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La classifica dei 5 migliori Dottori di Doctor Who

Doctor Who

Il Dottore di Doctor Who è uno dei personaggi più iconici di sempre. Da 58 anni l’alieno proveniente da Gallifrey, che viaggia nel tempo e nello spazio nel suo TARDIS, vive tantissime avventure assieme ai suoi companion umani, salvando spesso il mondo e combattendo numerosi nemici tra cui i Dalek e i Cyberman. La sua è la storia dolceamara di un essere con due cuori, immortale, ma destinato alla solitudine, e inizia nel lontano 1963 con la sua prima incarnazione, quella di William Hartnell. È con il Secondo Dottore – quello interpretato da Patrick Troughton e che si ferma ai piedi di questa classifica – che il recast periodico di attori è risultato davvero vincente, arrivando alla tredicesima versione, quella di Jodie Whittaker.

Nonostante si rigeneri cambiando corpo e personalità, il Dottore è sempre lo stesso alieno curioso, entusiasta, eroico e solo. Classificare le sue 5 migliori versioni è difficile: in un modo o nell’altro le abbiamo amate tutte perché, in fondo, quello che avevamo davanti era pur sempre il Dottore. Partendo dal presupposto che non esistono pessime rigenerazioni, ci abbiamo provato e dunque non ci resta che andare a vedere insieme la classifica.

5) Il Nono Dottore (Christopher Eccleston)

Immaginiamoci di avere la responsabilità di essere il primo volto dell’era moderna dell’iconico protagonista di Doctor Who: ecco cosa ha affrontato Christopher Eccleston quando ha messo i panni di Nine.

Il suo Dottore era completamente nuovo, privo delle esagerazioni delle incarnazioni precedenti e delle eccentricità passate, a partire dal suo aspetto con i capelli cortissimi e una semplice giacca di pelle nera. Quel sorriso folle e le orecchie a sventola lo facevano apparire giocoso e tenero, ma quegli occhi azzurri celavano un dolore ancora fresco. Infatti alla spensieratezza e all’umorismo si contrapponeva un’anima fragile e danneggiata, con un lato oscuro che emergeva soprattutto nel risentimento verso i Dalek. Del resto Nine agisce subito dopo che i Signori del Tempo sono stati sterminati proprio da questi ultimi, convivendo con un senso di colpa persistente per essere l’unico sopravvissuto.

Per questo rispetta ogni creatura e ha bisogno di connettersi con qualcuno che gli insegni nuovamente ad amare. Come Rose. È un Dottore dark, serissimo, così complesso che le sue storie accattivanti ci attirano nella sua catarsi che si compie in una sola stagione. Ed è questa la sua unica pecca: l’averlo visto solo per 13 episodi. Eppure sono stati i più fondamentali di Doctor Who.

4) L’Undicesimo Dottore (Matt Smith)

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Ai piedi del podio si ferma uno dei Dottori più amati di Doctor Who, dopo una complicata scelta con il terzo classificato. Matt Smith aveva un compito ingrato, ovvero sostituire quel David Tennant che aveva rivoluzionato questo ruolo. Le loro versioni sono all’opposto: se Ten era umanissimo, Eleven invece abbraccia completamente il suo lato alieno.

Eleven è eccentrico, impacciato, talvolta infantile, ingenuo, il più esuberante e bizzarro con quel farfallino e il suo inseparabile fez. Sembra non avere più quel peso sulle spalle che portava il suo predecessore – e anche chi l’ha succeduto – ma in realtà lo tiene ben nascosto. Vorrebbe essere cool ma si ritrova spesso a citare la cultura classica piuttosto che quella popolare. In fondo è un vecchio nel corpo di un giovane, contrasto mostrato benissimo da uno Smith in grado di oscillare da un’emozione all’altra in un nanosecondo, ad esempio passando velocemente dall’ironia alla rabbia così atipica per il suo carattere.

Con afferma lui stesso, Eleven è sostanzialmente un pazzo con una cabina, la cui presenza basta a far tremare i suoi nemici. Unisce in sé follia, dovere, empatia ed è profondamente legato ai suoi compagni, soprattutto agli indimenticabili Amy e Rory. Senza dimenticarci di River Song ovviamente.

3) Il Dodicesimo Dottore (Peter Capaldi)

La versione del Dottore di Peter Capaldi ci prese alla sprovvista, essendo abituati a incarnazioni più giovani, ma bastò passare lo spaesamento iniziale per capire che davanti avevamo una delle migliori incarnazioni nella storia di Doctor Who. Conquistando così il terzo gradino del podio.

