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La notizia della morte di Chadwick Boseman, giovane e promettente attore famoso soprattutto per il ruolo di protagonista nel film tratto dai fumetti Marvel Black Panther, ha sconvolto il mondo del cinema e delle serie tv. Una carriera punteggiata di ruoli al cinema e nella televisione, stroncata da un cancro al colon con cui combatteva ormai da quattro anni.
Una battaglia di cui si era fatto sempre silenzioso testimone, al punto da mettere in primo piano gli altri che come lui lottavano contro quel male, piuttosto della sua storia personale.
Assume una rilevanza tristemente sinistra un’intervista di Chadwick Boseman del 2018 in cui ha ricordato due piccoli fan del suo personaggio più famoso, Black Panther, ammalati di cancro che purtroppo se n’erano andati di recente. Le sue parole sono la testimonianza più preziosa del grande cuore dell’attore e dell’eredità che ha lasciato.
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Arrivederci, Chadwick Boseman: come insegna il tuo personaggio, la morte è solo l’inizio.

Vedere come i bambini reagiscono al film è qualcosa di molto personale, per me. Ci sono due bambini molto piccoli, Ian e Taylor, che sono morti di cancro. Durante le riprese, ero in contatto con loro sapendo che erano malati terminali. Quello che mi dissero, e che mi dissero i loro genitori, era che stavano cercando di tenere duro per vedere il film.
Sotto certi punti di vista, li senti dire una cosa del genere e puoi solo pensare “Wow.” È… cioè, io devo alzarmi, andare in palestra, andare al lavoro. Devo imparare queste battute, imparare quest’accento… Assume ancor più importanza sapendo quanto i miei colleghi del cast sono devoti, e quanto importante per loro sia ciò che stiamo facendo. È un’esperienza che ti rende più umile, perché all’inizio pensi “Ma no, non può essere così importante per queste persone”. Ma poi vedi quanto l’intero mondo ci ha accolti, vedere che è nato un movimento con una sua vita propria… Mi sono reso conto che tutti si aspettavano qualcosa di straordinario.
E poi ripenso a quando, da bambino, aspettavo cose come il Natale, il mio compleanno, aspettavo un giocattolo o un videogioco e non vedevo l’ora che arrivasse… Vivevo nell’attesa di quei momenti.
Quindi ripensare a me da bambino, mi ha fatto riflettere su quanto questi due bambini attendevano il film, e quando ho scoperto che sono… [scoppia a piangere] Sì, è molto importante.





