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Big Little Lies: le bugie hanno vita breve

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Nella prima puntata si introduce lo stile narrativo di Big Little Lies, composto da due filoni narrativi: il presente, che ci introduce nelle vite di queste donne, e il futuro, che ci viene mostrato attraverso dei flashforward. Notiamo un continuo alternarsi di presente/futuro, in cui traiamo informazioni sul lato superficiale delle tre protagoniste. Madeline Mackenzie (Reese Whiterspoon) è una mamma energica, divorziata e con due figlie, che si occupa di teatro part-time. Celeste Wright (Nicole Kidman) è madre di due gemelli e rappresenta la moglie americana perfetta: bella, che si prende cura della famiglia e adorata dal marito. È forse il personaggio più intrigante, tra le tre, perché la sua perfezione si scontra con il suo carattere freddo. Ed ecco che salta la prima bugia volta far sembrare tutto idilliaco: il marito (Alexander Skarsgård) nasconde un’ossessione morbosa che lo porta ad abusare di Celeste.

Infine c’è Jane Chapman (Shailene Woodley) la nuova arrivata a Monterey, subito guardata con diffidenza perché madre single. Inoltre, finita la prima giornata di scuola dei bambini, accade qualcosa che la riguarda da vicino.

Big Little Lies

La maestra riunisce tutti i genitori, con i rispettivi figli, per un’importante questione. La figlioletta di Renata, donna in carriera alla Paypal, è stata aggredita in modo molto violento (tanto da lasciarle segni sul collo) da un bambino. Ed ecco che ci viene presentata la genesi, l’evento primo da cui è scaturita la storia che ci condurrà al tragico evento. Il tutto confermato nei ciclici flashforward.

Ma la faccenda che più mi ha creato stupore è la modalità orribile con cui la maestra cerca di risolvere la questione. In sostanza, quando la bimba indica il figlioletto di Jane (che tra l’altro ha un bellissimo nome, Zigghy) come aggressore, il piccoletto viene marchiato come “violento” da tutte le altre madri. Si creano così due fazioni: chi a difesa di Ziggy e chi contro. Tutto ciò incide su Jane e le fa dubitare del figlio, sopratutto per gli eventi passati. Infatti si suppone, attraverso delle scene molto particolari, che il bambino sia stato concepito in seguito ad uno stupro, quindi il dubbio della madre è che il figlio possa avere le stesse tendenze violente del padre biologico.

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Pian piano, le piccole bugie che sorreggono le pubbliche relazioni tra i cittadini cominciano a svelarsi davanti ad i nostri occhi. Se inizialmente Celeste ci viene rappresentata come madre e moglie perfetta e con una vita perfetta, si scopre l’altarino del marito violento. Venuto a conoscenza del fattaccio a scuola, non vuole che i suoi figli frequentino Zigghy, tanto che nonostante il rifiuto deciso della moglie lui la prende di forza spaventandola.

Infine c’è Madeline, una mamma tanto forte quanto fragile. Presa da una crisi esistenziale, non riesce a capacitarsi che presto le sue figlie cresceranno e lei non avrà più uno scopo nella vita. Inoltre non sopporta che la figlia sia così in sintonia con la matrigna Bonnie, regalandoci un bellissimo discorso madre-figlia.

La puntata si conclude con il detective in cerca di informazioni sulla vittima e sul possibile assassino. Insomma, game is on! Le vicende stanno per srotolarsi sotto i nostri piedi, le bugie saranno presto smascherate e gli intrighi ci terranno con il fiato sospeso. La qualità recitativa è alta, la regia è dello stesso livello, perciò non vi nascondo che mi aspetto molto da questo telefilm. Non voglio si riveli essere un Pretty Little Liars per adulti. Sopratutto perché HBO è ormai sinonimo di qualità.

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Scritto da Sara Marzocchi

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