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Criminal Minds – L’inizio della fine

Criminal Minds

È tornato Criminal Minds. È tornato sì, ma per l’ultima volta. Dopo la bellezza di quindici stagioni, un’altra serie che ha lasciato una grande impronta nel genere crime, sta giungendo al termine. Nessuna speranza per un rinnovo, le avventure della squadra di analisi comportamentale dell’ FBI si concluderanno quest’anno.

La scorsa stagione è terminata lasciandoci con due grandi storyline incompiute. Da una parte, quella più strettamente legata al genere crime, l’indagine irrisolta di un terribile serial killer inarrestabile che diventa l’ossessione di David Rossi. Dall’altra, una storyline apparentemente più leggera, più frivola, quella romantica che vede coinvolti Spencer Reid e Jennifer “JJ” Jareau.

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La quindicesima stagione, si apre proprio con il filone narrativo dedicato al serial killer ricercato. Mentre tutta la squadra è al baby shower organizzato da Matt Simmons e sua moglie, Rossi è sulle tracce di quel criminale che lo ha aggredito e che non è riuscito a catturare: Everett Lynch. Ci si presenta davanti un Rossi assai diverso da come lo conosciamo. Un Rossi decisamente rapito e, in qualche modo, incastrato in questo caso. Così preso che per un attimo ci chiediamo se non abbia perso il lume della ragione.

Esattamente come Prentiss, cominciamo a dubitare della sua capacità di ragionare lucidamente. Fino all’ultimo secondo ci sembra completamente assetato di giustizia. E con questa performance, Joe Mantegna, ancora una volta, ci dà prova di essere un ottimo attore. Ci ha fatto credere fino all’ultimo secondo di non essere più affidabile, di aver raggiunto la data di scadenza. Per gran parte dell’episodio mi sono chiesta se non fosse arrivato, per lui, il momento della pensione. E, probabilmente, ho pensato che sarà così che si concluderà la serie. Ma di questo parleremo dopo.

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Rossi dimostra, agendo da solo, di non aver perso completamente la ragione e di essere, anzi, molto più attento e capace di gestire i suoi impulsi di quanto si creda. Nonostante il suo pensiero fisso, è stato in grado di guardare oltre e di notare ciò che nessun altro aveva notato. È il primo a capire il nesso tra gli omicidi del primo episodio e Everett Lych. Se gli avessero dato ascolto, probabilmente non avrebbero sparato a JJ (facendomi perdere dieci anni di vita) e gran parte della gente morta nel secondo episodio sarebbe ancora viva.

Il che ci porta brevemente a parlare di un altro argomento: la relazione tra JJ e Reid. Nel finale della scorsa stagione, JJ fa una rivelazione del tutto inaspettata, che quasi ci ha fatti cadere dalla sedia. Ama Reid. Dall’istante in cui ho cominciato a guardare Criminal Minds, ho shippato la Jeid (questo è il nome del loro pairing). Non volevo che accadesse, ma come succede sempre in questi casi, non sei tu a scegliere la coppia, è la coppia che sceglie te.

Immaginerete quanto abbia esultato nel momento in cui la Jareau ha pronunciato quelle parole. Nel mio cuore c’era il carnevale di Rio. La quattordicesima stagione di Criminal Minds, però, si conclude lasciandoci con un grande interrogativo: JJ diceva sul serio oppure ha mentito per salvarsi la vita in una situazione che necessitava di cogliere di sorpresa il collega?

Abbiamo dovuto aspettare mesi, ma finalmente lo sappiamo. JJ non mentiva. Ma, nonostante dichiari che Spencer sia e sarà per sempre il suo primo amore, ama anche suo marito Will. Sì, questo è stato il momento esatto in cui ho sentito il mio povero cuoricino frantumarsi in migliaia di pezzi. E potrei non averla presa benissimo ed essermi ritrovata a scrivere tweet poco eleganti nei confronti degli sceneggiatori che affermavo avessero rubato quindici anni della mia vita a sperare e tifare per questa coppia che non vedrò mai diventare canon.

