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Vinyl non è una Serie Tv. È un viaggio mistico

Ci sono quelle serie che ti travolgono, quelle che già alla prima puntata ti rapiscono e che fin da subito si guadagnano un posto nel tuo cuore. E facilmente, ci rimarranno a lungo. Vinyl per me è stata tutto questo e molto ma molto di più.

La prima stagione si è conclusa domenica sera, con la messa in onda di uno strepitoso decimo episodio. Ad essere onesti, ogni episodio è stato strepitoso. Vinyl è un turbine di eventi, emozioni, canzoni, colori e chi più ne ha più ne metta. I commenti da scrivere porterebbero l’uscita di un enciclopedia al riguardo ma cercherò di essere il più coincisa possibile. Come spesso accade, questo è un pezzo che sento la necessità di scrivere dal profondo. Vinyl non è solo una serie, è LA serie. Un prodotto che sprizza qualità da tutti i pori. Dalla regia, alla produzione, alla colonna sonora, agli attori. Ma più importante di tutto, interessante per la scelta di storia che si decide di narrare. Richie Finestra è uno dei soci fondatori dell’etichetta discografica American Century. Ma soprattutto è un alcolista con altissima dipendenza dalla droga. E questo gli provoca non pochi problemi, in famiglia, la quale si sta lentamente sfasciando, e sul lavoro, dove la barca sta altrettanto colando a picco.

vinyl_richie

Non mi addentrerò troppo nei particolari e non farò mille spoiler perchè voglio usare questo articolo per convincere chi non l’avesse ancora visto a mettersi all’opera. Credo che l’intera stagione (e probabilmente l’intero concetto che sta dietro a Vinyl) possa essere riassunto in un unica parola. ALIBI. Alibi, come dice Richie stesso nell’ultima puntata, significa una scusa per un comportamento sbagliato (“an excuse for a bad behavior”). E il protagonista vede di procurarsene uno nel corso dei primi episodi, proprio per coprirsi da un azione scorrettissima compiuta nel momento sbagliato. Ma Alibi diventa anche il nome della nuova etichetta discografica che Richie e i suoi soci vogliono lanciare per salvarsi dal fallimento imminente dell’American Century. Volto di questo ri-lancio sarà il gruppo   Nasty Bits, scoperto dall’intraprendente biondina Jamie e capitanato da Kip, cantante eroinomane interpretato dal figlio di Mike Jagger.

vinyl_nastybits

A distanza di 3 giorni, stamattina mi sono svegliata cantando il singolo di debutto di questa band emergente: A woman like you. Mi sento di affermare che Richie ci ha visto giusto, è un fucking genius oltre che un fucking asshole. Se si definisce lui così non possiamo che non citarlo (scusate l’inglese ma in questo caso rende molto meglio che l’italiano). Gli sviluppi possibili della trama sono molteplici e la seconda stagione (confermata già a Febbraio) è sicuramente più che necessaria per placare la nostra curiosità e per dare spazio a tutti i personaggi. La particolarità di affidare la regia degli episodi a persone diverse rende Vinyl ancora più speciale. A questo punto non ci resta che sperare in un ritorno dietro alla macchina da presa di uno dei produttori esecutivi, nientepopodimeno che Mr Martin Scorsese, che ha diretto l’episodio pilota di due ore.

In attesa della seconda stagione ringraziamo caldamente gli amici della pagina Vinyl Italia!!!!

Written by Cecilia Coppa

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