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L’oro nero di Dexter Morgan

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Camicie a fiori, barche (da cui ogni tanto piovono cadaveri), tanto sole e… sangue. Ecco la Miami di Dexter Morgan. Tutto parte dalla sigla: rilassata, allegra, ma con una nota di mistero, proprio come la popolare città della Florida.

In Dexter nulla è lasciato al caso. E così, oltre ai personaggi, anche le ambientazioni acquisiscono significato, rivelando un tesoro di “oro nero”. Tutto luccica nella Miami di Dexter. Fa sempre caldo (o piove), ma questa brillantezza è solo una copertura: la città sembra essere la casa perfetta per serial killer, stupratori e criminali di ogni genere. Ma Miami ha una carta da giocarsi che gli altri luoghi del mondo non hanno: Dexter Morgan, un antieroe dalla doppia vita che uccide tutti i cattivi.

Attenzione: sono in arrivo sanguinosi omicidi e alcuni spoiler (specie sul finale)!

Dexter Morgan: è lui l’oro nero di Miami

Dexter

La contraddittorietà tra il sole e l’ombra della città di Miami si sposa perfettamente con il personaggio di Dexter Morgan, in cui convivono un involucro fatto d’oro e di luce, un’anima nera e una piccola scintilla nascosta. All’apparenza Dexter è un uomo normale e tranquillo, con un lavoro un po’ particolare. Il suo compito, infatti, è quello di analizzare le tracce di sangue sulle scene del crimine. E fin qui tutto bene. Non solo la sua carriera come ematologo forense in polizia procede a gonfie vele, ma anche la sua vita sentimentale sembra andare alla grande: Dexter fa coppia fissa con la dolce Rita, madre di due figli e con alle spalle una brutta esperienza di violenza domestica. Anche l’aspetto familiare sembra essere a posto. Dexter, rimasto orfano all’età di 3 anni, è stato adottato dal sergente Harry Morgan della polizia di Miami e ha in questo modo acquisito una sorella, nonché una preziosa alleata e amica: Debra.

Il lavoro, l’amore e la famiglia sono però solo una facciata.

L’anima di Dexter venne tinta di nero e di sangue da un episodio traumatico: l’omicidio della sua vera madre. Fu da una pozza di sangue materno che Harry Morgan tirò fuori il piccolo Dexter, evitandogli il triste destino che sarebbe invece toccato al fratello Brian (il futuro Killer del Camion Frigo). Il suo salvataggio da parte di Harry non fu però sufficiente a impedire a Dexter di crescere sviluppando un profondo istinto omicida. Rendendosi conto che suo figlio era uno psicopatico e non poteva reprimere le sue pulsioni, Harry fece suo il compito di addomesticare l’anima nera di Dexter, occultandola sotto una luminosa e “normale” corazza d’oro in stile Miami. Così Dexter è diventato un serial killer con un codice morale: uccide solo assassini, stupratori e pedofili e vive fingendo (ma non del tutto) di provare affetto per i suoi familiari, i suoi amici e la sua fidanzata.

Quella di Dexter non è una missione, un desiderio di “ripulire” il mondo, come quella del protagonista di Death Note Light Yagami (abbiamo approfondito qui le differenze tra i due “giustizieri”), ma una semplice necessità. Dexter non può vivere senza uccidere, preleva dei souvenir dalle sue vittime (gocce di sangue conservate in vetrini da laboratorio) e agisce in modo preciso, metodico e organizzato. Sembriamo di fronte a un vero psicopatico, un’anima perduta e senza speranza che non prova rimorso, amore o sentimenti di alcun tipo. E invece non è proprio così. In Dexter noi spettatori, nel buio, cogliamo una scintilla: la speranza che in quest’uomo ci sia qualcosa da salvare.

La scintilla nel buio

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Perché amiamo tanto Dexter e non riusciamo a condannarlo anche se si tratta del Macellaio di Bay Harbor? La risposta è molto semplice, nonostante ci siano tante implicazioni di natura etica. Quando guardiamo una serie tv siamo portati a volere che il cattivo venga sconfitto. E se confrontiamo Dexter Morgan con gli altri cattivi della serie come Trinity (che odieremo per sempre per aver ucciso Rita) o il visionario Killer del Giorno del Giudizio, il suo personaggio non ci sembra così perfido. In fondo uccide altri assassini (mica la brava gente!) e protegge i suoi “cari”.

L’oscuro passeggero di Dexter viaggia sempre con lui, ma non invade completamente la sua anima e noi lo capiamo presto: ecco perché è difficile categorizzare Dexter come un autentico psicopatico. L’ematologo forense della polizia di Miami cresce nel corso della serie, fino ad arrivare alla consapevolezza di poter amare (anche se a suo modo). Proprio per questo, sentendosi responsabile della morte della sorella Debra (di cui ancora non riusciamo a capacitarci a distanza di 8 anni), Dexter deciderà di fingere la sua stessa morte e lasciare suo figlio nella mani della donna che ama, Hannah.

Ok, lo sappiamo, affidare il proprio bambino a una pazza avvelenatrice non è proprio una decisione da padre saggio. Ma perfino le persone “normali” sbagliano, figuriamoci uno come Dexter Morgan.

Quando il comico si mescola al tragico e diventa spettacolo

Molti di noi ancora rideranno ripensando ad alcune delle più belle scene di Dexter. Nella serie, infatti, tutto scorre in una fantastica alternanza tra tragedia e risata, tanto che spesso i confini si perdono e riusciamo a ridere, senza troppi sensi di colpa, per qualche criminale di fantasia, legato, “incellofanato” e infine giustiziato dalle abili mani di Dexter Morgan. Una scena esilarante avviene nella quinta stagione: uno dei prigionieri di Dexter scappa dall’auto completamente coperto di cellofan e il nostro serial killer preferito è costretto a organizzare una scena del delitto piuttosto singolare, che verrà interpretata da Masuka come un esperimento sessuale sfociato nella mummificazione.

Masuka: Io ho la spiegazione. Due parole: autoerotismo, mummificazione. Attenti: l’uomo di plastica spara a Capitan mutande insanguinate mentre quest’ultimo gli stringe il collo con tutto il peso del suo corpo (…) L’asfissia accresce il piacere ma al contempo ha i suoi rischi.

Debra: Ma che strac**** di porcata è successa qui?

Vince Masuka.

Dexter è un dramma dolce e amaro, con non pochi spunti comici. A incarnare la luce, in questo è senso, è Debra Morgan: il disastro, il maschiaccio, la donna dalla parolaccia facile e che parla come mangia, senza alcun filtro. Debra risulta il personaggio che più di tutti è capace di portare sulla scena allegria e spontaneità, ma anche una certa dose di tormento. È proprio Debra, infatti, la perfetta incarnazione dell'”oro nero” di Miami: la stella che brilla di più, ma che è destinata a cadere per aver brillato e amato troppo. Dopo aver scoperto il segreto del fratello e aver ucciso LaGuerta per proteggerlo, Debra comincia man mano a perdere quella luce che la contraddistingueva e che ce l’aveva fatta amare fin dalla sua prima comparsa.

Con la morte di Debra, la serie ha chiuso i battenti nel 2013. Da poco è stata però annunciata l’uscita di un revival e tutti non fanno che chiedersi: Jennifer Carpenter tornerà nei panni di Debra Morgan? Per noi fan, senza di lei, l’oro nero di Dexter brillerebbe un po’ meno.

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Scritto da Alba Marini

Scrivo per vivere, vivo per scrivere. Tra una pausa e l’altra faccio indigestione di dolci e serie tv.

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