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Chuck Bass non sarebbe mai sopravvissuto alla generazione Z

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Vi siete mai chiesti come reagirebbero i ragazzi di oggi se il 2007 tornasse oggi in tv con Gossip Girl al seguito? Non è un caso che il reboot ci sembri estremamente diverso e forse “sottotono” rispetto alla serie originale, in cui gli elementi assurdi e controversi si susseguivano in ogni minuto di ogni puntata: d’altronde è fatto per adattarsi alla nuova generazione. Non c’è dubbio che oggi ogni aspetto di Gossip Girl farebbe insorgere all’unanimità l’utenza di tutti i social con una ferocia bestiale. E tra i bersagli delle critiche più aspre chi potremmo trovare se non Chuck Bass?

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Naturalmente neanche 14 anni fa il pubblico è stato così veloce nell’accettare un personaggio che viene introdotto come un borioso rampollo a cerca di ragazzine da adescare con le buone, le cattive, o le banconote. Chuck Bass è sempre stato un work in progress, una sorta di personaggio-cantiere di quelli che si costruiscono la propria fama un passetto alla volta, una stagione alla volta. E una volta raggiunto il cuore degli spettatori sembra che riescano a cucirsi addosso una sorta di potere ipnotico capace di nascondere difetti e sbagli reiterati. Dopo il decollo della love story con Blair, c’è stato molto poco che Chuck Bass potesse fare per attirarsi l’odio del pubblico. 

Ma se c’è una cosa che Gossip Girl ci ha insegnato è che non si scappa dal passato. E sul giovane Bass sono tante le cose da dire, cose che la generazione Z non gli avrebbe mai e poi mai perdonato.

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Uno degli aspetti che hanno saputo redimere Chuck agli occhi del pubblico del passato è stato il suo romanticismo portato all’estremo, i suoi gesti plateali per Blair, i discorsi d’amore perfettamente calibrati tra sentimentalismo e quel pizzico di cinismo usato per dare al tutto una parvenza di schiettezza. Oltre che l’aura da martire che ha assunto sin dai primi momenti in cui l’abbiamo visto interagire con un padre mostruoso a cui Chuck ha continuato a dimostrare lealtà fino allo stremo. C’è sempre stato solo un problema: tralasciando Bart, Chuck ha tramato alle spalle, manipolato e infangato quasi tutte le persone che in un modo o nell’altro sono intervenute nella sua vita.  Se la nuova generazione avesse assistito in via diretta al modo in cui Gossip Girl ha approcciato le tematiche più crude e controverse riguardo alla storia di Chuck Bass – fatta di tentativi di abuso, di offese misogine, di tradimenti e di una fiducia ingiustificata verso un padre privo di bussola morale – non avrebbe alcun dubbio nel condannarlo senza possibilità di redenzione. E con delle buone ragioni.

In fondo parliamo di un personaggio che ha cercato di forzare un rapporto sessuale prima con Serena e poi con una quattordicenne Jenny Humphrey, che ha “venduto” la sua fidanzata a suo zio per tenersi i diritti di una proprietà alberghiera e qualche tempo dopo le ha procurato un taglio sul viso per uno scoppio d’ira. E ancora: ha più volte tradito la fiducia dei suoi amici e di Lily, unica figura materna della sua vita. Insomma, non ci sono molti dubbi sul fatto che Chuck Bass sia un individuo a dir poco problematico

Eppure, in qualche modo, il suo personaggio è rimasto nella memoria di chi ha seguito il Gossip Girl 1.0 come un affascinante esempio di redenzione morale.

Oggi, invece, non avrebbe scampo. Il suo intero arco narrativo finirebbe sulla graticola e non tanto per il suo essere un’ombra oggettivamente negativa nella storia, ma per il modo in cui la serie è stata capace di trasformarlo in un personaggio più tormentato che cattivo. Un ragazzo complicato la cui storia viene, tutto sommato, giustificata dalla sua finale “espiazione”. E in effetti Gossip Girl non ha mai sentito il bisogno di puntare il dito seriamente contro gli aspetti più complessi della sua trama. Ha lasciato tutti i nodi alla capacità di discernimento del pubblico che si trovava ad assistere “alle vite scandalose nell’Upper East Side” come se sfogliasse le pagine di una patinata rivista da non prendere troppo sul serio.

Ma la generazione Z non avrebbe mai potuto tralasciare tanta superficialità che pure all’epoca del primo Gossip Girl ha tanto divertito e fatto appassionare il pubblico. Oggi il rampollo della famiglia Bass non avrebbe avuto per nessun motivo un lasciapassare, tanto meno sarebbe stato “assolto” grazie al suo fascino, il suo charme da giovane erede di un impero alberghiero o la sua aria da ragazzo smarrito in un vortice di abusi paterni che hanno irrimediabilmente compromesso il suo comportamento con il resto del mondo. Al contrario il suo personaggio sarebbe stato analizzato al dettaglio per poi essere eletto a esempio della mascolinità tossica da rintracciare e smantellare a ogni costo.

D’altronde Gossip Girl e specialmente l’arco narrativo di Chuck Bass si sono sempre basati su questo, anche se con una spensieratezza che oggi non potrebbe passare inosservata in nessun modo: errori e orrori dell’élite di Manhattan.

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Storielle di puro intrattenimento su ricchi ereditieri criticati da un outsider che ha sempre sperato, in un modo o nell’altro, di entrare nella cupola dorata di New York. Storie che oggi verrebbero necessariamente raccontate in modo differente, con maggiori consapevolezze. Nasce così una polarizzazione tra la visione più recente circa gli aspetti spinosi dei personaggi (che secondo gli spettatori più giovani vanno sottolineati e descritti per ciò che sono a chiare lettere) e una concezione di serialità più “libera” in cui figure come quella di Chuck Bass vanno viste per ciò che sono: immagini di fantasia in cui è possibile concentrare tutto il bene e il male senza necessariamente farne moniti generazionali. Per quanto si tratti di due visioni perfettamente legittime, delle due oggi sembra che sia la prima ad avere la meglio. E i personaggi come Chuck Bass non possono che perire sotto il peso della propria leggerezza. 

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Scritto da Alessia Guzzi

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