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Game of Thrones – Una NUOVA FOLLE teoria sugli Estranei e la famiglia Stark

Game of Thrones

Uno dei motti più ricorrenti in Game of Thrones è “Deve sempre esserci uno Stark a Grande Inverno”. Questa frase non è mai stato spiegata in modo chiaro. Visto che per la serie tv nata dalla mente di George R.R. Martin si avvicina il gran finale, ogni opzione deve essere vagliata e ci sembra giusto porre attenzione al motto Stark. Questo potrebbe essere la chiave per l’esito della guerra contro gli Estranei e il Re della Notte. Mentre la frase è abbastanza presente nei romanzi di Martin, nella serie possiamo ascoltarla solo una volta alla fine del secondo episodio della prima stagione. Catelyn lo dice a Robb quando questo insiste per andare ad Approdo del Re dopo aver scoperto che i Lannister avevano qualcosa a che fare con l’incidente di Bran.

Sarà lei ad andare al suo posto, il resto è storia.

I personaggi del mondo di Game of Thrones trattano il detto come una regola reale. Questa è indicativa del dovere ancestrale degli Stark verso il Nord. Ma la specificità della frase e la natura della stretta relazione della famiglia Stark con Grande Inverno hanno indotto molti fan sfegatati della serie a sospettare che abbia implicazioni e origini mistiche. Sia la storia della famiglia che quella del castello hanno origine nella mitologia più antica di Game of Thrones. Forse potrebbe esserci un qualche legame spirituale tra il luogo e le persone.

La storia di Game of Thrones ci racconta che Grande Inverno è stato edificato da Bran Il Costruttore. Tutto ciò si svolse più di ottomila anni prima dell’inizio della saga di Game of Thrones. Precisamente dopo la Prima Lunga Notte, durante l’Età degli Eroi, un’epoca di pace e di grandi uomini che seguì l’armistizio tra i Primi Uomini e i Figli della Foresta. È anche l’era che servirà come base per lo sviluppo del prequel HBO: La Lunga Notte. Resta da vedere se le cose siano andate o meno esattamente in questo modo. Tuttavia è importante notare che sia Grande Inverno che gli Stark sono da sempre presenti nella storia di Westeros.

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La Battaglia dell’Alba si svolse a Grande Inverno?

Le leggende che circondano la Prima Lunga Notte parlano di un enorme conflitto che è stato definitivamente concluso dalla Battaglia dell’Alba. Il mito dell’Ultimo Eroe racconta la storia di un guerriero e dei suoi compagni che viaggiarono verso nord alla ricerca dei Figli della Foresta per cercare il loro aiuto nella lotta contro gli Estranei. Dopo aver scoperto che il Vetro di Drago era l’unica arma che poteva salvarli dalla sconfitta, i Primi Uomini sono riusciti a sconfiggere definitivamente gli Estranei nella Battaglia dell’Alba. Il sito di quella battaglia è ancora oggi sconosciuto, ma alcuni hanno teorizzato che potrebbe essere Grande Inverno. Sia George R.R. Martin che la serie tv rappresentano Grande Inverno come un luogo al limite della sacralità. Una sorta di San Pietro di Game of Thrones.

L’età antica del castello, le sue cripte labirintiche, il boschetto e persino le sorgenti termali sotto di esso contribuiscono a rendere misteriosa e magica la dimora Stark. Tutti in Game of Thrones conoscono Grande Inverno, tutti portano rispetto al castello, e tutto ciò è significativo. Proprio per questo qualcuno ha pensato che ci sia qualcosa di più sotto. Un passato magico. Una teoria afferma che Grande Inverno si trova nel posto in cui si è svolta la Battaglia dell’Alba e che il castello ha preso il suo nome dal luogo in cui vennero sconfitti gli Estranei e quindi nel luogo in cui ebbe fine l’inverno (Winterfell in inglese è il nome del castello, quindi winter-fell potrebbe voler dire la caduta dell’inverno, ovvero la sua fine).

Perché deve sempre esserci uno Stark a Grande Inverno?

Dopo la Lunga Notte forse sono stati costruiti sia Grande Inverno che La Barriera. Non è possibile dire con certezza che le due opere siano collegate. Potrebbero essere distanti centinaia di anni, data la poca accuratezza sulla storia antica che li circonda. Il fatto però che la muraglia sia stata chiaramente costruita e eretta attraverso la magia per tenere lontani gli Estranei ci fa capire quanto la difesa fosse di primaria importanza per gli abitanti del Nord dopo il grande conflitto. Se Grande Inverno è stato effettivamente costruito sul sito della Battaglia dell’Alba, può anche esso contenere tra le sue mura una sorta di magia protettiva legata a chi lo ha costruito e chi lo abita nel presente di Game of Thrones.

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In teoria qualcuno, prima della fine della settima stagione di Game of Thrones, avrebbe potuto pensare che sarebbe stata sufficiente La Barriera a proteggere gli uomini dagli Estranei. Come tutti sappiamo così non è stato. Grande Inverno potrebbe essere dunque il secondo e ultimo baluardo magico a difesa dell’umanità. È anche importante ricordare che, prima che gli Estranei venissero tenuti fuori da Westeros grazie alla Barriera, furono sottoposti a una specie di ibernazione. Come ciò sia accaduto rimane un mistero.

Che cosa c’entra tutto questo con gli Stark e con Grande Inverno?

Sappiamo che una delle famiglie che ha svolto un ruolo determinante durante la Prima Lunga Notte è stata quella degli Stark. E data la loro implicazione nelle costruzioni del dopoguerra, è ovvio che possiamo supporre che Grande Inverno sia intriso di magia tanto quanto La Barriera. Potremmo ipotizzare che se la magia della Barriera li respinge, quella stessa magia presente a Grande Inverno e nello stesso sangue Stark fa in modo che gli Estranei non invadano il continente.

