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Quanto è difficile coltivare un rapporto con BoJack Horseman?

BoJack Horseman
BoJack Horseman

Esistono personaggi terribilmente autentici che assumono la forma di qualcosa di assolutamente deleterio. Sono imperdonabili perché dentro di loro vivono demoni non troppo diversi dai nostri, e finiamo per odiarli riconoscendoci in loro. BoJack Horseman ne è l’esempio concreto. I suoi fantasmi lo mettono ogni giorno con le spalle al muro, rendendogli spesso impossibile la possibilità di ribellarsi a loro. Si lascia violentare da ogni particella negativa che vive nell’aria lasciandosi trasportare, senza mai imporsi. Non è facile essere BoJack e convivere ogni giorno con il buio che non fa altro che accerchiarlo. Ma oltre tutto questo esistono tutte le persone che ogni giorno fanno i conti con la sua devastata essenza. Cercano, con ogni metodo possibile, di coltivare un rapporto con il protagonista.

Cercare di non farsi male mentre si tenta questa impresa è un po’ come cercare di toccare una rosa senza prenderne le spine. Ma attorno a lui c’è tutta la buona volontà di farlo, a costo di farsi male, a costo di pungersi.

BoJack Horseman

“BoJack, zitto, zitto, zitto. Come sai, mi hai ferito. Ma poi ho capito che tu sei fatto così e sai, forse devo smetterla di aspettarmi che tu sia una brava persona, così non ci resterò male quando ti comporterai male.”

Probabilmente è proprio Tod a spiegare, con questa frase, cosa significhi davvero avere un rapporto con BoJack: non aspettarsi mai nulla, ed essere pronti a tutto. Perché potrebbe essere con te e sempre accanto per tanto tempo, per poi sparire senza un perché o una motivazione. Avrà bisogno dei suoi spazi e della sua solitudine per cercare, il più possibile, di comprendersi e non sarà sua premura avvisare. Chi gli sta accanto sarà costretto a comprendere la sua assenza nel momento esatto in cui questa si presenta, e questo significherà a tutti gli effetti avere un rapporto con lui, e arrendersi all’idea di doversi abituare a tutto questo.

Non è mai stato semplice per nessuno coltivare qualcosa con BoJack Horseman, lo stesso che scappa da ogni cosa ma non riesce a chiuderla. Si perde dentro i rapporti decidendo che questi debbano rimanere intatti nonostante la sua assenza non mettendosi mai dall’altro lato: dalla parte di chi rimane. Non è colpa sua. Lui non pensa alle conseguenze che possono avere le sue azioni nelle vita delle persone, cerca solo di viversi i suoi fantasmi in solitudine e senza proclamare al mondo le sue crisi interiori. Ma il mondo che ha attorno le conosce già, perché i suoi silenzi hanno sempre parlato al suo posto. Ed è così che ha portato molti dei suoi rapporti alla fine, distruggendoli. Non tutti possono accettare di vivere un rapporto, di qualsiasi natura sia, in questi termini. Accettare una cosa del genere significa dichiarare la propria entrata in guerra: una lotta perenne contro la sua presenza seguita solo dalla sua assenza.

Una parte di lui sa quanto stargli accanto non sia semplice e quanto molto spesso le persone a lui care lottino con se stesse per dargli un’altra possibilità, una nuova chiave di lettura che possa difenderlo da tutte le sue indelicate mancanze. Ma a volte è difficile.

BoJack Horseman

È impensabile cercare di fare un progetto con BoJack, cercare di vedere oltre l’ora successiva. Non sai mai come andrà, se ci sarà, se ha ancora voglia di stare con te, se non ti ha già abbandonato lasciandoti sola nel vostro rapporto. Ma al tempo stesso, nonostante ciò, tutto questo chiasso è prodotto e diretto dal silenzio.

