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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi āE se vi dicessimo che I Simpson rischiarono seriamente di saltare prima ancora di esordire sul piccolo schermo?
Beh, ĆØ tutto vero. Ma per fortuna possiamo raccontare questa storia oggi, mentre I Simpson hanno superato le 800 puntate di vita.
Una storia lunghissima che abbraccia quattro decenni, fatta di successi straordinari che si rinnovano ancora attraverso un processo di evoluzione che attualizza costantemente un format in onda dall’ormai remoto 1989.
Questa bellissima storia televisiva, tuttavia, rischiò di interrompersi sul nascere. O meglio: prima ancora di nascere. Per colpa di un problema che costrinse la produzione a sostituire il pilot e a rimandare l’episodio come finale della prima stagione. PerchĆ© sƬ: “Un Natale da cani”, l’iconica puntata d’esordio de I Simpson, non era stata pensata per essere tale. E fa una certa impressione pensarlo oggi, visto che si rivelò essere il pilota perfetto per presentare la famiglia gialla al mondo.
Lo evidenziammo anche all’interno di una recensione a posteriori di Un Natale da cani, dove accennammo qualcosa a proposito della storia che stiamo per raccontarvi: “Lāepisodio pilota, scritto per non essere tale. E qui arriviamo subito a un punto chiave: come ĆØ noto ai fan di una tra le migliori serie animate di sempre, Simpsons Roasting on an Open Fire (efficacemente tradotto in Italia col titolo Un Natale da cani), era stato ideato per essere lāottavo episodio della prima stagione, mentre lāepisodio che avrebbe dovuto presentare lāiconica famiglia al mondo sarebbe dovuto essere āSola, senza amoreā, poi andato in onda come primo season finale”, scrivemmo.
Tutto ĆØ bene quel che comincia bene: “Niente di meglio: il pilot originario ĆØ una degnissima conclusione di stagione, mentre Un Natale da Cani, scritto per essere un āanonimoā ottavo episodio, ĆØ il pilot ideale. Una magia natalizia? Forse sƬ, viste le notevoli difficoltĆ che avevano fin lƬ incontrato gli autori per far sƬ che questa bizzarra famiglia avesse lāoccasione della vita”.
Ma cosa successe? PerchƩ I Simpson rischiarono di fermarsi prima di venire alla luce?
Ve la raccontiamo: la storia delle serie tv, d’altronde, ĆØ sempre ricca di sliding doors suggestive.
I Simpson, infatti, dovettero affrontare un problema enorme: le animazioni non assomigliavano affatto a quelle che i produttori avevano immaginato.
Dopo un lungo processo di sviluppo che aveva trasformato I Simpson, giĆ protagonisti di un ciclo di brevissimi cortometraggi inseriti all’interno del Tracey Ullman Show, in una serie tv da mandare in onda sulla Fox, si era deciso di aprire la stagione con la puntata Some Enchanted Evening, titolo tradotto in italiano con “Sola, senza amore”. La trama vedeva Bart, Lisa e Maggie affrontare una babysitter chiamata da Homer e Marge per permettere loro di trascorrere una serata romantica. Peccato, però, che la babysitter nasconda un curriculum criminale d’alto profilo: la messa in onda di una trasmissione televisiva permette ai bambini di scoprire la seconda identitĆ della pericolosa donna che, una volta messa spalle al muro, li lega e li sequestra. I tre bambini, tutt’altro che sprovveduti, riescono a liberarsi senza alcun aiuto esterno e intrappolano a loro volta la criminale.
Il successivo fraintendimento di Homer chiude la cornice comica: convinto che siano stati i bambini a maltrattare la babysitter, finirĆ per fare una figuraccia sulla tv nazionale nel momento in cui arrivano le autoritĆ a casa per arrestare la donna.
Un classic Simpson, insomma. Ben pensato e ben architettato. Ma con un problema enorme: le animazioni originarie della puntata non erano in alcun modo all’altezza della situazione.

