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I cinque momenti più emozionanti di Death Note

Attenzione spoiler: nel seguente articolo sono presenti riferimenti al finale di Death Note.

Death Note rappresenta ancora oggi, nel panorama delle serializzazioni dei manga giapponesi, un piccolo capolavoro meritevole di una visione attenta (qui parliamo del suo attesissimo ritorno). La storia ci porta a conoscere uno studente (Light Yagami) che viene in possesso di un quaderno, il Death Note, capace di seminare morte nel suo mondo. L’iniziale scetticismo del giovane diviene poi smania e sete di un potere usato a danno dei criminali, al fine di creare un mondo migliore, libero da ingiustizie. A contrastare però la sua opera sarà Elle, un giovanissimo e geniale investigatore, che tenterà di smascherare “Kira” rendendogli il compito sempre più difficile.

Light Yagami - Death Note

Death Note si distingue per la sua capacità di coinvolgimento totale, che pochi altri possiedono, regalandoci momenti di estrema suspense, emozione e adrenalina che ci rapiscono e ci spingono a parteggiare ora per un personaggio ora per un altro.

Ecco quindi i cinque momenti più emozionanti della serie:

1) La passeggiata con Naomi

Death Note

Light, dopo aver avuto conferma del funzionamento del Death Note, decide di sperimentarne le potenzialità e i limiti per mettere in atto un piano e conoscere l’identità dell’uomo che si è messo sulle sue tracce. In questo modo riesce a conoscere il nome del giovane agente dell’FBI che lo sta pedinando, Raye Penber. Il suo obiettivo è ormai raggiunto. Tuttavia egli deciderà di non scriverlo immediatamente sul quaderno della morte così da allontanare ogni sospetto. Tornato a casa, Raye Penber racconterà alla sua ragazza l’accaduto; lei, essendo un’ex agente del Bureau in congedo, per deformazione professionale inizierà a nutrire sospetti e fare congetture. Light, dopo l’avvenuta morte dell’uomo, incontra casualmente una donna, Maki. Parlandole, il giovane scopre si tratta della fidanzata di Raye e che ha intuito che Kira può uccidere anche con modalità diverse da quelle già note.

E veniamo finalmente, dopo questo doveroso preambolo, al momento della passeggiata sotto il cielo terso e cupo che coinvolge i due.

Light capisce che questa donna è troppo pericolosa e inizia ad escogitare un piano per poter evitare che vada alla polizia per riferire le conclusioni a cui è giunta. L’estrema e apparente calma che Light tenta di mantenere durante i dialoghi con la donna è straordinaria.
La voce di Ryuk fa da sottofondo continuo e sembrerebbe poterlo distrarre ma in realtà le capacità di Light di rimanere lucido vanno ben oltre questa fastidiosa distrazione. Ecco che Light pensa di aver finalmente conosciuto il nome della donna e si appresta a scriverlo su un piccolo pezzo di Death Note. La sua morte però non avviene come previsto e allora i pensieri di Light si affollano, un panico che però prende forma solo dentro di sé e che riesce a non far trapelare.

E mentre lo shinigami lo tenta proponendogli uno scambio che gli permetterebbe di conoscere con un solo sguardo il nome della donna e di qualunque altro essere umano in cambio della metà degli anni di vita che gli rimarrebbero, il tempo scorre. Le possibilità che la donna giunga a destinazione crescono. Percepiamo il rumore dei pensieri di Light che si arrovellano senza sosta per trovare il modo per scoprire l’identità della donna, senza indurla a dubitare proprio di lui, e così impedirle per sempre di rivelare ciò che ha dedotto. Facendo leva sulla volontà di quest’ultima di dare la caccia a Kira e vendicare così la morte del suo ragazzo, Light riesce
a conoscere il nome della donna
, Naomi Misora.

Il nome è ormai scritto e lo sguardo di Light insiste sull’orologio in attesa che il quaderno faccia effetto. Il suo destino è segnato. Gli occhi della donna sono sbarrati dopo la confessione del ragazzo che le rivela di essere Kira. Mentre, in quelli malvagi di Light, arde la sete di vittoria. Intanto seguiamo la triste camminata della donna che si allontana andando incontro alla sua morte.

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