«Davide Calgaro è bravissimo. È riuscito a beccare delle sfaccettature del mio carattere che non erano così scontate. È uguale a me in tutto, a parte l’abbigliamento: io non mi vestivo così bene».
- Queste sono le parole di Cisco, quello vero, rilasciate a il Corriere della Sera.
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Il 90% di tutto quello che sappiamo su Cisco, all’anagrafe Francesco Bertolotti, lo sappiamo attraverso le parole delle canzoni degli 883 e del suo migliore amico Max, Massimo, Pezzali. Sappiamo ad esempio che ‘passa in bagno un’eternità’ e che è la mente dietro la teorizzazione de La dura legge del gol. Come abbia reagito invece di fronte al successo del suo amico fraterno, invece, ci ha pensato Sydney Sibilia a farcelo sapere.
Ed è infatti proprio con Cisco, interpretato da Davide Calgaro, che si apre il quinto episodio di Nord Sud Ovest Est. Il Jolly Blue sembra aver lasciato alle spalle i suoi giorni migliori: la sala giochi è vuota e solo un investimento che Cisco non può permettersi potrebbe salvare il locale dall’inevitabile fallimento che comincia ora a stagliarsi nettamente davanti al suo sguardo. Cisco è quell’amico che ti riporta con i piedi per terra, e proprio ora che Max e Mauro hanno finalmente spiccato il volo, è anche quello che a terra ci resta.
Mentre tutto si muove, Cisco rimane fermo. Mentre tutto va avanti, Cisco rimane indietro.

Vedere questo episodio, soffermandomi sul ruolo di Cisco, mi ha fatto pensare che è un po’ quello che capita a chi è fuorisede in un’altra città quando poi ritorna nel paese d’origine. Ci si trasferisce in una nuova realtà, diversa, più emozionante, più concitata e quasi ci si dimentica di quel che c’era prima. Di chi, invece, rimane. Nessuno di noi ha intrapreso una carriera da pop star, certo, ma nel nostro piccolo possiamo provare a riconoscerci in una delle due parti: quella di chi se ne va o quella di chi resta.
Un luogo che per me viene relegato a un passato sbiadito, per qualcun altro può rappresentare il suo presente. La noia attanagliante della provincia può tramutarsi in prigione per qualcuno, in conforto per un altro. Avere un’infinità di scelte a disposizione, d’altronde, non vuol dire necessariamente avere un mazzo fortunato di possibilità tra cui scegliere. Cisco, quel ventaglio non l’ha aperto. Cisco ha deciso di rimanere. E dico deciso perché dal mio punto di vista la sua è stata una scelta voluta, necessaria. Non ha spiccato il volo come Max e Mauro, ma sento che anche se ne avesse avuto la possibilità quello non sarebbe mai stato il suo sogno.
Se c’è una cosa – tra le tante – che Nord Sud Ovest Est mette bene in chiaro è che ognuno ha il suo sogno, e sì, anche vivere una vita tranquilla con i propri amici accanto lo è.

Max e Mauro intanto volano. Su un jet privato diretto a Roma, negli studi di Non è la Rai. Ci sono le ragazze, ci sono le urla, ci sono i numeri di telefono scritti sulla mano, le copertine, e finalmente il successo, quello vero. Gli sguardi lanciati dai tavolini di un bar delle precedenti puntate erano solo anticipatori di quella che ben presto, dopo l’uscita del video di ‘Sei un mito’, si sarebbe tramutata in una vera e propria febbre per gli 883. Ora nessuno poteva dire di no agli 883. Ora sì, che erano diventati davvero dei miti.
Il successo però agisce in modo diverso sulla chimica cerebrale dei nostri due protagonisti: se da un lato Max si gode, abbandonando un po’ le sue ansie, il meritato successo con benefit annessi, dall’altro Mauro non si ferma neanche un istante. Sembra vivere la fama come un effetto collaterale del loro ottimo lavoro, ma sa che nella vita – come con le ragazze cit. – bisogna puntare sempre più in alto, non accontentandosi della seconda fila.
Quello di Mauro è un pensiero totalizzante: vuole fare cose grandi, vuole diventare grande, e vuole farlo con il suo migliore amico.
Lo vediamo nella dedizione che ci mette nel cercare uno sceneggiatore per il video di Nord Sud Ovest Est: Mauro pensa in grande, guarda oltre. E lo vediamo ancora quando sale sul Jet per Roma, quando giunto sull’ultimo scalino si volta indietro con il vento tra i capelli non come chi è fiero del risultato raggiunto, ma come chi si gode la prima tappa di un viaggio lungo e ambizioso.
Mentre Mauro punta in alto senza alcuna paura, dritto verso l’obiettivo, Max dopo aver gongolato di fronte alle avances delle fan e aver mascherato l’imbarazzo di fronte a una pioggia di attenzione inaspettata, sente che prima di prendere davvero il volo ha bisogno di toccare ancora una volta la terra, quasi come per controllare di non essersi scordato niente prima di una grande partenza. E lo fa andando a trovare il suo amico Cisco al Jolly Blue, ‘che per noi era un non so cosa fosse una seconda casa.’

”Mauro guardandoci così realizzò due cose: la prima era che gli 883 non erano quelli delle copertine, degli autografi e dei cori. Ma erano questi. La seconda cosa è che tra tutti i cowboy mai esistiti noi eravamo sicuramente i cowboy a cui piaceva stare per i cazzi loro. I cowboy da deserto. Da deserto di Pavia.”
Dopo aver toccato la sabbia di Pavia ora è giunto il momento di toccare quella di Los Angeles, pronti a girare lì uno dei videoclip più iconici dell’intera storia degli 883: Nord Sud Ovest Est porterà i nostri due eroi su un aereo diretto in California, in America, dove i sogni si realizzano. Anche quelli più inaspettati.
Mauro non ha fatto in tempo a salire nel cielo del mondo che, come vediamo negli ultimi secondi della puntata, scopre che oltre alla dedizione e al talento c’è una variabile che proprio non aveva considerato. Che quasi mai lo aveva sfiorato prima di adesso. Di cui mai e poi mai pensava che sarebbe stato vittima. Un sogno, con occhi profondissimi che ora rimarrà seduto vicino a lui per almeno 12 ore di volo.






