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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Apple TV è da anni una delle protagoniste indiscusse del panorama seriale internazionale. Onnipresente nelle nostre classifiche mensili dedicate alle migliori serie tv in onda, porta avanti quello che qualche tempo fa definimmo “un sogno fuori dal tempo” con grande coerenza. Pur non essendo presente con un numero altissimo di produzioni, ogni volta trova il modo per far parlare di sé. Non quanto meriterebbe, ma è indubbio che i riscontri positivi della critica siano il sintomo di una piattaforma che scommette tutto sulla qualità, il prestigio e l’esclusività, in linea con lo spirito di un’azienda che ha fatto di queste parole chiave un marchio di fabbrica unico e inimitabile.
Quando esce una nuova serie di Apple TV, c’è sempre un buon motivo per guardarla.
Non tutte sono all’altezza dei migliori esempi della sua linea espressiva, ma difficilmente si ha a che fare con qualcosa di poco rilevante sul piano autoriale.
Sarebbe molto interessante, di conseguenza, vederla mostrare questa sua visione anche attraverso produzioni originali italiane: si parla di serie tv in questo caso, ma altrettanto varrebbe per i film. Sì, sarebbe: pur essendo in circolazione da ormai sette anni e presente anche nel nostro Paese con la sua piattaforma, infatti, non ha mai prodotto una serie tv italiana. Ed è a suo modo un’anomalia: rappresenta, infatti, un’eccezione nel panorama dello streaming televisivo.
Pensateci un attimo: stando solo alle ultimissime settimane, la splendida Peccato di Emanuela Fanelli, “falsamente recensita” da noi di recente, sta caratterizzando peculiarmente l’offerta di HBO Max, già protagonista quest’anno (all’esordio in Italia) con produzioni notevoli come In Utero e Portobello. Prime Video e Netflix sono ancora più radicate in Italia e di recente hanno battuto colpi interessanti con la brillante Ingorgo e la seconda stagione di Maschi Veri. Disney+ e Paramount+ hanno a loro volta scommesso a più riprese su serie originali italiane, chiudendo in qualche modo il cerchio.
Tra le principali piattaforme di streaming presenti sul mercato italiano, Apple TV è l’unica grande assente.
Ma perché? E soprattutto: a un certo punto anche Apple TV produrrà una serie italiana?
Non sarà questo articolo a offrire una risposta definitiva al riguardo: vogliamo più che altro evidenziare un’anomalia che merita alcune brevi considerazioni.
Una, innanzitutto: Apple TV non ha una catena produttiva massiva quanto altri competitor. Scommette più sulla qualità che sulla quantità, e persegue “l’evento televisivo” con una percentuale significativa delle sue proposte.
Nella sua visione, sembra piuttosto evidente che l’interesse sia più rivolto alla creazione di prodotti destinati a un pubblico globale e quindi con un potenziale internazionale trasversale, invece di scommettere con forza sui mercati locali come fanno spessissimo Netflix o Prime Video.

Questa potrebbe essere una prima parziale risposta al quesito, anche perché Apple TV ha dimostrato negli anni di voler puntare anche su realtà europee attraverso produzioni dall’appeal internazionale. Giusto in queste settimane è in onda per esempio la seconda stagione di Dov’è Wanda?, original tedesco. Negli scorsi mesi, invece, era stata distribuita la francese Carême, certificando il fatto che Apple TV non disdegni affatto l’esplorazione di realtà produttive locali anche nel Vecchio Continente.
Parliamo di Francia e Germania senza aprire il capitolo britannico: quello è un caso diverso, per molti versi meno affine a quello del nostro Paese.
Il punto, allora, potrebbe non essere la provenienza geografica delle storie, ma la loro capacità di superare i confini del mercato in cui nascono. Apple TV non sembra cercare semplicemente produzioni locali: sembra cercare storie che, pur nascendo in un contesto preciso, possano parlare a un pubblico molto più ampio.
La domanda, quindi, rimane: perché Apple TV non punta anche sull’Italia?
La questione non è ristretta a kolossal o comunque a serie prestigiose ad alto budget, affatto: la piattaforma sa scommettere ampiamente anche su storie “più piccole”, affidandosi ad autori validissimi che tengono fede al brand Apple TV con originalità e visione. Non dovrebbe essere nemmeno necessario sottolineare quanto il nostro Paese abbia da offrire da ogni punto di vista a una produzione rivolta al pubblico internazionale: abbiamo la storia che abbiamo e un presente che troppo spesso bistrattiamo, sia che si parli di artisti che di maestranze.
Incuriosisce non poco, quindi, segnalare questa assenza. L’Italia è ricchissima di storie, autori, attori e tecnici che potrebbero dare il meglio di sé in un contesto del genere.
Ci sarebbe poi un caso specifico da affrontare. Nel 2022, infatti, Apple TV entrò nel ciclo di pre-produzione di una serie tv incentrata sulla figura di Enzo Ferrari. E no, non era un semplice rumour: era un progetto che sembrava davvero prossimo a vedere la luce. I nomi coinvolti sarebbero stati di primissimo piano: Stefano Sollima alla regia, Steven Knight (creatore di Peaky Blinders) alla sceneggiatura, Paolo Sorrentino tra i produttori esecutivi e The Apartment e Indigo Film coinvolte nella produzione. Avremmo avuto a che fare con una storia dedicata a Enzo Ferrari ambientata tra il 1956 e il 1961: a quattro anni di distanza, tuttavia, non se n’è saputo più niente.
Il progetto non sembra essere andato avanti, per quanto ne sappiamo, ma a oggi non è manco mai stato cancellato ufficialmente: è entrato in un limbo in cui esiste e non esiste allo stesso tempo. È un peccato. Un vero peccato. Perché sarebbe stata una storia interessantissima per affrontare una storia italiana conosciuta in tutto il mondo, ideale per combinare competenze locali con una proiezione internazionale.
Quando Apple TV ha annunciato un progetto fortemente legato all’Italia, ha scelto una figura conosciuta in tutto il mondo, una storia dal potenziale internazionale evidente e una squadra creativa di primissimo piano. Ed è esattamente il tipo di produzione che ci aspetteremmo dalla piattaforma.
Eppure, almeno per ora, non è bastato.
Forse non sarebbe stato del tutto corretto definirla una produzione originale italiana in senso stretto, considerando il carattere internazionale del progetto, ma in ogni caso è ferma da quattro anni. Magari vedrà la luce un giorno o forse no, chissà.
Insomma, l’avete capito: non abbiamo una risposta certa da darvi. Restano la curiosità al riguardo e una supposizione. Una supposizione e una speranza: se un giorno dovesse presentarsi l’occasione giusta, Apple TV potrebbe puntare davvero su una serie italiana. E noi, a prescindere da cosa potrebbe succedere in quel senso, non vedremmo l’ora di guardarla.
Quando si ha a che fare con un “sogno fuori dal tempo”, siamo sempre in prima linea.







