Nuova settimana, nuova classifica e una nuova domanda per Hall of Series – Comunità di Recupero. Dopo essersi dedicata a La Classifica delle 10 Migliori Serie Tv da vedere per Halloween, la community questa settimana è stata chiamata a rispondere a una nuova domanda: quali sono le Migliori Colonne sonore dei Film? Un interrogativo che ha dato vita a una classifica pieni di grandi capolavori che vi permetteranno che hanno fatti la storia del cinema anche attraverso la loro musica.
Da Il Buono, il Brutto e il Cattivo a tanto altro: ecco La Classifica delle 10 Migliori Colonne sonore dei Film secondo Hall of Series – Comunità di Recupero
10) Pulp Fiction, l’opera di Tarantino apre la classifica delle migliori colonne di sempre

Ci sono film che si ricordano per una scena e film che si ricordano anche per un disco. Pulp Fiction appartiene a tutti e due i gruppi, perché Quentin Tarantino non ha mai chiesto a un compositore di scrivere una colonna sonora. Al contrario, ha scelto le canzoni che amava e le ha messe una dopo l’altra. Il risultato, uscito il 27 settembre 1994 per MCA Records, ha un sapore tutto suo, fatto di surf rock, soul, rock’n’roll e country, con le battute più celebri del film inserite tra un brano e l’altro come se fossero parte della scaletta.
Si parte con la chitarra frenetica di Dick Dale in Misirlou, che apre il film come una corsa in macchina e mette addosso fin dai titoli la voglia di vedere cosa succede. Poi tutto si mescola. Una canzone di Al Green sembra una carezza dentro una storia di sicari, Jungle Boogie accompagna una conversazione assurda sui frullati, e la scena in cui Mia Wallace, in casa, mette su Girl, You’ll Be a Woman Soon di Urge Overkill è un momento di quiete che sta per rovesciarsi in qualcosa di terribile. Il ballo al Jack Rabbit Slim’s, con You Never Can Tell di Chuck Berry, è ormai più famoso di molti film interi.
Quello che rende speciale questa raccolta è che le canzoni sembrano attraversare le scene. Rimettono in circolo gruppi quasi dimenticati e fanno capire che il gusto può essere uno stile di regia. Se vi capita di riascoltare il disco, tenete d’occhio il momento in cui, quasi senza accorgervene, cominciate a ballare da soli in cucina e Pulp Fiction sembra il vostro migliore amico di una vita.
9) C’era una volta il West

Prima di girare, Sergio Leone chiamava Ennio Morricone e gli chiedeva la musica. Non il contrario. Il compositore scriveva i temi sulla base della sceneggiatura e il regista li faceva ascoltare sul set, perché gli attori camminassero, guardassero e aspettassero a tempo con quelle note. In C’era una volta il West questo metodo diventa la struttura del film. Si apre con una stazione quasi senza suoni, un mulino che cigola, una goccia che cade, una mosca che ronza, tre uomini in attesa, e quella pazienza è già musica. Poi arriva il suono di un’armonica, acuto, quasi stridulo, e si capisce che qualcuno sta per morire.
L’armonica è il tema dell’uomo senza nome interpretato da Charles Bronson, e dietro quel suono c’è una ferita che il film svela solo nelle ultime scene. Il tema di Jill, la donna che arriva a Flagstone per costruire un nuovo inizio, ha un’altra faccia: la voce di Edda Dell’Orso, un soprano che non pronuncia parole ma accompagna ogni sua apparizione come un ricordo, qualcosa di pulito e malinconico che sembra sempre sul punto di spezzarsi. Frank, il cattivo, ha invece una chitarra elettrica cupa e minacciosa, ed è un’idea quasi pop in un western nato per tutt’altro.
Morricone ha scritto una partitura che racconta più dei dialoghi. Quando Jill cammina per la prima volta sulla polvere della ferrovia e la musica sale, si sente la promessa di un’epoca nuova che sta divorando quella vecchia. Il film parla proprio di questo, della fine di un mondo di pistole e di cavalli e dell’arrivo di una ferrovia che non perdona. Ancora oggi molti lo indicano come la più grande composizione di Morricone, e non è difficile capirne le ragioni.