Avrei dovuto sperare più ardentemente che il buon vecchio Will facesse una brutta fine qualche stagione fa. Almeno così il restante 99% del pubblico di Criminal Minds (qui 10 cose che rischi di fare se la guardi troppo), a cui JJ e Reid come coppia non piacciono, si sarebbe dimostrato più disposto ad accettarli. Forse dovrei solo mettermi l’anima in pace…

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C’è stato un altro momento chiave in questi due episodi iniziali, un altro colpo di grazia per il bel Spencer Reid. C’è il ritorno di una nostra vecchia conoscenza, un ritorno che ha alzato il livello del secondo episodio, un po’ piatto. Torna Diana Reid, torna per poco, torna finché la sua malattia non la divorerà completamente, ma c’è. E, come Spencer, siamo rimasti tutti a bocca aperta davanti a questo sviluppo inaspettato.

La mamma di Spencer soffre di schizofrenia e, allo stesso tempo, di una malattia neurodegenerativa che è progredita inevitabilmente nell’Alzheimer. Il ritorno di questo personaggio, così come temporaneamente della sua memoria, costringe il dottor Reid a fare i conti con se stesso e con il suo futuro.

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Ecco, questo è un espediente che ho apprezzato particolarmente. Gli sceneggiatori hanno utilizzato la storyline di Diana per condurre Spencer verso l’accettazione della sua condizione di stallo. Lui che si è sempre identificato come il figlio di Diana e come colui che avrebbe aspettato JJ, realizza di dover andare avanti. Perderà sua madre definitivamente e inevitabilmente nel momento in cui la malattia la divorerà e non può continuare a vivere aspettando il giorno in cui la sua migliore amica sarà pronta a cominciare una vita con lui, perché potrebbe non succedere mai.

Spencer deve essere qualcuno indipendentemente da sua madre o JJ. Quella con Diana è stata senza ombra di dubbio una delle scene più belle e emotivamente forti dell’intera season premiere. Sarà la bravura di Jane Lynch o quella di Matthew Gray Gubler, ma sono riusciti a farmi emozionare. Il loro è un addio in tutto e per tutto. Entrambi sono consapevoli che quel momento di lucidità finirà e c’è poco tempo per stare effettivamente insieme.

Considerati i primi due episodi è ancora difficile capire in quale direzione andrà Criminal Minds in questa ultima stagione. Di una cosa sono certa, l’Unità di Analisi Comportamentale non può essere smembrata o chiusa. Non è questo il finale che voglio. Avrebbe più senso se i suoi membri venissero mandati in giro per gli Stati Uniti a formare nuove unità della stessa squadra. Così rimarrà viva la speranza di un loro possibile ritorno.

Come dicevo a inizio articolo, credo proprio che il caro e buon vecchio Rossi andrà in pensione o tornerà a dedicarsi alla scrittura, pubblicando nuovi libri e magari tenendo seminari in giro per il paese. Mi aspetto lo stesso per il dottor Reid, senza la parte della pensione ovviamente. Da genio qual è me lo vedo impegnato nell’insegnamento, che sia alle reclute dell’FBI o in qualche Università, è quello il suo habitat. Vedo JJ a capo, finalmente, di un’ unità tutta sua e Prentiss ottenere un ruolo ancora più prestigioso di quello che già ricopre.

L’unica che non so dove collocare precisamente è Penelope (qui le sue 10 frasi migliori). Il tecnico informatico più amato della televisione è un personaggio estremamente particolare eppure molto abitudinario. Probabilmente sarebbe l’unica a restare a Washington e a continuare a lavorare per l’Unità di Analisi Comportamentale di quella sede dell’FBI. Non me la vedo pronta a nuovi incarichi e nuove posizioni.

Non ci resta che continuare a guardare questa quindicesima stagione, godendoci ogni singolo episodio in vista della fine.

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Written by Fabiana Fanelli

La mia vita è un pendolo che oscilla tra una serie tv e l'altra. Tutto sommato mi è andata bene, pensate se oscillasse tra dolore e noia!
Ricordate: "Life's too short to be serious" (La vita è troppo breve per essere seri)

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