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Ci sono misteri nascosti nella nuova sigla di Westworld

Westworld 3

In un futuro lontano, in un luogo sconosciuto sulla Terra, esiste un posto dove i desideri più reconditi possono diventare realtà. In questo luogo i “no” non esistono e le avventure ti prendono per mano. Questo è Westworld, un immenso parco in cui le fantasie degli ospiti vengono realizzate dai residenti (host), androidi del tutto uguali agli umani progettati per seguire delle storyline preimpostate.

Ma cosa succede se il sogno si infrange? Se gli host decidono di non voler più stare al gioco?

Arrivata a metà della sua seconda stagione (qui potete trovare la splendida recensione del quarto episodio), la Serie Tv creata da Jonathan Nolan e Lisa Joy continua a trascinare lo spettatore tra i meandri oscuri del suo labirinto. Westworld è il connubio perfetto tra fantascienza e filosofia, che va dalle leggi della robotica di Asimov alla teoria del bicameralismo psichico di Julian Jaynes. La seconda stagione, come nel caso della prima, continua a puntare su enigmi e misteri attraverso una narrazione incalzante e mai scontata. Tutto questo ha dato vita, tra i fan, a una vera e propria caccia, come non si vedeva dai tempi di Lost.

Facciamo un passo indietro e oggi guardiamo un po’ più da vicino l’opening della seconda stagione di Westworld, prima fonte dei misteri della Serie.

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La colonna sonora di Ramin Djawadi, presente senza variazioni, rappresenta ancora una volta l’ossatura della Serie Tv. Se quindi la musica rimane invariata, e risuona per noi fan come un ritorno a casa, sono invece quelli visivi i cambiamenti più evidenti.

Innanzitutto, la creazione di un androide in sella a un cavallo, presente nell’opening della prima stagione, viene adesso sostituita da quella di un bufalo. Rispetto al cavallo, che è un animale più docile, il bufalo rappresenta il mutamento che sta avvenendo negli host. L’animale, nelle sequenze finali della sigla, infrange quella che sembrerebbe essere una parete di vetro, lasciandosi cadere verso il basso. È proprio quest’ultima scena che ci introduce a un Westworld diverso, in cui gli androidi sono ora più aggressivi e pronti a ribellarsi ai propri creatori.

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Nella sequenza successiva, l’occhio che prima vedeva la bellezza, iconicamente data da alte montagne e vallate, ora è sostituito da un vetrino su cui viene iniettata una sostanza nera. La purezza dello sguardo è stata come infettata; ciò che prima appariva splendido ora ha perso quella luce. Impossibile non collegare questa sequenza a Dolores e alla sua trasformazione.

Dolores è ancora protagonista, a lei è legata la visione della lunga chioma bionda. Insieme a lei troviamo Maeve, assimilabile alla figura della madre che tiene stretto in braccio il suo bambino. Proprio questa figura può ricoprire un duplice ruolo. Da un lato simboleggia la presenza sempre più incisiva del personaggio di Maeve, adesso una vera e propria coprotagonista opposta a Dolores. Dall’altro lato, la sequenza in sé ha rimpiazzato quella dei due androidi amanti, presenti invece nella prima stagione. Come nel caso del bufalo, questa scelta rappresenta il cambiamento che sta avvenendo nella storia stessa.

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Vediamo poi il cappello nero, simbolo di William. È un segno che il ruolo dell’Uomo in Nero sarà più rilevante in questa stagione? Da quanto visto finora, sembrerebbe proprio di sì.

Infine, l’ultima sequenza vede la creazione di un host vitruviano ma con una grande differenza rispetto all’opening della prima stagione. Nella prima sigla, l’host emerge da un liquido denso e bianco, lo stesso che viene utilizzato per crearli. In questo nuovo opening, l’host appare nell’acqua, al buio. L’acqua è spesso considerata simbolo di purificazione e conoscenza, quindi quella a cui stiamo assistendo non è la più la nascita degli host ma la loro rinascita in qualcosa di nuovo. 

Leggi anche: Westworld – L’importanza fondamentale della colonna sonora

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Written by Serena Faro

Ho attraversato gli oceani del tempo a bordo del TARDIS, ho viaggiato in macchina con Sam e Dean a caccia di mostri, sono arrivata tardi ad un matrimonio a Westeros (meno male) così mi sono diretta a Storybrooke per poi salpare con il capitano Flint. Ho visitato la Londra dei "penny dreadfuls" e la New York dei "mad men". Mi sono ritrovata su un'isola un po' particolare, in attesa di una nuova avventura.

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