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Una bugia è solo una bella storia che qualcuno rovina con la verità

How I Met Your Mother

How I Met Your Mother ci ha regalato tantissime emozioni, ma anche una quantità indefinibile di spunti di riflessione. Proprio il più improbabile e libertino dei personaggi della serie si rivela un’inesauribile fonte di “perle di saggezza”: Barney Stinson. Nonostante la sua etica traballante e il suo discutibile stile di vita, non si può dire che il latin lover del gruppo non abbia una sua filosofia.

Sicuramente ricorderete la puntata della quinta stagione intitolata Scimmie e Banane, in cui Marshall racconta di essere stato derubato allo zoo.
Non sapremo mai se a trafugare il suo portafoglio sia stato un uomo o un’adorabile e scaltra scimmietta (anche se molti hanno provato ad elaborare delle ipotesi in merito), fatto sta che per qualche motivo Marshall ha deciso di creare una sua personale versione dei fatti.
Il tema dell’episodio si riassume benissimo proprio nel commento di Barney:

Una bugia è solo una bella storia che qualcuno rovina con la verità.

Un consiglio scettico alla Oscar Wilde con cui egli sostiene non solo un’idea, ma un intero modo di essere: tutta la sua vita si basa su bugie e omissioni, tramite le quali propone una precisa immagine di se stesso. Barney ricrea la realtà quasi credendo alle sue stesse menzogne, e questo processo mentale gli conferisce una personalità molto più articolata e profonda di quanto ci si possa aspettare da un personaggio di una classica sitcom.
Come ormai sappiamo, però, How I Met Your Mother ha ben poco di classico.

Il donnaiolo di How I Met Your Mother

Conosciamo tutti il Playbook, o “Manuale del Rimorchio”, in cui Barney Stinson descrive tutti i metodi più assurdi e ingannevoli per portarsi a letto le ragazze (potete trovare la guida completa in questo articolo). Si tratta di una raccolta di inganni da vero Casanova: seguendo le regole da lui stesso stilate, Barney si trasforma in pochi secondi in un agente della NASA, nel nobile Lorenzo Von Matterhorn, nel musicista di una band o persino nello stesso Ted Mosby, sfortunatamente abbandonato all’altare.

Le strategie in questione sono innumerevoli ed elaborate, degli assi nella manica per ogni genere di situazione. Se ci si sofferma a rifletterci, il Playbook, per quanto divertente, non è altro che un escamotage indice di una bassissima autostima.
Barney ricama delle storie uniche e incredibili su di sé perché dà quasi per scontato di non poter piacere per ciò che è davvero, e così si mette nei panni di chiunque altro piuttosto che nei suoi. Inoltre non trascorre mai più di una sola notte con la stessa donna. Più lo si conosce, più i difetti e le menzogne vengono a galla, rendendo banale e noiosa la fiaba che lui si è tanto impegnato a creare.

Un vizio di famiglia

how i met your mother

Barney dovrà pur aver imparato a mentire così bene da qualcuno, no? E infatti anche sua madre ha un certo talento per ingannare le persone, in primis suo figlio. Nel ventesimo episodio della seconda stagione (L’ora della verità), Barney viene invitato a partecipare al programma televisivo Ok, il prezzo è giusto, e coglie l’occasione per presentarsi a colui che ha sempre creduto essere suo padre: il presentatore dello show. La sua delusione, una volta venuto a conoscenza della menzogna di sua madre, ha spezzato il cuore a tutti noi.

Ma è proprio da ragazzino che Barney inizia a elaborare la sua opera di finzione più grande: una volta convinto del fatto che il presentatore della trasmissione fosse suo padre, infatti, lo stesso Barney dà il via libera all’immaginazione, visualizzando un genitore immaginario e perfetto, quello che avrebbe sempre voluto. Una bugia che si racconterà per tutta la vita nel tentativo di colmare il vuoto e che sarà costretto a smantellare solo quando s’imbatterà nel suo vero padre.
La verità non è sempre leggendaria, ma a volte può curare le ferite.

Come si raggiunge il successo?

How I Met Your Mother

La quindicesima puntata della prima stagione – Il gioco della verità – rivela cosa ha tramutato Barney nell’uomo d’affari libertino che tutti conosciamo. Già, perché non è nato in giacca e cravatta, anche se probabilmente gli piacerebbe.
Vediamo infatti un Barney ventenne hippie, suonatore di pianola e innamoratissimo di Shannon, con la quale condivide un rapporto totalmente platonico. I due hanno l’ambizione di entrare a far parte dei Corpi di Pace, ma la ragazza lascia il nostro protagonista per mettersi con un businessman di nome Greg.

Questo doloroso colpo basso ferisce i sentimenti del giovane che decide di seguire le orme di Greg verso il successo. Barney si convince infatti di essere profondamente sbagliato, e che il solo modo per ottenere tutto ciò che vuole dalla vita sia quello di abbandonare la strada del sognatore intraprendendo quella dell’uomo in carriera. Lasciandosi trasportare da questa identità al limite del fittizio, Barney non cambia solo l’abito ma ogni aspetto della personalità e arriva a incarnare tutti gli ideali che prima detestava. Ne sarà valsa la pena?

Mentire a fin di bene

Non tutte le bugie e omissioni hanno però dei fini puramente egoistici.
Se c’è una cosa che Barney ama più delle donne, infatti, sono i suoi amici. Ce lo ricorda l’episodio della seconda stagione intitolata Addio al celibato, nella quale Marshall è furioso con Barney dopo che quest’ultimo ha organizzato uno spogliarello per festeggiare la sua ultima notte da single, e decide di non volerlo più al matrimonio. Solo Lily lo farà tornare in sé, spiegandogli come sia stato in realtà proprio Barney a salvare la loro relazione, dato che è stato lui a convincerla a rimettersi con Marshall e che le ha comprato persino i biglietti per fare ritorno a New York.

Il donnaiolo alla fine si rivela un tipo piuttosto sentimentale. Eppure, di questo e molti altri atti di disinteressato altruismo, Barney non fa mai parola.
Come se fossero segnali di debolezza di cui non intende prendersi il merito. Tutti questi piccoli frammenti, che lui preferisce non mostrare al mondo, sono gli stessi che lo rendono sotto sotto una persona davvero leg-gen-da-ria.

A volte è la verità ad essere una bella storia che qualcuno rovina con le bugie. Ci avete mai pensato?

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Written by Alessia Agazzi

Provate ad immaginare una volpe un po' cinica, con la penna sempre in mano e una terribile ossessione per i futuri distopici. Ora supponete che sia anche una divoratrice compulsiva di serie tv, e che casualmente si ritrovi a far parte di questo mosaico di storie che è Hall of Series. Se ci riuscite, mi avete già beccata.

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