Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sull’ultima stagione di Game of Thrones.
E se vi dicessimo che una delle migliori puntate di Game of Thrones è arrivata nel suo momento peggiore? Quello in cui l’entusiasmo aveva ormai lasciato spazio alla disillusione, prima di affondare nella rabbia per un finale che non avremmo meritato? Sì, l’ultima stagione. La famigerata ultima stagione di Game of Thrones. Bocciata senza appello da gran parte dei fan, massacrata con la stessa intensità anche dalla critica più attendista. Eppure c’era stato un momento di luce, anche nel corso di quella stagione. Una luce flebile, sussurrata appena. Un momento in cui Game of Thrones si era ricordata di essere una delle migliori serie tv degli anni Duemila, salvo poi crollare sotto il peso di insanabili criticità. L’ultima luce, prima del buio della notte.
Della Notte, con la “n” maiuscola. Accompagnata con un episodio intimo in cui non succede sostanzialmente niente, e proprio per questo è lì che si concentra l’essenza di una serie che ha tratto forza da fattori alieni ai grandi kolossal.
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