2) Terza stagione

Parliamo di un’altra stagione incredibile, di una stagione che ha scioccato tutti i fan della serie tv ispirata ai romanzi di George R. R. Martin (qui trovate le sue dichiarazioni sulla morte di Robert Baratheon). Tutti, anche chi non ha visto Game of Thrones, conosce il termine Nozze Rosse. Queste sono entrate nell’immaginario collettivo di ogni amante del piccolo schermo come uno degli eventi che più hanno sconvolto la trama di una produzione seriale.
In quei minuti quando davanti a noi si palesava l’evidenza dei fatti, ogni fan si chiedeva se quello che stesse vedendo era reale oppure un brutto sogno. Questa è una delle caratteristiche che ha reso grande Game of Thrones e che, per osmosi, rende questa stagione una delle più belle e avvincenti. Ovvero quella tensione che non ci abbandona un secondo, perché in ogni istante, in ogni frame, può succedere qualsiasi cosa.
1) Quarta stagione

Ecco la stagione migliore di Game of Thrones. Alcuni di voi forse non saranno concordi con questa scelta, ma fermatevi un momento a valutare la grandezza di essa. Si tratta del capitolo che vede tutti i personaggi principali ruotare attorno a diverse situazioni davvero spiazzanti e ben architettate. Jon impegnato nella guerra contro i Bruti al Castello Nero, i Lannister in guerra tra loro tra faide e omicidi, le straordinarie montagne russe in cui finisce Tyrion, Daenerys in rapida ascesa e tanto altro.
In mezzo a questi tre fulcri poi abbiamo tutte le vicende legate ad Arya e il Mastino, Sansa e Ditocorto e via dicendo. Insomma, una stagione intricata che però risulta essere credibile, complessa, ma allo stesso tempo lineare. Parliamo di un vero e proprio capolavoro che ci immerge nel mondo del gioco del trono. Ogni situazione innesca un rapporto di causa effetto che muove altre tessere di un domino infinito e perfetto.
La quarta stagione di Game of Thrones è una meraviglia.