Per sostenere i costi e i ritmi produttivi di una serie da mezz’ora, parte fondamentale del processo d’animazione venne affidata a una societĆ sudcoreana, che restituƬ un prodotto profondamente insoddisfacente. Gli autori, infatti, avevano intenzione di distinguersi dagli stili d’animazione in voga negli anni Ottanta con un approccio più realistico che restituisse meglio la tipologia di prodotto che avevano in mente.
“Realistico”, naturalmente, fino a un certo punto: l’idea era che, per quanto assurdi fossero i personaggi, il mondo intorno a loro non dovesse comportarsi come se fosse fatto di gomma.
Il risultato, però, fu un disastro.
Tutto questo emerse nel corso di una proiezione interna destinata ai produttori dei Simpson. Lo ricorda bene lo sceneggiatore e produttore Mike Reiss nel suo libro del 2018 Springfield Confidential, ricostruendo i concitati momenti che rischiarono di mettere in discussione l’intero progetto: “L’animazione sembrava completamente sbagliata”, scrisse Reiss. “La casa dei Simpson era flessibile, Homer si muoveva in modo goffo, tutta Springfield sembrava fatta di gomma“.
Non funzionò. Non funzionò affatto: “Quando la proiezione terminò, calò un silenzio tombale. Il piccolo pubblico presente fissava lo schermo a bocca aperta. Qualcuno doveva rompere il silenzio. Alla fine, lo sceneggiatore Wally Wolodarsky gridò con ironica gioia: ‘Riproiettatelo!'”.
A quanto pare, lo storico produttore dei Simpson James L. Brooks fu categorico: “Questa ĆØ una schifezza”.
Insomma, non poteva andare in onda cosƬ com’era. Non la puntata, non forse l’intera serie. Dopo aver deciso di modificare profondamente la puntata, ci si affidò a David Silverman per il difficile compito. Una stima a lui attribuita un rifacimento di circa il 70%: le tracce del disastro originario, tuttavia, sono ancora parzialmente visibili nella versione definitiva.
Si decise quindi di far slittare Some Enchanted Evening per sostituirla con un’altra puntata che avrebbe preso in ereditĆ l’onore e l’onere di inaugurare l’avventura televisiva.
SƬ, ma quale? I produttori temettero che tutte le puntate fossero altrettanto inadeguate: se cosƬ fosse stato, si sarebbe andati incontro allo spettro della cancellazione.
Prima di sceglierlo, inoltre, il destino dei Simpson passò anche dal secondo episodio entrato in produzione, Bart the Genius: se avesse presentato gli stessi problemi, l’intero progetto sarebbe stato seriamente a rischio. Per fortuna, i difetti riscontrati furono molto più limitati e facilmente correggibili.
Il semaforo, cosƬ, divenne verde. Il debutto era ormai slittato dall’autunno a dicembre e, a quel punto, c’era un episodio che non poteva aspettare troppo: Un Natale da cani.
L’episodio fu sostituito e oggi, dopo 37 anni e più di 800 puntate, siamo qui a celebrare una storia televisiva con pochissimi eguali. Ć una fiaba natalizia, o qualcosa del genere.
Restano giusto due dubbi: Un Natale da cani fu effettivamente un pilot migliore di quello che sarebbe stato Some Enchanted Evening, al di lĆ dei problemi con l’animazione? Ma soprattutto: I Simpson avrebbero avuto altrettanto successo, se si fossero presentati al mondo col pilot originario?
Non avremo mai una risposta a questi quesiti, ma una cosa ĆØ certa: la storia delle serie tv ĆØ fatta anche di episodi del genere, fortunosi e rocamboleschi. E non tutto, evidentemente, ĆØ controllabile. Resta allora l’impressione che tutto sia andato per il meglio. In qualche modo, un po’ per caso. Con l’ennesima sliding door che rende le nostre vite meravigliosamente imprevedibili.
Antonio Casu




