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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →A partire dal 4 novembre uscirà su Prime Video The Greatest, serie tv che racconta la storia del campione di pugilato Muhammad Alì. Condensare la vita dell’atleta è un’impresa non da poco. Oltre ad aver riscritto le regole del suo sport di riferimento Cassius Clay – vero nome di Muhammad Alì – è divenuto una vera e propria icona. E la serie di Prime Video tenta proprio di cogliere la portata generale del personaggio, andando oltre il ring – per così dire – per gettare uno sguardo intimo sui primi anni di carriera dello sportivo. Per farlo Amazon ha avuto accesso – per la prima volta – a una serie di informazioni mai viste prime, considerando che The Greatest è la prima serie tv scripted autorizzata sulla vita dello sportivo, col coinvolgimento della moglie dello stesso Alì – Lonnie – nella produzione.
Grazie a Prime Video abbiamo potuto vedere in anteprima il primo episodio della serie tv e abbiamo assistito alla conferenza stampa di presentazione di The Greatest. Presenti all’evento lo showrunner della serie tv – Ben Watkins – e gli attori Giovanni Ribisi e Jaalen Best. Di seguito le parole dei protagonisti e in conclusione un parere – ovviamente senza spoiler – sulla prima puntata vista in anteprima.
The Greatest, le parole degli attori protagonisti
Apre le danze Jaleen Best, interprete di Muhammad Alì: “Questo ruolo è stato una grandissima responsabilità. La parte facile è stata quella di somigliargli fisicamente ed era già un inizio. Ci sono tante storie che hanno raccontato Muhammad Alì e queste hanno costituito delle risorse importanti per interpretare questa grande icona. Lonnie Alì è stata una persona importante, mi ha dato fiducia perché ha sottolineato la mia somiglianza con Cassius. Lei è stata molto presente, mi ha rassicurato e mi ha fatto capire di essere sulla strada giusta per realizzare la storia che volevamo realizzare”.
Tra i produttori di The Greatest figura anche Michael B. Jordan. Jaleen Best ha parlato del suo rapporto con l’attore, prezioso sicuramente nel prepararlo al ruolo da pugile visto il suo lavoro in Creed: “Micheal mi ha dato tantissimi consigli. È stato un mentore sin da subito, mi ha consentito di assumere questa responsabilità di interpretare Muhammad Alì in un modo che non avrei mai immaginato. Le chiacchierate con lui mi hanno permesso di ragionare moltissimo su questo ruolo e di lavorare al meglio”.
Best ha poi parlato dell’allenamento fatto per interpretare Muhammad Alì: “Youtube è stato il mio migliore amico. Ho visto i suoi combattenti, gli allenamenti, le interviste. Mi sono concentrato molto sulla visione dei filmati, poi chiaramente c’è stato l’allenamento nel ring con coach che hanno potuto osservare di persona Alì. La sfida è stata imparare le sue movenze, come i saltelli coi piedi sul ring. C’è voluta molta pratica, ma una volta che sono riuscito a capirne le vari componenti ho potuto dare vita al personaggio“.
Così invece Giovanni Ribisi, interprete dello storico coach di Alì Angelo Dundee: “Per me è stato facile sintonizzarmi nel ruolo del coach di Alì grazie soprattutto al grande lavoro fatto da Jaleen. È stata una gioia interpretare questo ruolo. Molto del rapporto fuori dalla macchina da presa tra me e Jaleen ha confluito anche nel lavoro davanti alla macchina da presa. Quando si interpretano personaggi realmente esistiti si rischia di cadere nella trappola di imitare semplicemente quella persona e invece bisogna accogliere la storia che si sta raccontando e insieme a Jaleen siamo riusciti a fare un grande lavoro“.

Lo showrunner Ben Watkins racconta The Greatest
Bene Watkins – showrunner di The Greatest – è andato a fondo sul lavoro realizzato: “Sapevo di dover fare qualcosa di diverso, stiamo parlando di una delle persone più famose della storia e quindi mi sono chiesto cosa potessi fare per realizzare qualcosa di fresco. Ho deciso di mostrare qualcosa di molto più intimo, scegliendo di raccontare la prima parte della sua vita. Parlando di Alì le persone vedono l’icona già sviluppata, e invece noi abbiamo cercato di mostrare il ragazzino all’inizio di quel viaggio che l’avrebbe portato a diventare Muhammad Alì.
Avere avuto la possibilità di parlare con Lonnie e altri familiari di Alì è stato molto importante. Ho potuto sapere dettagli del personaggio che nemmeno un appassionato come me avrebbe potuto sapere. Tutte queste informazioni – dalle più piccole alle più grandi come il rapporto coi genitori – sono state davvero preziose per raccontare questa storia.
La storia parte da Roma – dove Clay vinse la medaglia d’oro per il pugilato dilettantistico alle Olimpiadi nel 1960 – e nello specifico nel Colosseo, dando una direzione ben precisa al racconto. Così a riguardo Watkins: “Possiamo dire che i pugili sono come i gladiatori e sicuramente volevo sottolineare come il più grande pugile del mondo abbia cominciato la propria carriera nella culla dei gladiatori. Roma poi è una città impressionante. Lì si percepisce la grande storia e ho voluto sottolineare che la presentazione di Cassius Clay al mondo sia avvenuta proprio a Roma. La città che più di tutte dimostra quel senso di storia imperitura.
The Greatest tra l’altro è la prima serie tv che ha scene girate dentro al Colosseo e questo dimostra l’importanza che ha avuto Muhammad Alì per il mondo. Iniziare da Roma inoltre è stato importante perché facendo delle ricerche ho capito quanto quella esperienza sia importante per Cassius. Non solo per la medaglia vinta, ma perché a Roma Clay ha assaporato una vita diversa, in cui ad esempio non c’è la segregazione razziale. Cassius torna profondamente cambiato dall’esperienza romana, quell’olimpiade gli ha dimostrato un’alternativa in cui le diverse culture possono essere interconnesse e di conseguenza gli mostra la via da perseguire.
Uno sguardo al primo episodio
The Greatest si concentra sui primi anni della carriera di Muhammad Alì e si apre infatti con la vittoria dell’oro olimpico a Roma. Il parallelo tra la città eterna e la nascita del mito di Alì è davvero suggestivo. Da qui poi entriamo a fondo nella vita del giovane Clay, scaraventato dalla vittoria olimpica in una dimensione del tutto nuova.
Si capiscono immediatamente alcune direttrici del racconto. Lo sguardo intimo è immediatamente palesato, specialmente nella costruzione delle dinamiche familiari. Il rapporto di Cassius con sua madre e con suo padre e quello col fratello. Fuori dalla famiglia c’è poi la comunità, e chiaramente emerge sin da subito il tema razziale. Elemento costitutivo dell’intera figura di Muhammad Alì. L’aspetto più interessante è senza dubbio che tutte queste direttrici vengono analizzate in un momento in cui Cassius Clay non è ancora Muhammad Alì, ma un ragazzino pieno di sogni e speranze, che si affaccia sul mondo e ne intravede per la prima volta con nitidezza pregi e virtù. Il tono formativo risulta sin da subito pervadente. Quella di The Greatest non è la celebrazione di un’icona, ma è la storia di come l’icona sia potuta diventare tale.
Gli otto episodi di The Greatest usciranno tutti insieme il 4 novembre. Sarà un’ottima occasione per immergersi nel racconto non solo di un’icona dello sport, ma di una figura che ha avuto un’nfluenza culturale enorme. E le enormi possibilità concesse a Prime Video nella realizzazione di questo lavoro ci fanno ben sperare per vedere una serie tv davvero molto valida.