Non è semplice coltivare un rapporto con BoJack Horseman e questo lo sanno bene tutte le persone che sono riuscite, nonostante tutto, a rimanere facendosi carico di qualsiasi gesto disperato e instabile. Probabilmente non sarà mai possibile concretizzare la stabilità: non è una di quelle persone che ti raccontano la vita pensando al futuro, perché per BoJack il futuro non esiste. E se non riesce a immaginare un futuro neanche per se stesso, come può farlo per i suoi rapporti? Questi hanno solo il destino di essere un dettaglio di cui lui non può farsi carico e che vivrà sempre e solo godendosi quel momento. Il punto cruciale non sono mai i suoi sentimenti – lotta, nonostante tutto, contro la sua apatia – ma il suo modo di usarli. Essere importanti per lui non autorizza nessuno a poter immaginare il futuro, a poter pretendere la normale successione degli eventi di un legame. La vera mappa mentale del cuore di Horseman è traducibile solo con una presa d’atto, come se lui dicesse: si, mi sono legato. Ma con questi sentimenti non so che farmene. Ed è una verità, non sa mai come utilizzarli, come voler bene a qualcuno senza ferirlo. Ha devastato Tod e ha cercato di fare lo stesso con Diane, ma lei non l’ha mai realmente permesso. Gli è stata accanto, è stata complice di un rapporto che alla fine dei conti riusciva ad aiutare entrambi, ma non si è mai fatta travolgere da questo. Le bastavano i suoi fantasmi.

Chi proprio non è riuscita a fare i bagagli prima ancora di venire investita dall’essenza devastante di BoJack Horseman è Princess Carolyn.

La donna dai baffi rosa conosceva tutte le prevedibili difficoltà di questo legame, della possibilità di perdersi in qualcosa che l’avrebbe devastata passo dopo passo. Ma lei non è una personaggio qualunque, riesce a perdersi dentro le cose conservando comunque la sua integrità e nonostante sia stato estremamente difficile, riesce a salvarsi anche da lui. Non l’ha mai davvero abbandonato, gli è stata accanto con la giusta distanza di sicurezza attenta a non ricadere dentro una pozzanghera da cui non era ancora completamente uscita. Princess Carolyn è una crocerossina, s’illude di poter salvare chi non vuole salvarsi, spera di poter fare la differenza.

Ma poi lo capisce, arrivando al verdetto finale soltanto alla fine della serie: dalle cose bisogna salvarsi da soli, proprio come aveva sempre fatto lei. Non ha mai dato i suoi pesi al cuore a nessuno, e se era riuscita lei perché BoJack non poteva fare lo stesso? D’altronde ogni sua crisi non era una richiesta di aiuto, era un suo momento privato che doveva affrontare e vivere in solitudine, e nessuno doveva entrare dentro questa sfera. La sfera di BoJack Horseman.

Non sarà mai una promessa e non sarà mai un addio. Saranno ferite ma saranno anche carezze. Le delicatezze di Horseman sono rare e proprio per questo chiunque le riceva vive un attimo di tremore, non riesce quasi a crederci. Ogni mano tesa da lui è il simbolo di un amore dimostrato nel modo in cui riesce meglio, e anche se a volte non è abbastanza si riesce ad apprezzarne lo sforzo. Ci sono momenti che nessuno delle persone con cui ha avuto un rapporto riuscirà a dimenticare facilmente, perché la sua presenza – così altalenante – vive in quell’attimo esatto rendendolo indefinito, e infinito. Chiunque abbia avuto a cuore BoJack Horseman è condannato a rimanergli legato anche se è stato ferito e disintegrato, anche se oramai ne è lontano.

Prima di addentrarsi in questo rapporto bisognerà pensare, fermarsi un attimo, pensarci bene ancora una volta e poi decidere. Ma se la risposta sarà si, allora non si potrà mai più tornare indietro. BoJack Horseman ti rimane dentro.

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Scritto da Annalisa Gabriele

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