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L’attacco dei Giganti: l’orrore, l’oppressione e la paura

Giganti

L’attacco dei Giganti (Shingeki no Kiojin) è l’Anime tratto dall’omonimo manga creato da Hajime Isayama nel 2009.

Un’opera tra le più brutali, controverse, violente e inquietanti della storia. L’attacco dei Giganti è terrore e rassegnazione allo stato puro.

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Dar vita ad un manga del genere non è un lavoro per chiunque. Il rischio è quello di sfociare in un vortice di violenza e sangue senza fine, che potrebbe indignare la maggior parte degli spettatori costretti a disertare la visione dinnanzi tale brutalità e orrore. Ragion per cui dietro questo progetto troviamo un nome altisonante e caro a tutti gli amanti degli anime: Tetsurō Araki, già noto per aver diretto Death Note.

Non è chiaro quale sia stato l’intento dei creatori ma da un analisi superficiale si evince da subito l’intenzione di quest’ultimi di creare una sensazione di rassegnazione e terrore senza eguali. L’attacco dei Giganti riesce laddove in numerosi hanno fallito: ovvero creare assuefazione per una serie che cede il posto dell’eroismo alla paura più profonda. Di termini, forti, per descrivere accuratamente l’Attacco dei Giganti non ce ne sono; cercare di far capire l’inquietudine e la soggezione che quest’opera ispira è pressoché impossibile. Il male non è mai stato così subdolo e misterioso e gli eroi non sono mai stati così impotenti e inadeguati.

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Tener testa e adattarsi a qualsiasi situazione sono elementi basilari della predisposizione umana e vengono e evidenziati anche qui. Poichè in un mondo sotto assedio da parte di creature titaniche e senza scrupoli, l’uomo trova comunque la forza di organizzarsi in una società ordinata e organizzata seppur continuamente minacciata e spaventata dal pericolo Giganti. La storia inizia centinaia di anni dopo la nascita di questa piaga, e nella tranquillità cittadina conosciamo i nostri protagonisti adagiati e al sicuro dietro le imponenti mura. L’uomo che si barrica in cittadine fortificate cercando di dimenticare gli orrori passati, provando a tener fuori dall’immaginario collettivo quanto più possibile della realtà esistente fuori delle mura.

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Come da copione l’apparente tranquillità è solo una maschera infame, perché in realtà in un mondo del genere, crudele, non esiste redenzione o rinascita. Due razze si contendono il dominio della Terra e non c’è spazio o margine di trattativa per convivere. Perchè ad un punto viene da chiedersi chi in realtà sia l’essere senziente: l’uomo che si barrica e dimentica o il Gigante che pianifica e aspetta? Certo i dubbi sull’effettiva coscienza e intelligenza di quest’ultime creature rimangono ancora irrisolti, ma è palese un piano diabolico dietro il loro operato e la loro comparsa. Non è chiaro il perché e il come queste creature abbiano iniziato a prosperare ma dietro questo orrore senza fine vi è il disegno malato e spaventoso di chissà quale malvagia personalità. Forse tutti questi anni di pace sono serviti per far si che l’uomo si adagi e si rifugi nei suoi opulenti nidi, in modo da farlo rammollire e fargli perdere l’attitudine a combattere, prima dell’attacco definitivo. O forse sono serviti per rendere ancora più brutale e dolorosa un eventuale incursione nelle mura da parte dei Giganti? Forse è solo divertimento! Fino adesso non lo sappiamo, ma ormai non è più un segreto la cospirazione che esiste dietro tutto questo dolore e questa pazzia.

GigantiLe domande cui l’Attacco dei Giganti ci lascia sono proprio queste: Chi si nasconde dietro tutto questo? Perché? Chi ha concepito tali creature e quali sono le ragioni della loro insaziabile fame di umani?

E su quest’ultima considerazione le speculazioni sono innumerevoli. È ormai appurato che che i Giganti non si cibano di uomini per saziare la propria fame, anzi sembrano farlo per il semplice gusto di commettere questo atto. Appaiono quasi divertiti e il loro sguardo perso nel vuoto e il loro apparente autismo li rende ancora più spaventosi. Il dover combattere contro un nemico che sembra immune a qualsiasi emozione e a qualsiasi altra sensazione appura il fatto di essere inermi nella maniera più assoluta di fronte a loro. Apparentemente questo nemico è tanto misterioso quanto indomabile, e l’unica cosa che può rassicurare gli umani è la mancanza di una coordinazione e di un intelligenza adeguata da parte di queste creature: fattori però che verranno smentiti dal momento dell’apparizione del Gigante Colossale, che sconvolgerà e ribalterà tutte le convinzioni della  razza umana, poichè paleserà l’esistenza di un sistema organizzativo celato dietro gli attacchi dei Giganti.

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L’elemento che rende spettacolare e coinvolgente la trama di questo trionfo di morte e disperazione è il susseguirsi di situazioni attacco/contrattacco che si alternano durante lo svolgimento della storia. Strutturalmente, l’Attacco dei Giganti è concepito in modo tale da sovrapporre scene di sopraffazione totale a scene di redenzione. Ogni attacco sferrato da parte dei Giganti è sempre più brutale e violento ma dopo l’iniziale, e trionfale avanzata, l’uomo trova il modo di contenere l’assedio, perché la voglia di combattere, sopravvivere e scoprire vive in lui e nel momento del bisogno spicca su tutto il resto.

L’ATTACCO DEI GIGANTI È UNA TRAGEDIA MODERNA, L’APOTEOSI DELLA DISPERAZIONE E IL DOLORE NELL’OPPRESSIONE. È LA BATTAGLIA DELL’UOMO PER NON SOCCOMBERE AD UN FATO AVVERSO E INFAME E AD UN NEMICO NETTAMENTE SUPERIORE.

È LA VOGLIA DI NON ARRENDERSI.

È AMICIZIA, FAMIGLIA, REDENZIONE E MISTERO.

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Il finale enigmatico lascia numerosi interrogativi e non ci resta che aspettare la seconda stagione, in arrivo nel 2017. I più impazienti possono tranquillamente mettersi in pari con il Manga (avanti anni luce rispetto all’anime).

Written by Andrea Lupo

Se nasci e cresci in una città come Roma: tormentata, caotica, cinica ma al tempo stesso bellissima, imponente e maestosa, non puoi meravigliarti se la tua vita è una contraddizione continua. Sono qui per raccontarvi storie, emozioni e sensazioni con l'umiltà e l'incoscienza di un bambino. Per ricordare vecchie glorie o per presentarvi nuove fiamme. Per elogiare il passato o per abbracciare il futuro. O più semplicemente per parlare di serie TV

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