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Dan Humphrey: quando dalla porta accanto non esce niente di che

gossip girl

In nessun teen drama che si rispetti può mancare il ragazzo della porta accanto. Gentile, altruista e comprensivo, in Gossip Girl è incarnato da Dan Humphrey, il ragazzo dalle umili origini che si ritrova catapultato in un mondo di glitter e riflettori. L’Upper East Side, con i suoi abitanti che si spostano in limousine e che indossano outfit all’ultima moda, gli appartamenti sfarzosi nelle penthouse degli alberghi con viste mozzafiato sulla Grande Mela, dall’esterno sembra un sogno del quale vorresti fare parte. Ma i sogni sono solo sogni e l’Upper East Side è in realtà un mondo di illusioni.

Lo sa benissimo Dan Humphrey che, da quando ha varcato le porte del St. Jude, non ha fatto altro che sentirsi costantemente inadeguato e fuori posto. Nelle prime stagioni, infatti, il personaggio interpretato da Penn Badgley sa perfettamente di essere diverso dai suoi compagni, ne va fiero, ed è proprio la sua diversità ad attirare l’attenzione di Serena van der Woodsen, la it-girl che vuole scappare dai riflettori e dalla sua vecchia vita. Dan è gentile, sincero, odia i drammi e non è pronto a vendere i propri amici a Gossip Girl per raggiungere i propri scopi e Serena cede subito al fascino del ragazzo della porta accanto.

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L’immagine di Dan Humphrey, però, non è così trasparente come sembra, dato che è lui Gossip Girl.

Molti affermano che all’inizio Dan fosse il loro personaggio preferito proprio perché era l’unica persona onesta e con i piedi per terra; uno status, però, che è andato perdendosi nel corso delle stagioni del teen drama, durante le quali il giovane Humphrey è diventato sempre più simile ai suoi amici. Un’involuzione interessante, anche se sgradita a molti, perché dimostra come il contesto possa arrivare a influenzare le nostre azioni e il nostro modo di essere.

Quello su cui pochi si soffermano, però, è che Dan non è diventato un personaggio negativo (anche se ha indubbiamente subito un peggioramento), ma è stato un personaggio negativo fin dall’inizio, solo che gli spettatori non lo sapevano. E anzi, è proprio alla luce della rivelazione dell’identità di Gossip Girl che il Dan delle prime stagioni diventa forse peggio del Dan di quelle successive. Ripensare a tutte le critiche che riservava ai suoi compagni, a Serena e poi sapere che la blogger misteriosa era lui è particolarmente frustrante, e lo è ancor di più se pensiamo alle ragioni che l’hanno spinto a creare il suo alter ego: entrare a far parte di quel mondo in cui è stato sempre un outsider per attirare l’attenzione di Serena.

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A Dan la sua posizione non è mai andata veramente giù.

Lo dimostra non solo l’esistenza stessa di Gossip Girl, ma anche l’atteggiamento critico che il ragazzo ha sempre avuto nei confronti dei suoi amici e di Serena, che spesso celava più invidia che disprezzo. L’aspirante scrittore ha frequentemente giudicato con durezza l’ex ragazza e gli altri compagni di scuola, spesso prendendosela con Serena per la sua posizione privilegiata, come se questa fosse una colpa. Ora, la rampolla di casa van der Woodsen non è sicuramente uno stinco di santo, ma di certo non può essere colpevolizzata per essere nata ricca o per essere stata viziata dalla sua famiglia.

Dan invece, come anche la sorella Jenny, ha più volte mostrato insofferenza nei confronti della propria condizione sociale ed economica, invidiando quella dei suoi compagni di scuola, che criticava di continuo pur cercando attivamente di diventare uno di loro. Insomma, anche quando vestiva i panni del ragazzo della porta accanto Dan era forse molto più snob rispetto agli altri personaggi, dalla morale decisamente dubbia ma spesso consapevoli di essere quello che erano.

Dan Humphrey è sempre stato profondamente ipocrita e non solo perché era Gossip Girl.

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Indubbiamente scoprire che Dan fosse Gossip Girl è stato scioccante, da un certo punto di vista, proprio alla luce delle sue continue critiche nei confronti dell’Upper East Side e dei comportamenti dei suoi compagni di scuola (criticare quelli che vendono l’amico per il proprio tornaconto e poi essere quello che divulga il segreto non è proprio un atteggiamento coerente). Un altro aspetto del comportamento di Dan che ne rivela l’ipocrisia, però, è la sua tendenza ad aggrapparsi al ruolo di outsider.

La genesi di Gossip Girl e il movente che spinge Dan ad aprire il blog e a creare il suo alter ego ci mostrano quanto in là è disposto a spingersi per entrare a far parte di quel mondo che vive solamente da spettatore, il mondo della ragazza che ama e che non lo noterà mai così com’è. Dan arriva a mettere in discussione tutto quello che gli è stato insegnato, tradendo la propria morale, pur di far parte anche lui della cricca dei ricchi figli di papà, salvo poi inondarla di critiche ed etichettarsi come outsider.

Professa di essere diverso dagli altri, di odiare le feste, eppure è pienamente inserito in quel mondo in cui ha fatto tanto per entrare: insomma, sembra un po’ che al Ragazzo Solitario piaccia sputare nel piatto dove mangia (e dal quale ha fatto di tutto per mangiare). La stessa Vanessa, in una delle sue ultime apparizioni nella serie, gli dice “Volevi farne parte… Forse più di Jenny” e il desiderio di Dan di fatto è evidente: lo grida a squarciagola il blog di Gossip Girl, ma è testimoniato anche da quanto l’aspirante scrittore rimanga sempre più invischiato in quel mondo che, come un rampicante, si avviluppa attorno a lui.

Dan Humphrey è stato un ragazzo della porta accanto mancato, che aveva le carte in regola per osservare e l’Upper East Side dall’esterno, evidenziandone i punti deboli (come cerca di fare con i suoi due romanzi), ma che ha finito per esserne risucchiato, perché troppo affascinato da esso. Il Ragazzo Solitario è un personaggio che, tra un’ipocrisia e l’altra, sembra andare fiero della sua diversità ma che in realtà fa carte false per essere come tutti gli altri.

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Scritto da Elisa Frassinelli

Vivo in bilico tra libri, università e serie tv. Nel tempo libero cerco di avere una vita sociale e non diventare schiava del mio gatto (fallendo, ovviamente). Un altro dei miei passatempi preferiti è cercare di non implodere quando ho appena finito una stagione ma ho solo me stessa con cui parlarne.

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