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Euphoria Parte 2, Jules – La Recensione: l’altro (doloroso) lato della medaglia

Secondo al primo episodio speciale, questa volta si parla di Jules, la co-protagonista di una delle serie teen-drama più particolari di sempre. Euphoria si è distinta fin da subito grazie a doti superlative quali fotografia, colonna sonora e montaggio. Eppure non è solo grazie a questi elementi che ha spopolato. Uno dei sui punti più forti è il cast: giovane e fresco, eppure già tremendamente maturo e di altissimo livello.

La trama di fatto non è niente che non abbiamo già visto. Nonostante affronti temi forti come la droga e la sessualità, a prima vista potrebbe risultare una storia stereotipata: essenzialmente si parla di un gruppo di studenti delle scuole superiori alla scoperta della propria identità. Ma chi l’ha vista sa che sotto c’è molto di più.

La scena è tua Jules!

Euphoria

Dopo lo speciale interamente dedicato a Rue (clicca qui per leggere la recensione) recitato magistralmente da Zendaya che ci intrattiene con un dialogo lungo quasi un’ora, ci eravamo già convinti che la serie fosse completamente fuori dagli schemi e per pochi, ma il secondo episodio speciale ci ha conquistati.

Euphoria Part 2 si apre con Jules (Hunter Schafer) in terapia. La ragazza, dopo essere scappata nel finale dell’ultima puntata della prima stagione, decide di partire per New York senza Rue. Rintracciata dal padre decide di farsi aiutare da quest’ultimo, che la riporta prontamente a casa, la mette in punizione per tutta la pausa invernale e la manda a parlare con una psicologa

F*ck Anyone Who’s Not A Sea Blob è dunque la prima seduta del personaggio interpretato da Hunter Schafer, l’altro lato della medaglia, in cui capiremo quali sono stati i motivi che hanno spinto la ragazza ad abbandonare la sua migliore amica (o qualcosa di più?) per partire comunque.

L’altro lato della medaglia

Euphoria

Così come nel primo episodio, lo stratagemma è lo stesso: far parlare le protagoniste.

La seduta ci fa entrare nella mente di Jules, che è in preda a una crisi d’identità. Doppio senso enfatizzato dal fatto che il primo incontro con la dottoressa si apre parlando dell’ipotesi di interruzione degli ormoni che servono a bloccare la pubertà.

La riuscita dell’episodio speciale di Euphoria è sicuramente dovuta al fatto che la Schafer compare anche come autrice, insieme a Sam Levinson. Tutto il discorso tra le due tratta la transizione e la de-transizione. Jules si interroga sulla sua identità, ai suoi occhi falsa poiché forzata sulle convenzioni dei cosiddetti ruoli di genere e sulla messa in scena di una femminilità imposta, basata sul desiderio maschile.

Rue vuole Jules, ma Jules vuole Tyler!

Nella seconda parte dell’episodio speciale di Euphoria, decisamente più interessante e psichedelica, la seduta viene interrotta e intraprendiamo un viaggio insieme a Jules, ripercorrendo le sue fantasie sessuali e un segreto profondo: non ha dimenticato Tyler. 

Nello studio della psicologa, dice di amare veramente e intensamente Rue, ma di preferire le relazioni online, che a differenza di quelle reali sono più semplici e anche più appaganti perché in fondo non esistono, o meglio esistono solo nella sua fantasia. Questo è uno dei casi in cui noi spettatori siamo più informati dei personaggi della serie. La dottoressa, infatti, non sa che l’ultima storia online avuta da Jules è diventata una realtà da dimenticare. Per chi non lo ricordasse, infatti, Tyler (ossia ShyGuy118) in realtà altro non era che Nate Jacobs (Jacob Elordi) che l’ha imbrogliata e umiliata. Nonostante ciò, l’idea fasulla e idealizzata del ragazzo è ancora nel suo cervello. D’altronde è stato il miglior sexting della sua vita (come ci mostrano la serie di immagini che vediamo) e la fantasia, si sa, non può mai competere con la realtà.

Questa parte ci mostra dunque due aspetti: che Jules è ancora innamorata dell’idea di ShyGuy118, ovvero di qualcosa che in fondo esiste nella sua fantasia e che continua a essere perfetta, e che la ragazza a causa dei traumi passati (con la madre in primis) ha tendenze autolesioniste e autosabotanti.

Anche in Euphoria la realtà va affrontata

Jules torna a parlare di Rue, di come avrebbe voluto baciarla tante volte senza avere il coraggio effettivo di farlo e di come, quando Rue finalmente si è fatta avanti, è rimasta bloccata senza sapere cosa fare.

La situazione precipita nel giro di poco: Jules è costretta a prendere atto del fatto che Tyler è in realtà il meschino Nate e che Rue ha ripreso a drogarsi e lei non può fare niente per salvarla.

La prima sessione di terapia volge dunque al termine. La sera, a casa del padre, arriva Rue, che nonostante fosse la Vigilia di Natale ha montato la sua bicicletta per andare a incontrare Ali e che, usando una delle scuse più scontate di sempre, passava di lì e ha deciso di fermarsi. Jules confessa a Rue quanto le sia mancata e quanto sia dispiaciuta, quest’ultima scoppia in lacrime e senza troppi giri di parole e in preda al panico le augura in fretta e furia Buon Natale. Dopodiché si volta, e scappa.
Di nuovo sola, anche Jules si lascia andare a un pianto disperato, ancora una volta non è riuscita a dire quello che avrebbe voluto.

Il rischio era alto ma Euphoria rispetta le aspettative

Molti erano scettici in merito ai due speciali annunciati. Un po’ perché erano visti come dei tappa buchi a un ritardo nella produzione della nuova stagione (causa covid naturalmente), un po’ perché la prima stagione era stata talmente valida che il livello da raggiungere, o all’occorenza superare, è alto.

Euphoria Part 2 non solo asseconda le aspettative, ma in parte le supera. Approfitta dell’espediente dello special non solo per farci conoscere meglio un personaggio così profondo, ma svolge un’altra importantissima funzione: va a riempire alcuni buchi della sua storia recente (il rapporto con la madre e l’ossessione per Tyler).

Se lo scopo era quello di rabbonirci in attesa di una nuova stagione ha funzionato solo in parte, perché dopo questa puntata non vediamo l’ora di vedere la nuova stagione di una delle teen-drama più originali di sempre.

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Written by Maria Virginia Destefano

Potrei scrivere la solita bibliografia, nome, età, luogo. Ma temo che queste informazioni siano riduttive e alquanto superflue in confronto al mondo che c'è dentro la mia testa. Amo scrivere, amo leggere, se guardate un film o una serie tv con me aspettatevi ogni tipo di commento e di osservazione, la mia visione non sarà mai passiva. La regia è il mio sogno, le luci, le inquadrature. Il piano sequenza è un'arma a doppio taglio, è un'arte, ma come tale non tutti la sanno sfruttare. C'è chi non ha hobby, io ne ho troppi e la scrittura e il videomaking fanno parte di questi.

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