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30 disagi che solo un vero fan di Doctor Who può capire

Doctor Who va avanti quasi interrottamente daquasi sessanta anni. E da quel fatidico 1963 consolida il suo smisurato ruolo culturale, confermandosi come una delle realtà seriali più iconiche della storia. Nata come programma educativo, lo scopo della serie era quello di trasmettere ai bambini l’amore per la scienza e la storia attraverso fantasiosi viaggi nel tempo e nello spazio. Nel corso delle epoche, Doctor Who ha rappresentato un punto di riferimento per le famiglie di tutto il mondo, oltre che diventare un ottimo trampolino di lancio per molti attori e macchina produttrice di idee brillanti. Più di una volta, infatti, Doctor Who ha dimostrato di essere avanti coi tempi, anticipando tematiche sociali e culturali che sarebbero diventate importanti negli anni a venire. 

Il Dottore, interpretato negli anni da attori sempre diversi (una volta abbiamo rischiato di raggiungere un’epicità senza precedenti in questo senso), è una figura leggendaria, che continua a trasmettere insegnamenti generazione dopo generazione. Ogni Dottore ci ha lasciato qualcosa attraverso la sua personalità unica, ogni rigenerazione ha parlato alla nostra anima in modi diversi, sviluppando alchimie irripetibili sia con noi che con i propri companion.

Eppure ci sono degli elementi che ritornano sempre, qualsiasi sia la faccia che ci sta guardando dall’altra parte dello schermo. Sono le caratteristiche che ci fanno dire “Ecco il Dottore!”, anche quando il nostro cuore è ancora a pezzi per la rigenerazione. Così riconosciamo il Dottore da attore in attore, ma anche i fan da disagio in disagio. Sì, perché anche i disagi sono sempre gli stessi e ci permettono di riconoscere un altro fan a distanza di chilometri. Soprattutto ci permettono di creare una comunità disagiata che cresce, si consolida, si consola e resiste da ben cinquantasette anni.

Gli Highlander delle serie Tv.

Allora diciamoceli questi 30 disagi che solo un vero fan di Doctor Who può capire.

1) Sentire la frase “sono il dottore” non ha più lo stesso significato per noi.

2) Riconoscere il suono del TARDIS a distanza di chilometri (con conseguente corsa pazza alla Mickey in giro per la città).

3) Fermarsi a ogni cabina telefonica di Londra con rispetto reverenziale, sperando sia più grande all’interno.

serie tv

4) Aspettare con ansia la prossima rigenerazione del Dottore e…

5) … promettere che questo “nuovo tizio” non sostituirà mai il nostro Dottore e…

6) … arrivare ad amare follemente la nuova rigenerazione, sperando non se ne vada. In un loop senza fine.

7) Avere una strana (per gli altri) passione per fez e cravattini. Ma, ehi, Bowties are cool!

Doctor-Who

8) Dopo alberi di Natale assassini, Babbo Natale robotici e ragni alieni con astronavi a forma di stelle natalizie giganti, nessuno di noi vedrà mai più il Natale allo stesso modo.

9) Solo un fan può rabbrividire alla vista di un cassonetto semovente che si illumina e grida.

10) Ancora siamo qui a ribadire l’ovvio: è Donna il leggendario ibrido di cui cianciano tanto nelle ultime stagioni. Riportatecela indietro!

11) Una parola. Anzi due. Hell Bent.

12) Non è un disagio, ma un vero e proprio trauma e il suo nome è Vincent.

13) Urlare “Alons-y Alonso!” quando c’è qualcosa da fare e sentirsi un po’ un capo rivoluzionario.

Doctor-Who

14) Il colore di capelli è la prima cosa che notiamo nella nuova rigenerazione.

15) Al primo incontro con i nuovi Companion ci chiediamo subito come se ne andranno e in quanti modi spezzeranno il nostro cuore.

16) Guardiamo tutti i nuovi personaggi con sospetto, chiedendoci se per caso non si tratti del Master in desguise.

17) La risposta perfetta a qualsiasi garbuglio incomprensibile è e sarà sempre “Timey wimey wibbly wobbly” (Grossa palla di traballante e traballosa roba temporaleggiante). Funziona davvero. Provatela in un dibattito su Dark.

18) Ormai la parola “spoiler” la sentiamo sempre e solo con un unica voce.

Luke Garroway

19) E, a proposito di River, la frustrazione infinita quando scopriamo la sua storia solo dopo averla persa e capiamo le sue ultime parole. Una perfetta entrata in scena che è anche il più distruttivo degli addii.

20) Anche a voi capita, quando siete sovrappensiero, di picchettare sul tavolo a ritmo di tamburi?

21) Jack che distrugge ogni pregiudizio dal 2005, provandoci con ogni essere vivente qualsiasi sia la specie, l’orientamento, l’identità, la forma. E a noi va bene così.

22) E a proposito di Jack: la Faccia di Boe, uno dei misteri più intriganti e degli shock più sconvolgenti dall’epoca di Lost. Io ancora non ci credo e voi?

23) Il cacciavite sonico che si trasforma all’occasione in: rilevatore chimico, grimaldello, apri-scatole, torcia, bacchetta magica di Harry Potter, scettro di Sailor Moon… ma non funziona comunque sul legno.

24) Domanda per tutti: quante volte esattamente è morto Rory?

25) Il Dottore come Piero Angela: imparare l’importanza di alcune sostanze nutritive e dove trovarle.

26) Il senso di nausea e gli incubi alla scoperta di cos’è un Toclafane.

27) YANA, una delle grandi rivelazioni dell’ultimo secolo.

28) “EXTERMINATE!” il più efficace e terribile tra gli urli di battaglia.

29) E la battaglia più sassy della storia tra Steven Hawking e Un orologio parlante (a cosa pensavi Mickey?) e non poter avere un intero spin-off al riguardo. BBC, se sei all’ascolto. Grazie.

E, per una volta, Everybody lives!

Doctor-Who

30) Il disagio di aver visto il Dottore così felice troppe poche volte.

Sicuramente ne avremo dimenticati un’infinità lungo il percorso. Eppure mi sembra di averne lasciata fuori una particolarmente importante…

Ah, sì:

DON’T BLINK. DON’T BLINK OR YOU’RE DEAD.

Doctor-Who

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