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Breaking Bad ha un punto debole

Gustavo Fring

La premessa è d’obbligo. Io amo alla follia Breaking Bad, è la mia serie preferita in assoluto. La amo al punto tale che un giorno ho scritto questo articolo in cui farfugliavo qualcosa come ‘Breaking Bad non è una serie tv, è un’esperienza di vita!’ e blablabla. Ma amare alla follia qualcosa non significa avere il prosciutto sugli occhi. Non significa non riconoscerne limiti, errori e difetti. Ogni grande amore deve essere innanzitutto onesto. Ed il mio amore per Breaking Bad è onestissimo. Non sarà il mio sentimento a condizionare il mio giudizio su quella che ritengo forse l’unica, grande falla, di una serie altrimenti davvero perfetta. 

Perchè per il resto Breaking Bad è perfetta davvero, inutile ve lo ripeta: lo sapete meglio di me. Ma c’è quella piccola macchia grigia che non si può ignorare. Bene, dopo la foto comincia la parte SPOILER. Io vi ho avvisati.

Gustavo Fring

Forse qualcuno avrà già capito a cosa mi sto riferendo, ma andiamo al punto. Il punto (debole) di Breaking Bad è assolutamente quello che succede dopo la morte di Gustavo Fring. E’ una cosa che nessuno mi toglierà mai dalla testa.

Come è possibile che basti semplicemente eliminare il grande boss per smontare un’intera organizzazione criminale, radicata non soltanto negli USA ma praticamente in tutto il mondo?

 Questo è il vero, grande, punto debole di Breaking Bad. Non è materialmente possibile che un’organizzazione criminale forte ed apparentemente imbattibile fino a pochi giorni prima come quella di Fring venga smontata in quattro e quattr’otto soltanto dopo l’uccisione del Grande Capo. Non è possibile che non ci fosse un vice designato (e no, non era Mike il vice, Mike era uno splendido soldato, o al massimo generale), non è possibile che sia bastato far esplodere l’edificio dove era sito il laboratorio, non è possibile niente di tutto questo. Certo, un’organizzazione criminale come quella di Fring, dopo l’uccisione del capo e la scoperta dei suoi loschi traffici un contraccolpo pesante lo subisce, nessuno è qua per negare il contrario. Ma non si smonta, non è una cosa realistica.

Troppo, decisamente troppo facile l’ascesa definitiva di Walter White a re incontrastato della droga. Da ‘semplice’ chimico geniale e carismatico, a boss incontrastato del mondo della droga che si permette di andare sprezzante del pericolo in mezzo al deserto e dire davanti a criminali internazionali scafatissimi ‘Say My Name’, ce ne passa.

E certo, qualcuno potrebbe obiettare che al suo fianco aveva comunque, come alleato, lo scafatissimo ed espertissimo Mike Ehrmantraut. E va bene, ci sta, ma non può bastare. Dal momento in cui  gli autori decidono che Walt sarebbe diventato il boss della droga, è di nuovo tutto perfetto. Perfetta la trasformazione definitiva in Heisenberg, perfetta la gestione carismatica delle cose da vero imperatore che Walt aveva comunque già dimostrato, sotto sotto, di poter essere, perfetti finanche gli errori che lo porteranno poi alla rovina, frutto della totale mancanza di esperienza da capo assoluto di un sistema più grande di lui. 

Perchè chiariamo: Breaking Bad è perfetto dalla prima alla quarta stagione, senza macchie, ed è perfetto in realtà pure nella quinta stagione, quando, deciso il nuovo tema, tutto si svolge secondo un meraviglioso, geniale ed inappuntabile copione. Il problema, è che tra le perfette prime quattro stagioni e la perfetta quinta stagione, c’è questa macchia grigia, questa zona d’ombra che non può essere ignorata. 

 

‘Gus is dead’, ma non poteva morire pure la sua organizzazione in meno di mezzo secondo

Doveva esserci almeno almeno qualche difficoltà in più, una strada così spianata è oggettivamente un’esagerazione. Certo, probabilmente una soluzione diversa da quella scelta dagli autori avrebbe portato ad un finale della storia molto più macchinoso: e probabilmente gli autori ci hanno pensato, ed hanno pensato di privilegiare la fluidità sacrificando un po’ di realismo. Scelta comunque non disprezzabile, ma l’evidenza non si può negare: quello che succede tra la fine della quarta e l’inizio della quinta stagione rappresenta l’unico, vero, punto debole di Breaking Bad. 

Che per il resto, come ho scritto in un altro articolo ‘rasenta la perfezione assoluta’. Rasenta, appunto, ma non raggiunge. Perchè niente e nessuno è perfetto. Nemmeno Breaking Bad. 

 

Un saluto agli amici di Breaking Bad-Pagina Italiana

Written by Vincenzo Galdieri

Sostanzialmente scrivo baggianate, ma gli dò un tono talmente epico che a volte rischiano pure di sembrare cose interessanti

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