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Walter White ne ha “ucciso” uno di troppo

Walter White

Siamo consapevoli, guardando una Serie Tv come Breaking Bad, che il confine tra giusto e sbagliato è sottile e che ha un aspetto marginale rispetto allo sviluppo della trama. È anche per questo che riusciamo a creare empatia con i protagonisti a prescindere dall’efferatezza o dalla moralità dei gesti che compiono. Walter White è sicuramente uno dei personaggi del piccolo schermo che maggiormente divide gli spettatori. Non si può non apprezzare la sua arguzia, la tenacia e il sangue freddo che ha dimostrato di possedere. Ma c’è un lato oscuro in colui che bussa e abbiamo imparato ad amarlo come parte di lui, accettando tutto quello che ne è derivato come conseguenza inevitabile.

Abbiamo visto Walt pronto a tutto per salvare il salvabile. Per lui chiunque è sacrificabile in favore del suo progetto e fargliene una colpa per i fan di Breaking Bad è pressoché impossibile. Ma tra tutti i crimini e gli omicidi compiuti o progettati dal Professor White, a sconcertare molti fan della Serie Tv, è stato quello che lui non ha commesso.

Gli ultimi minuti della 2×12 sono impressi nella mente degli spettatori e hanno portato molti di loro a biasimare Walter White, per una volta, a causa di un gesto non compiuto.

Walter White

Jane aveva 27 anni. E Jesse l’amava disperatamente. Un amore tossico a tutti gli effetti, che dopo un anno di sobrietà aveva spinto di nuovo la giovane nel baratro della tossicodipendenza. Walt e Jesse avevano appena chiuso l’affare più importante della loro vita, che aveva fruttato loro quasi mezzo milione di dollari a testa.

Una cifra del genere nelle mani di qualcuno con gravi problemi di dipendenza potrebbe essere un biglietto di sola andata verso la morte, questo è chiaro. Proprio per questa ragione Walt aveva preso la parte di Pinkman introducendosi in casa sua di nascosto. Perché aveva sviluppato un bizzarro senso di protezione verso il suo giovane “socio”. Nella certezza di compiere il bene di Jesse, nell’episodio Phoenix, Walter valicherà l’ennesimo confine etico. E non a cuor leggero.

Jane era di troppo in questa equazione. Dopo che Jesse strafatto le aveva confessato l’ammontare della cifra che il suo “socio” aveva sottratto da casa sua, lei aveva pensato bene di ricattare Walt per farsi restituire i soldi. Soldi che sarebbero potuti finire tutti nelle vene dei due giovani innamorati, questo lui lo sapeva bene. Per questo motivo dopo aver ceduto al ricatto di Jane e aver accettato di restituire  i soldi sottratti a Jesse, vediamo un Signor White pensieroso e meditabondo.

Pinkman

Seduto al tavolo di un bar con l’aria corrucciata, Walt affronterà un discorso da padre a padre con un uomo, senza sapere che, di fronte a lui, c’era il padre di Jane. Un uomo disperatamente impegnato e coinvolto nella rehab della figlia.

Nel frattempo Walter è diventato padre per la seconda volta di una bellissima bambina, che guarda con occhi disperatamente innamorati.

Mentre sua cognata Marie sta coccolando la piccola nella culla, Walt le spiega premuroso che è più sicuro tenerla sdraiata sul fianco dopo la poppata, per evitare che un rigurgito possa soffocarla.

Gilligan e la sua ironia! A rivedere questa scena, consapevoli di come l’episodio terminerà, il sangue si ghiaccia nelle vene. Walter, infatti, quella stessa sera si introdurrà in casa di Jesse. Lo farà per convincerlo a ripulirsi e a non spararsi mezzo milione di dollari in vena, senza sapere che quella decisione era già stata presa dalla coppia. Quella sera, infatti, doveva essere l’ultima notte di bagordi prima della riabilitazione.