Non ci sono certezze. Quel che è certo però è che l’Ultimo Eroe ha cercato l’aiuto dei Figli della Foresta per porre fine al conflitto. Questi potrebbero aver aiutato gli uomini a proteggere Westeros anche una volta terminato il conflitto. Hanno forse sottomesso gli Estranei e hanno lasciato agli umani la capacità di mantenere lo status quo attraverso la magia? Come a dire: “Finché uno Stark regna su Grande Inverno, l’incantesimo regge e gli Estranei rimangono oltre la Barriera”.

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Queste speculazioni sono pura fantasia e non sono certo sicurezze, ma la mente spesso riesce a immaginare cose che poi diventano reali. Ammettiamo che sia necessaria la presenza di uno Stark a Grande Inverno. La linea cronologica degli eventi che portano all’inizio di Game of Thrones fornisce prove molto convincenti che ci possa essere questa sorta di magia volta a far rimanere gli Estranei oltre la Barriera.

La marcia del Re della Notte è stata causata dai fatti accaduti nel Torneo di Harrenhal?

Uno dei principali eventi che hanno contribuito alla ribellione di Robert è stato il famigerato torneo ad Harrenhal. Tutto ciò che è accaduto in quel frangente ha avuto implicazioni enormi. Quasi tutte le famiglie di spicco di Westeros erano presenti nel pubblico mentre il principe ereditario Rhaegar Targaryen donava la corona di fiori a Lyanna Stark. Quel gesto rese ufficiale la loro storia d’amore. Il tutto davanti a sua moglie Elia e al fidanzato di Lyanna, Robert Baratheon.

Un po’ meno degno di nota, ma forse altrettanto rivoluzionario, era il fatto che l’intera famiglia Stark era presente al torneo lasciando Grande Inverno vuota per diverse settimane.

Meera Reed racconta dettagliatamente il torneo a Bran, e lei menziona chiaramente tutti e quattro i giovani Stark: Brandon, Lyanna, Eddard e Benjen. Non menziona specificamente Rickard Stark, ma ciò non significa che i genitori di Stark non fossero presenti, ed è più che possibile che abbiano partecipato. Mentre vediamo solo il primo Estraneo 15 anni dopo, all’inizio di Game of Thrones, sappiamo dai Bruti che questi si stavano spostando verso sud già da molto tempo. Nei libri, Martin fa di tutto per sottolineare che è intorno ai tempi della ribellione di Robert che Mance Rayder inizia a unire i Bruti per invadere il sud. Tutto questo per sfuggire all’avanzata del Re della Notte.

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Certo, il risveglio degli Estranei potrebbe essere dovuto a tanti altri motivi. Ma l’idea che questi sorgano mentre il Nord è senza Stark e mentre gli inconsapevoli uomini fanno festa e creano problemi nel Sud suona come una bella simmetria. Ad ogni modo, l’idea di uno Stark come guardiano contro La Lunga Notte potrebbe essere più che una supposizione. Sarebbe poi ragionevole pensare che quando il capo della famiglia lascia il suo posto spirituale a Grande Inverno, accade sempre qualcosa di brutto. Basta pensare a tutti coloro che dal castello si sono spostati verso sud e alla fine che hanno fatto.

Che ruolo avrà tutto questo nell’ultima stagione di Game of Thrones?

Se in effetti fosse stato un Stark a contribuire in qualche modo all’ascesa del Re della Notte, non trovandosi a Grande Inverno, cosa succederà quando tutti i membri della famiglia si riuniranno? Chiaramente, una volta che Sansa e Jon riacquisteranno il controllo del castello, nessun incantesimo riuscirà a respingere il Re della Notte. Qualunque sia la magia che permea il castello e pervade il sangue Stark non sarà di alcun aiuto ora che Viserion è un drago di ghiaccio. Tutto questo è stato molto chiaro dal finale della settima stagione di Game of Thrones.

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Tuttavia, ciò non significa che gli Stark, tornati a Grande Inverno, non riusciranno a sconfiggere il Re della Notte.

Mettendo da parte i benefici magici per essere Stark a Grande Inverno, il fatto che la famiglia Stark sia al potere e il Nord sia ancora una volta unito dietro di loro non può che essere un bene. Sansa e Jon insieme non si stanno solo preparando per un lungo inverno, ma anche per una guerra prolungata durante l’inverno stesso. Sansa è un abile leader che pensa a piccoli dettagli, come assicurarsi che l’armatura sia rivestita di pelle in modo che i soldati non congelino. E poi c’è Jon, un eroe mitico che ritorna in vita, un condottiero pronto a tutto. E proprio come Ned Stark, riesce a unire le persone, dà loro un motivo per combattere.

Gli Stark sono importanti, sono fari luminosi di speranza in mezzo alla burrasca. Nelle loro vene scorre il sangue degli uomini del nord. Sono l’unica famiglia che ha sempre saputo chi è il vero nemico e per cosa davvero vale la pena combattere. C’è qualcosa di magico in tutto questo, forse anche negli stessi Stark. Solo il futuro conosce se stesso e noi siamo come viandanti che osserviamo il mare di nebbia, senza sapere cosa ci riservi. Quello che è certo è che possiamo imparare dal passato e fare in modo che ci sia sempre uno Stark a proteggere il Nord e l’intera umanità.

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Written by Giacomo Simoncini

“Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose. Ad un mondo di numeri ne preferisco uno di lettere. Scrivo per coinvolgere gli altri, per far appassionare le persone a ciò che amo. ”

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