andare incontro al proprio destino. Li guardiamo raggiungere la cima, girare il mondo, entrare in posti nei quali un tempo non avrebbero mai immaginato di mettere piede. Li vediamo realizzare sogni che probabilmente, quando tutto è cominciato, sembravano troppo grandi persino per essere pronunciati ad alta voce. E oggi li osserviamo mentre attraversano quella giornata che un giorno ricorderanno come un segnale. Il primo segnale che quella storia sarebbe finita, ma che non tutto sarebbe andato perduto. Perché qualcosa sarebbe rimasto. Le canzoni, certo, ma soprattutto l’amicizia. La storia di quei cowboy che si chiedono chi sono e perché lo sono non si sarebbe mai fermata con la fine della musica.
Tutto in Nord Sud Ovest Est fa giri immensi e poi ritorna. È così fin dai tempi de L’Uomo Ragno. Le cose si rincorrono, si sfiorano, si perdono e poi si ritrovano, come se esistesse un disegno invisibile capace di tenere insieme anche gli avvenimenti più insignificanti. Tutto quello che succede ha un perché e un come, anche quando lì per lì non riusciamo a vederli. E la mano che disegna, da sempre, è quella di Raffaele detto Lello.

Ed è guardando gli occhi di Raffaele detto Lello in questa puntata che ci siamo resi conto di una cosa inevitabile: dentro di noi convivono frammenti di Max e Mauro. Ma noi siamo anche e soprattutto Lello. Siamo quello sguardo che osserva con occhi sognanti un uomo in partenza per l’America sapendo che lui, probabilmente, non potrà mai metterci piede. Siamo quell’uomo che si spacca la schiena scegliendo il lavoro che più potrebbe avvicinarlo a ciò che avrebbe voluto fare nella vita. E che, siccome il suo sogno era viaggiare, decide di fare consegne a domicilio per tutta la Lombardia, così da potersi regalare ogni giorno uno scorcio nuovo.
Che è vero che questo volgarmente implicherebbe ‘accontentarsi.’ Ma è anche vero che è quello che succede qui fuori: cercare compromessi, accettare il punto in cui sarà possibile arrivare e cercare di essere il più felici possibile di ciò che abbiamo, sperando che ci basti per tirare a campare pensando che tutto sommato noi con quello che abbiamo riusciamo a tirar su dei sorrisi, andare a dormire quantomeno sereni e svegliarci la mattina dopo pensando che qualsiasi cosa possa accadere, poteva comunque andare peggio.
Raffaele, detto Lello, in Nord Sud Ovest Est ci ricorda che la vita è quello che succede mentre speravi di fare altro. E che, in fondo, siamo tutti un po’ comici di stand-up costretti a improvvisare davanti a un pubblico che non ha intenzione di aspettarci. Devi cercare di tirare fuori la tua battuta migliore, anche quando tutto corre troppo velocemente, quando la gente davanti a te attende, quando la pressione ti consuma e non hai idea di come andrà a finire. Puoi soltanto provare a non perdere il filo, trovare il modo di strappare una risata e andare avanti. Anche quando la vita ti mette davanti a qualcosa che non avevi previsto. Anche quando la battuta non viene e devi inventartene un’altra. Perché, alla fine, è questo che facciamo tutti: improvvisiamo, cercando di dare un senso a quello che succede.
Quando Nord Sud Ovest Est sarà finita e questa storia avrà raggiunto la sua naturale conclusione, pezzi di Lello continueranno a vivere dentro di noi, ogni giorno, mentre cercheremo di esistere nel modo migliore che possiamo. E di questa esperienza, che sembra essersi già trasformata in malinconia, porteremo con noi anche il ricordo di quell’ultima scena in cui Max e Mauro lasciano l’aeroporto a bordo di due macchine diverse, diretti verso due destinazioni altrettanto diverse. E penseremo che, come dicevamo prima, la vita è proprio quella cosa che accade in quelle giornate che sembrano non voler significare niente. E ricorderemo di quando Max e Mauro, dopo il loro primo viaggio a Los Angeles per lavoro, una volta tornati hanno dovuto dividersi prendendo due macchine diverse che avrebbero portato a due destinazioni diverse.
E a curare la malinconia ci penserà ancora una volta il ricordo di Lello. Perché ci ricorderà che l’uomo ragno non potrà mai ucciderlo nessuno. Neanche se non fa la popstar.






