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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →In occasione della Festa del Cinema di Roma abbiamo potuto assistere alla conferenza stampa di presentazione di Melania Rea. La produzione HBO Max – che continua a puntare con forza sul panorama italiana dopo il successo di Portobello e di Peccato – uscirà sulla piattaforma a partire dal 6 novembre, ma ha già cominciato il proprio percorso nella kermesse romana.
Alla conferenza stampa di presentazione di Melania Rea hanno preso parte il regista Stefano Mordini, gli attori Maria Esposito – che veste proprio i panni di Melania Rea – e Daniele Rienzo. Presenti poi anche Doriana Leondeff e Bianca Rondolino – co-creatrici della serie tv – la produttrice Simona Ercolani, la direttrice delle produzioni originali scripted di HBO Max Elettra Canovi, la presidente della fondazione Una Nessuna Centomila Giulia Minoli e la cantante BigMama, che ha realizzato il brano Cicatrice proprio per la serie tv. Di seguito le parole dei protagonisti che hanno presentato Melania Rea.
Melania Rea raccontata dal regista e dalle sceneggiatrici
Ad aprire il dibattito è il regista Stefano Mordini, che ha sottolineato il lavoro portato avanti per Melania Rea: “Bisogna distinguere tra ricostruzione e messinscena nel parlare di una storia vera. Tutti gli elementi che abbiamo raccolto vengono poi messi appunto in scena. Vengono incastrati nella storia e in questa messinscena c’è lo slancio di vita che rende unica la storia. Questo è un lavoro che deve essere reso possibile. Si parte dalla scrittura, che deve essere precisa, e poi va fatto chiaramente il lavoro con gli attori. Bisogna sempre però restituire la storia vera con rispetto e responsabilità, arrivando a sperare che quella storia raccontata possa portare a un finale diverso da quello che invece conosciamo”.
La parola passa poi alle sceneggiatrici. Prima Doriana Leondeff: “Per me è stata il primo lavoro su un fatto di cronaca così delicato. Un fatto di cronaca che ha avuto una eco così mediatica. È stato un onore lavorare a un progetto che ha trattato con così tanto rispetto, pudore e sensibilità la vicenda reale. Nella scrittura ha rivestito un ruolo importante una lettera lasciata da Melania Rea prima di morire, nella quale la donna si è praticamente presa tutte le responsabilità per il fallimento del matrimonio. Questa lettera ci ha permesso di assumere uno sguardo che mettesse al centro del racconto la relazione maltrattante tra Melania Rea e Salvatore Parolisi. Che evidenziasse la violenza psicologica che Melania ha subito. Quella che abbiamo raccontato non è la semplice storia di una donna che incontra il proprio carnefice, ma è la costruzione di una relazione tossica in tutte le sue fasi. Questo è stato lo sguardo che ci ha guidato: trovare tutti gli elementi che hanno poi sviluppato questa relazione violenta”.
Poi Bianca Rondolino: “Ci teniamo a ringraziare la famiglia Rea che da subito ci ha aperto le porte della loro casa, condividendo con generosità il loro dolore così da poter raccontare la loro storia. Per ciò che riguarda il lavoro di scrittura, abbiamo voluto raccontare questa storia da un punto di vista interno, focalizzandoci sulla relazione e non sugli aspetti più morbosi come avvenuto nelle cronache del tempo. Era importante per noi sottolineare quanto possa essere pesante anche la cosiddetta violenza invisibile, quella psicologica, che spesso viene messa in secondo piano rispetto a quella fisica ma ha un peso enorme”.

La voce degli attori e di Bigmama
Sono intervenuti poi gli attori protagonisti della serie tv. Maria Esposito – chiamata a vestire i panni di Melania Rea – ha parlato del suo ricordo della vicenda e del lavoro portato avanti per interpretare la donna: “Io personalmente non ricordavo molto bene la storia di Melania Rea. L’ho approfondita quando mi è arrivato il provino. Nella mia interpretazione ho provato mettere più umanità possibile, a dare tutto il mio cuore al personaggio”.
Anche Bigmama ha parlato del suo ricordo della vicenda: “All’epoca della morte di Melania Rea ero molto piccola. Ricordavo il nome, e a pensarci è una cosa triste perché questo nome che rimbalza senza contesto costringe quel nome solo all’interno di una storia, quando invece quel nome è legato a una donna che ha avuto una sua vita. Ho provato a sottolineare questo aspetto nella mia canzone, ovvero che non siamo solo nomi di una storia, ma dietro al nome c’è sempre una vita”.
Infine parola a Daniele Rienzo, che ha dovuto invece interpretare Salvatore Parolisi: “È stata un bella prova, non solo per me ma per tutti. È stato un set difficile, che ci ha tolto molte energie. Abbiamo approcciato a questo set in punta di piedi, ho provato a togliere me stesso di mezzo il più possibile, lasciando spazio a qualcosa che non mi appartiene ed è stata proprio questa la sfida. Allo stesso tempo paradossalmente sono grato a questo personaggio perché è importante per i maschi di oggi comprendere che esistono determinate strutture sociali di cui siamo un po’ tutti vittime. È un percorso che bisognerebbe fare insieme – uomini e donne – per poter provare a cambiare le cose”.
Uno sguardo a Melania Rea dalla produzione e da Una Nessuna Centomila
Simona Ercolani – produttrice di Melania Rea – ha sottolineato l’urgenza di raccontare questa storia: “La necessità di raccontare la storia di Melania Rea parte dall’intenzione di voler riportare al centro la storia di Melania, staccandola dalla vicenda di cronaca morbosa – legata più che altro a tradimenti e infedeltà – che è stata raccontata. Il racconto che è stato fatto ha ridotto Melania a semplice vittima, tanto da far perdere il suo nome. Pensiamo che al tempo la vicenda veniva raccontata come ‘caso Parolisi’. Noi invece abbiamo voluto recuperare la storia di Melania Rea e abbiamo voluto raccontare la storia sua e della relazione e siamo andati dritti su questo binario, compiendo un profondo lavoro di documentazione e ricostruzione”.
Elettra Canovi ha invece fornito la prospettiva di HBO Max sulla produzione: “Quando ci approcciamo a una storia che ci viene proposta ci domandiamo cosa ci dice questa storia del mondo che viviamo. Siamo stati convinti dal fatto che questa è una storia che ha ancora molto da dire. La storia vuole uscire dalla definizione della donna come vittima e recuperare invece la vita di Melania”.
Infine in sala la parola è andata a Giulia Minoli, che con Una Nessuna Centomila ha patrocinato la produzione di questa serie tv: “Siamo molto grati a HBO per avere raccontato questa storia con una cura straordinaria. Dentro questa storia ci sono tutti quei segnali che troviamo anche oggi nella difficoltà di riconoscere la violenza – specialmente quella domestica – e nella delegittimazione della vittima. Questa serie tv è importante perché contribuisce a compiere un lavoro necessario, ovvero il racconto senza morbosità dei casi di femminicidio. Vorrei quindi ringraziare HBO Max e tutto il team di scrittura per il lavoro svolto”.