Ma Jesse e Jane, troppo fatti per svegliarsi nonostante i ripetuti solleciti di Walt, continueranno a dormire. Un piccolo movimento sta per innescare delle tragiche reazioni collaterali. Jesse, girandosi nel letto, spingerà Jane in posizione supina. Walter sarà l’unico, pochi secondi dopo, ad accorgersi che lei ha appena vomitato e che sta per soffocare. Sulle prime lo vediamo precipitarsi preoccupato dal lato del letto dove si trova la ragazza. Poi un lampo gli attraversa il viso e si blocca.

Walter White ha assistito inerme alla morte per soffocamento di una ragazza che aveva tutta la vita per rimettersi in sesto e ripulirsi di nuovo. Fino all’ultimo spasmo mortale di Jane, lui l’ha fissata con occhi gelidi. Accecato dalla sua volontà di aiutare Jesse affrancandolo da quell’amore tossico, Walt ha deciso che lei sarebbe dovuta morire. Per questo motivo lo abbiamo visto bloccarsi e tornare sui suoi passi.

Quando ormai era chiaro che Jane fosse morta, Walter ha iniziato a piangere.

Incredulo per quanto appena successo ma senza mostrare alcun rimorso. Ecco la complessità di un personaggio come Walter White, espressa magistralmente.

L’omissione a volte diventa peggiore di un atto materialmente compiuto. È questo che risulta difficile da mandare giù a molti appassionati del capolavoro di Vince Gilligan. La morte di Jane non era strumentale al compimento del progetto Heisenberg. Jane non era uno dei criminali con i quali Walt aveva avuto a che fare negli ultimi mesi; la sua morte non l’ha arricchito. Lei era solo una giovane fragile ragazza amante dell’arte e delle bellezze del mondo ed è morta in modo atroce sotto gli occhi di qualcuno che poteva aiutarla ma che, convinto di sapere cosa fosse meglio per Jesse, l’ha lasciata morire.

Pinkman uscirà devastato dalla perdita di Jane. Il senso di colpa per quell’ultima notte di bagordi non lo abbandonerà mai. Almeno fin quando Walter non deciderà di confessargli che lui era lì quella notte e che aveva deliberatamente deciso di non fare niente per aiutare Jane.

Confessione che giungerà quando i rapporti tra i due “soci” saranno talmente incrinati da portare Walter a decidere di far uccidere Jesse. In quel momento capiamo che per lui il bene del ragazzo non conta più nulla e che la morte di Jane è stata totalmente inutile. Una decisione arbitraria e incoerente che doveva e poteva essere evitata.

Il titolo italiano di Breaking Bad, Reazioni collaterali, trova nell’episodio Phoenix la sua massima giustificazione.

La morte di Jane, infatti, darà vita a sua volta a una serie di eventi drammatici. Suo padre infatti, disperato per la morte della sua giovane figlia, avrà una distrazione fatale durante il suo lavoro alla torre di controllo di un aeroporto. Distrazione che costerà la vita di numerose persone in un disastro aereo che sconvolgerà Albuquerque.

registi

Nessuno si sognerebbe mai di biasimare Walter White per la morte di Tuco o di Krazy-8.

Si trattava di criminali fuori controllo e il principio “Mors tua vita mea” è sempre valido in Breaking Bad. Ma Jane stava facendo del male solo a sé stessa. Offuscata da una fragilità che l’aveva resa inaffidabile, certo, ma non pericolosa.  L’omissione dietro la morte di Jane è più grave di ogni altro crimine compiuto da Heisenberg, perché si è trattato di una scelta pregna di egoismo mascherato da interesse per Jesse.

È per questo che quel L’ho fatto per me pronunciato con onestà nell’ultimo (meraviglioso) episodio di Breaking Bad, se rapportato alla morte di Jane, suona come l’ennesimo oltraggio alla ragazza che amava Giorgia O’Keeffe.

Leggi anche – Walter White: la sua lettera a Heisenberg

Written by Sammy Morano

Scrivo per essere meno logorroica. Sogno una casa al 221b di Baker Street e una al 31 di Spooner Street. Una a Wisteria Lane, una al 7 di Craven Road e già da bambina ne sognavo una dove il cap è 90210.

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