Proprio l’essere diverso dai suoi predecessori, sia fisicamente che caratterialmente, è ciò che lo rende grande e ha dato una boccata di aria fresca alla serie tv. Si ritorna ai primi Dottori, i quali avevano un caratteraccio e un aspetto più maturo, anche se Twelve, pur essendo un vecchio scozzese scontroso, qualche volta si comporta come un bambino capriccioso: infatti, al contrario di Eleven, Twelve è un giovane all’interno di un corpo anziano.

Nel Dottore di Capaldi si mixa la teatralità dell’era classica e la comicità dell’era moderna. Rockettaro nell’anima, può essere adorabile o terrificante, caloroso o oscuro a seconda delle situazioni. Perché Twelve porta stancamente l’enorme peso dei secoli, della guerra, della solitudine, del perenne conflitto con sé stesso e con lui si amplifica il senso di alienazione del Signore del Tempo, mai così evidente in un’incarnazione.

Indimenticabili sono le sue interazioni con Missy e River Song, così come i suoi leggendari monologhi in Doctor Who, soprattutto quello della sua rigenerazione, talmente coinvolgenti che li abbiamo ancora impressi nella memoria.

2) Il Quarto Dottore (Tom Baker)

Doctor Who

Secondo gradino del podio per Forth, il Dottore più longevo di sempre, apparso sui teleschermi dal 1974 al 1981. Senz’altro è uno dei più riconoscibili in Doctor Who: occhi enormi e sporgenti, folti capelli ricchi, la lunghissima sciarpa colorata, il cappello a tesa larga, una passione incontenibile per le caramelle gommose e quel modo di parlare così strampalato che lo resero una delle versioni più eccentriche della storia. Caratteristiche che gli fecero guadagnare i favori del pubblico – soprattutto quello più giovane del tormentato decennio degli anni 70 – con il suo stile bohemien e anti-sistemico.

Tom Baker raggiunse il perfetto equilibrio tra un leader compassionevole e amante degli umani e uno strano alieno con una visione bizzarra dell’universo. Con lui il Dottore ha riacquistato quella spensieratezza che sembrava perduta, unita a un grande senso dell’umorismo e alla sua arguzia. Folle e saggio allo stesso tempo, è un personaggio imprevedibile e lunatico ma perennemente consapevole di quello che stava facendo. A rendere tutto ancora più iconico ci sono le interazioni con una companion storica per i fan di Doctor Who: Sarah Jane.

Molti considerano quello di Baker il Dottore definitivo. E lo sarebbe, se non fosse per il primo classificato.

1) Il Decimo Dottore (David Tennant)

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Al primo posto poteva esserci solo lui: David Tennant ha dato vita alla migliore versione di questo personaggio, con i suoi archi narrativi in Doctor Who che sono i più belli di sempre.

Ten è divertente, affascinante, intelligente, spiritoso, e nel suo essere bizzarro ed esagerato fa parecchie cose strane, come leccare le porte. Riesce a vedere sempre il lato positivo di ogni cosa, eppure i suoi occhi possono diventare seri in un battito di ciglia, velandosi di tristezza e rabbia. Due sentimenti che prova e cerca di nascondere come facciamo noi: il suo realismo e le sue vulnerabilità lo rendono estremamente umano. Più degli stessi uomini.

Del loro destino Ten si è interessato più di ogni altra incarnazione. Attraverso di lui capiamo la responsabilità che comporta essere l’ultimo della sua specie – anche grazie alle memorabili e toccanti interazioni con il Maestro – e che vuol dire lasciare i propri compagni quando invecchiano. Perché ha imparato ad amarli profondamente, soprattutto e grazie a Rose: il loro addio è stato il momento più romantico e struggente di Doctor Who. Struggente tanto quando l’apice che raggiunse poco prima della sua rigenerazione, quando pronunciò le parole: “I don’t wanna go”.

E qui il mondo si divide in due: chi piange fiumi di lacrime e chi mente.

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Scritto da Chiara Manetti

Amo scrivere; è la mia passione più grande. Datemi due personaggi e vi monto una storia in un baleno. Mi considero da sempre una scrittrice, anche se non ho mai pubblicato niente.
Amo le serie TV. Le ho scoperte quasi per caso ma, da quando l'ho fatto, non le ho più abbandonate. Ne divoro non so quante a settimana, al mese, all'anno.
Quindi che fare con due passioni come queste? La risposta è semplice: le ho unite. Ho fatto bene? Ovviamente. Il risultato? Beh, quello me lo dovete dire voi.

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