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Analisi psicologica di Lily Aldrin

how i met your mother

Alcuni la amano, altri la detestano: quello che è certo, è che Lily Aldrin non è affatto un personaggio facile. Nella prima stagione di How I Met Your Mother, però, pensavamo di aver già capito tutto di lei: una ragazza semplice, una tranquilla maestra d’asilo innamorata del suo ragazzo dai tempi del college e in procinto di sposarsi. Eppure, siamo stati smentiti in fretta.

Quando Lily decide di lasciare Marshall poco prima delle nozze per frequentare un corso di pittura a San Francisco, si è trattato di un colpo di testa difficilmente immaginabile prima di quel momento. Eppure, è stato il primo atto rivelatore di quella che è la vera personalità di Lily. Nonostante voglia con tutta se stessa il matrimonio e una famiglia, la ragazza è assalita da un’ansia che in realtà è piuttosto comune: quella di non essere riuscita a realizzare appieno i suoi sogni e di avere una vita piena di rimpianti. E, al contrario di ciò che si può pensare vedendo il comportamento apparentemente egoistico che ha avuto verso Marshall, Lily è una persona che antepone i rapporti umani a tutto il resto. Perché ha questo desiderio bruciante di provare a fare l’artista? Perché quando è andata a vivere con Marshall, ha accantonato il suo progetto di una vita per poter costruire un futuro insieme a lui. E il rimpianto dei suoi sogni adolescenziali diventa così pressante da risultare insostenibile.

Quindi qual è il grande problema di Lily Aldrin?

How I Met Your Mother

Di certo non è l’egoismo. Ciò che più di tutto il resto influenza i suoi comportamenti e le sue decisioni è proprio il fatto di aver sempre messo gli altri davanti a se stessa. E così finisce con l’accumulare frustrazioni, fino a esplodere e rischiando di fare danni irreparabili. Ma questo non significa che non sia in grado di migliorare, anzi.

Ad esempio, quando Marshall decide di accettare un lavoro non retribuito per perseguire il suo sogno di diventare avvocato ambientalista, Lily lo sostiene incondizionatamente, accantonando per un po’ il suo sogno di diventare mamma e sobbarcandosi tutto il peso dell’economia familiare. Ma il sacrificio è decisamente troppo alto e, quando si trova la casa invasa da ambientalisti per un evento di beneficenza organizzato dal marito, ecco che esplode. Decide dunque di andare in aeroporto e partire, isolandosi per un po’. Sembrerebbe lo stesso comportamento impulsivo e sconsiderato che l’ha spinta ad andare a San Francisco, ma non è così. Dopo un attimo di esitazione, decide di tornare a casa e di continuare a sostenere l’uomo che ama: un gesto che mostra la grande evoluzione che ha subito nel corso degli anni.

Fortunatamente, Lily ha al suo fianco un uomo che la ama e capisce i suoi bisogni. Marshall capisce il disagio della moglie senza che lei dica nulla e decide di rinunciare momentaneamente al lavoro che desidera per occuparsi della famiglia. Ed è sempre Marshall che, messo davanti alla scelta di diventare giudice a New York o sostenere Lily nel suo nuovo lavoro come critica d’arte in Italia, decide di sostenerla, permettendole, per la prima volta nella vita, di realizzare un suo grande sogno. Una sorta di “premio”, dunque, per essersi occupata per anni degli altri, cercando di soddisfare le aspettative di tutti.

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Lily è schiacciata dalle aspettative.

Proprio perché il marito la mette su un piedistallo e gli amici si rivolgono sempre a lei in caso di bisogno, la ragazza ha serie difficoltà a gestire le aspettative di tutti. Ted, Robin e Barney la vedono come una specie di sorella maggiore, sempre pronta a dare loro consigli e ad elaborare idee geniali e perverse per tirarli fuori dai pasticci. Marshall, invece, la vede come una donna pressoché perfetta e incapace di sbagliare. Al punto che, quando sbaglia sul serio, la delusione e il nervoso sono tali che esplodono litigi furiosi.

Inoltre la famiglia di Marshall non ha grande stima di Lily: le altre nuore sono infatti delle perfette massaie di campagna e madri di famiglia, mentre lei è una piccoletta di città (e quindi giudicata automaticamente “snob”) di spirito libero. L’ansia della ragazza quando diventa madre è quindi molto alta. Non solo deve dimostrare al marito e alla famiglia di essere una madre modello, ma deve continuare ad essere la fedele consigliera dei suoi amici. Motivo per cui, subito dopo il parto, di comune accordo con Marshall, decide di imporre un veto agli amici, imponendo loro di non parlare di questioni lavorative o sentimentali che siano “inferiori al livello otto”.

Naturalmente il veto non vale per molto, anche perché Lily è di natura curiosa e chiacchierona. Adora i pettegolezzi e difficilmente riesce a tenerli per sé. Ma nonostante questo, la sua dedizione agli amici, al marito e al piccolo Marvin risulta così soffocante, a un certo punto, da spingerla a fare una terribile rivelazione a Ted: a volte non vorrebbe essere mamma. In realtà tutti abbiamo provato, prima o poi, il desiderio impellente di scappare dalle responsabilità. Ma nel caso di Lily, ogni cosa è amplificata, perché non ha mezze misure. Il suo impegno verso le persone che ama è totalizzante, così come è totalizzante il suo desiderio di fuga quando non ne può più. Eppure, nonostante questo, decide sempre di mettere da parte i suoi sfoghi e le sue frustrazioni per continuare con la sua vita.

How I Met Your Mother

Lily mostra, all’interno di How I Met Your Mother, due anime.

