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Nella mente di Ed Gein: il serial killer a cui è ispirato Bloody Face di American Horror Story

Nella mente di - Ed Gein - American Horror Story

Oggi si parla di Ed Gein.

I serial killer sono una costante fonte di ispirazione per le serie tv: American Horror Story, Mindhunter, You sono solo alcuni esempi di quanto l’omicida seriale, reale o inventato, possa essere il nervo principale di una storia.

Disgustosi, perversi o, a volte, macabramente affascinanti sono figure che non lasciano mai indifferenti.

Ogni giovedì andremo a fare luce sui serial killer che sono riusciti a restare nell’immaginario collettivo e a diventare addirittura un’ispirazione malvagia per personaggi di fantasia. Oggi è il turno di Ed Gein.

Edward Theodore Gein nasce a LaCrosse in Wisconsin nel 1906: i suoi genitori, Augusta e George, sono legati da un matrimonio infelice. George è un violento alcolizzato, ma malgrado i continui soprusi, siamo agli inizi del ‘900 e l’ipotesi di divorzio non è neppure pensabile. La madre, per completare il quadretto idilliaco, è una fanatica religiosa che insegna ai figli che le donne sono tutte immorali (tranne lei, ça va sans dire) e il mondo è un posto corrotto, pieno di persone malvagie, di cose e azioni immonde.

Serial killer – Ed Gein ha ispirato il famoso Leatherface

La donna non si limita a questo, perché inculca al piccolo, fragile e un po’ effeminato Ed che tutto ciò che riguarda la sfera sessuale sia sbagliato, sporco, una vera maledizione. Nessuna sorpresa, quindi, che il ragazzo affronti l’adolescenza con una visione della sessualità distorta e malata.

E infatti Ed è un bambino strano, che viene spesso preso di mira dai bulli, a volte gli capita di ridere tra sé e sé senza alcun motivo e non ha alcuna vita sociale. Eppure a scuola va bene, ha buoni voti.

Promette a mamma di restare vergine per sempre, perché, come gli ha insegnato lei, il sesso è la maledizione dell’uomo.

Quando il padre muore, il fratello di Ed, Henry, cerca di aprirgli gli occhi su quanto siano sbagliati e dannosi i dettami materni, ma Ed è così legato alla madre che ogni tentativo fallisce. C’è qualcosa che unisce il ragazzo alla donna in modo inscindibile, perché non importa quanto Augusta sia dura, esigente e fuori di testa: lui le resta sempre accanto. Henry muore misteriosamente poco dopo in un incendio. Il perito locale afferma che la causa della morte è asfissia, ma, per quanto avesse affermato di averlo perso di vista durante l’incendio, Ed sa alla perfezione dove si trova il corpo che, tra l’altro, presenta una contusione alla testa.

Serial killer – Ed Gein era legato alla madre come Norman Bates

Tutto molto strano. Ed Gein è molto strano.

Augusta viene colpita da un ictus che la lascia praticamente paralizzata e, poco dopo, subisce un secondo colpo apoplettico che la uccide: è in questo momento che per Ed cambia tutto. Infatti, la morte della madre rappresenta il momento in cui viene strappato l’ultimo barlume di sanità mentale dell’uomo. Ovviamente Ed non è una persona mentalmente stabile, ma la morte di Augusta fa crollare tutti i blocchi e le inibizioni che gli avevano impedito di dar sfogo alle sue più bieche perversioni.

Il 17 novembre 1957 Bernice Worden, commessa di una drogheria e madre del vice-sceriffo, scompare nel nulla. I sospetti ricadono su Ed, che è stato l’ultimo a vederla viva, e quando i poliziotti si recano a casa sua, scoprono l’impensabile.

Non solo trovano il corpo della Worden, orrendamente mutilato, ma anche diversi resti umani utilizzati per creare soprammobili e suppellettili.

Serial killer – Ed Gein e Oliver Thredson hanno molto in comune

Confessa di aver ucciso anche la cameriera Mary Hogan e di essersi procurato quelli che lui ritiene dei veri e propri trofei profanando almeno una quarantina di tombe al cimitero.

Rinchiuso in carcere, evita la pena di morte per manifesta infermità mentale. Lì confessa di aver pensato al cambio di sesso e di essersi spesso travestito da donna.

Un padre violento, una madre bigotta e soffocante e una visione della propria identità sessuale distorta e vissuta con colpevolezza hanno reso Ed Gein il serial killer che ha ispirato figure come Norman Bates di Psycho prima e Bates Motel poi, Leatherface di Non aprite quella porta e il personaggio del dottor Oliver Thredson nella seconda stagione di American Horror Story.

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Written by Bruna Martinelli

Laureata in lingue e letterature straniere, impiegata, moglie e mamma felice. Appassionata di serie tv, viaggi, musica, cucina. Scrivo di tutto, da sempre, per tutti. Non prendetemi mai sul serio, non lo sono quasi mai.

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