Se da una parte la ragazza è una brava madre di famiglia, dall’altra ha un lato del carattere quasi agli antipodi: adora progettare piani contorti, non solo per salvare gli amici da questioni spinose, ma anche per il puro piacere di farlo. Memorabile è quando salva contemporaneamente la carriera di Ted, Barney e Marshall rendendo legittima la demolizione dell’albergo Arcadian per costruire la nuova sede della Goliath National Bank. Il problema principale era la testa di leone in pietra che adornava la facciata, ritenuta una pietra miliare dell’architettura, che conferiva quindi all’edificio un innegabile valore storico. La situazione sembra disperata, ma Lily ha un’idea geniale: rimuovere la testa di leone dall’edificio, togliendogli dunque l’unica cosa che lo rendeva intoccabile. Certo, non è un’idea propriamente legale, ma, come tutte le volte, Lily riesce a farla franca.

Così come riesce a spuntarla tutte le volte che in How I Met Your Mother applica il suo assai discutibile concetto di giustizia: ogni volta che qualcuno si comporta male, la ragazza, come fa con i bambini che segue all’asilo, sottrae loro un oggetto caro, invitandoli così a riflettere. Naturalmente per i bambini la questione è un po’ diversa e sottrarre qualcosa agli adulti è di fatto un furto. Eppure, nonostante sia un modo estremamente contorto di fare giustizia, le cose finiscono per volgere inaspettatamente a suo favore.

Questo tuttavia non giustifica assolutamente il suo comportamento. Lily di fatto si comporta da taccheggiatrice in più di un’occasione e questo arriva a mettere in difficoltà gli amici. Ad esempio, quando la ragazza ritorna a New York dopo aver lasciato Marshall, Ted le procura un posto da segretaria nel suo studio di architettura. Lily, allibita dall’atteggiamento crudele che ha il capo verso i suoi dipendenti, gli ruba una preziosissima palla da baseball autografata. Questo ovviamente porta non pochi problemi al povero Ted, che l’ha raccomandata per quel lavoro. Ma Lily è talmente ossessionata dal suo bizzarro concetto di giustizia, da non voler sentire ragioni e si dice sicura che il capo si ravvederà.

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Ovviamente, in un mondo di adulti, l’esito sarà disastroso per lei, che si ritroverà senza lavoro. Ma anche in questo caso la ragazza non si dà per vinta e riesce inaspettatamente a cadere in piedi: capisce infatti che il suo lavoro è fare la maestra d’asilo.

Ma Lily non è affatto una persona tranquilla e regolare. Anzi, malgrado gli occhioni da cerbiatta ha un animo turbolento, con dei difetti non trascurabili: fra questi, l’egocentrismo e la supponenza. La ragazza tende spesso a non concepire il fatto che esista un punto di vista diverso dal suo, o che lei non possa avere ragione. Un altro aspetto di cui fa le spese Ted: si scopre infatti che l’amica, nel corso degli anni, ha più di una volta sabotato le sue relazioni. Il motivo? Le potenziali fidanzate non avevano superato il test del portico (che è una delle cose più caratteristiche di How I Met Your Mother). Lily ha infatti l’abitudine di immaginare Ted invecchiare insieme a lei e Marshall e ha una bizzarra visione di loro, anziani, che giocano a carte sotto al portico di una casa di campagna. Nel caso una delle ragazze con cui si frequenta Ted non dovesse ben sposarsi con questa simpatica scenetta, Lily interviene e sabota subdolamente la relazione. Da una parte ha fiuto, perché effettivamente mette il becco in relazioni che comunque non avrebbero avuto futuro, ma ciò non toglie che lei faccia una cosa gravissima: si arroga il diritto di decidere per gli altri, non solo dimostrando totale sfiducia verso le persone a cui vuole bene, ma elevandosi a deus ex machina.

Altro aspetto non propriamente “regolare” di Lily è la sua ossessione per i bei vestiti, che però non si può permettere e così accumula debiti per migliaia di dollari. Di certo è un altro aspetto della sua personalità che può definirsi “oscuro” e che può essere descritto solo come sindrome da shopping compulsivo. Ma, come già è stato sottolineato, Lily purtroppo non ha mezze misure: se da una parte è una donna con tanto affetto da elargire, dall’altra il carico di ansie ed aspettative rischia sempre di sfociare in un mix esplosivo e difficilmente gestibile.

La duplice natura di Lily emerge anche grazie all’incontro inaspettato con la sua sosia: un’affascinante spogliarellista russa che lavora al Lusty Leopard. Anziché essere scandalizzata dal fatto che Marshall si sia recato in uno strip club in compagnia di Barney, la ragazza si entusiasma vedendo la sua gemella all’opera ed è fiera dei consensi maschili che raccoglie. Lily, quindi, ha anche un lato esibizionista, vanitoso e incredibilmente sensuale, estremo così come ogni suo aspetto caratteriale.

Una cosa è certa: Lily è un personaggio decisamente più complesso di quanto possa sembrare in apparenza ed è bello proprio perché è “vero”. Ha tanti difetti, è completamente priva di mezze misure e, per certi versi, è anche più bizzarra di quanto possa essere Barney Stinson. Ma proprio per questo risulta irresistibile.

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Scritto da Giulia Losi

Dovevo essere un architetto, ma ho avuto un piccolo "cambio di rotta" e mi sono innamorata del cinema. Mi sono laureata in teatro, cinema, danza e arti digitali alla Sapienza di Roma e ho voluto scrivere di cinema e serie tv, le mie due grandi passioni.

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