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Un Amore – La Recensione della Serie Tv Sky con Stefano Accorsi e Micaela Ramazzotti

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla serie tv di Sky Un Amore

Con le ultime due puntate è terminata la corsa di un Amore, la serie tv di Sky con Stefano Accorsi e Micaela Ramazzotti. Vi avevamo raccontato le parole dei protagonisti in conferenza stampa e le nostre prime impressioni, ora possiamo scendere nel dettaglio dell’analisi. Un Amore parte da un presupposto molto semplice: due ragazzi, Ale e Anna, si conoscono durante un interrail in Spagna e s’innamorano. Finito quel viaggio, i due ritornano alle loro vite, continuano a scriversi costantemente, ma non si rivedono più. Questo finché Ale non arriva a Bologna e contatta Anna, i due rompono il loro patto di non vedersi e rivivono quell’intenso amore giovanile. Ale e Anna, però, non sono più dei ragazzi, e quella passione a lungo sopita, ma mai spenta, si scontra con la loro vita da adulti.

L’amore, nella sua forma più pura, è al centro di questa nuova serie Sky. Per raccontare un sentimento così semplice e allo stesso così immenso la scelta è ricaduta su due calibri da novanta: Stefano Accorsi e Micaela Ramazzotti. I due attori sono costantemente al centro della scena, insieme alle loro controparti giovani, e dominano il racconto grazie al loro straordinario talento. Ci sono parecchi spunti interessanti disseminati nelle sei puntate di un Amore, ma anche qualche criticità qua e là: entriamo nel dettaglio del racconto di ciò che abbiamo visto.

Il grande amore di Ale e Anna sospeso nel tempo

Quello narrato nella serie tv è l’amore potenziale in tutte le sue possibilità. La narrazione si scinde in due tronconi: il passato e il presente. Vediamo come Ale e Anna si conoscono e vivono la loro passione in viaggio. Poi vediamo come si ritrovano e provano a dare corpo al proprio amore da adulti. A legare queste due dimensioni c’è un amore che non ha mai abbandonato i due protagonisti. Il legame che c’è tra Ale e Anna è il più puro che ci sia, proprio perché non viziato dall’esperienza umana.

Dopo quel viaggio in Spagna, i due ragazzi vanno avanti con le loro vite, ma continuano a cullarsi nel ricordo, e nella suggestione, di quell’enorme amore estivo. Questo sentimento rimane dominante perché, rimanendo continuamente allo stato potenziale considera tutte le infinite potenzialità che esistono. Si tratta di un amore che può essere orientato a proprio piacimento, e proprio per questo rappresenta un rifugio sicuro per i due protagonisti.

Il nodo centrale è: un amore del genere è più ricco di uno vissuto? Senza tutto il carico dei trascorsi, dell’esperienza e dell’abitudine, il sentimento resiste al tempo in tutta la sua potenza? Si tratta di un dilemma puramente intellettivo, perché poi un amore infinitamente potenziale non viene mai vissuto. Però è sicuramente stimolante. Una metafora di questo amore è rappresentata dal rapporto tra Ale e suo padre, mai consumato perché la paura della realtà ha frenato i sogni del ragazzo. Tornando al sentimento tra i due protagonisti della serie di Sky, le vicende che poi caratterizzano l’incontro tra Ale e Anna sono sempre impacciate e quasi forzate. Sembra che loro, ormai, debbano vivere quell’amore solo perché lo hanno sempre immaginato. La riflessione più interessante sta sicuramente nella premessa, dà modo di riflettere su quanto l’esperienza umana sia lontana dal lavoro della fantasia.

Due straordinari attori, due grandi personaggi

Come detto, al centro della scena ci sono sicuramente Stefano Accorsi e Micaela Ramazzotti. Non siamo noi certamente a dover sottolineare la portata di questi due attori straordinari (a tal proposito, vi riproponiamo la recensione di The Good Mothers, dove Micaela Ramazzotti ha fornito un’altra grande interpretazione). Bisogna però sottolineare come loro interpretazioni dominino la scena, connaturando indelebilmente i personaggi. La narrazione di Un Amore ruota intorno a loro e l’espressione di questi grandi sentimenti passa necessariamente dalla loro grande capacità attoriale.

Beatrice Fiorentini e Luca Santoro anche sono molto bravi nel supportare i personaggi anche nella loro versione giovanile. Alla base di questi due grandi protagonisti, quindi, ci sono ottime scelte di casting. Poi c’è la scrittura, che funziona tantissimo. Ale e Anna sono due persone diverse, tra loro e anche tra loro stessi nel corso del tempo. L’Ale giovane è distante dall’Ale adulto, e lo stesso discorso vale per Anna. Tutta il racconto di un Amore, dunque, si gioca su queste distanze, da colmare con la narrazione.

In merito al rapporto tra i due protagonisti, è interessante notare come essi posseggano due stati d’animo simili, che si esprimono in maniera diversissima. Anna e Ale posseggono una grande inquietudine e un senso d’incompiutezza che si traduce in una specie di nomadismo per l’uomo, e in una rassegnazione all’abitudine per la donna. I due sono lontanissimi nel loro atteggiamento verso il mondo, eppure vicinissimi nel sentire il proprio io nel mondo. Si sentono sospesi, come se una parte di loro fosse rimasta a quell’interrail.

L’incontro, finalmente, dopo anni gli ha permesso di recuperare quella parte rimasta incastrata per anni. Dopo questo incontro, infatti, i due si realizzano, curiosamente scambiandosi di posto. Anna si lascia e inizia a girare il mondo. Ale si stabilizza e mette su famiglia. Poi arriva l’incontro in aeroporto, quel “Ti amo” mai pronunciato, ma Ale e Anna vanno comunque avanti per la loro strada, sentendosi e promettendosi di rivedersi prima o poi. Il loro amore rimane puro, sospeso nel tempo. Il legame tra loro non si spezza davvero mai e anche questo, in fin dei conti, li ha portati a trovare finalmente il loro posto nel mondo.

La narrazione di Un Amore

La caratterizzazione dei personaggi e la rappresentazione dei sentimenti sono i punti più interessanti della serie di Sky (qui le migliori serie prodotte dall’emittente negli ultimi anni). Un Amore si nutre d’intimità, di sguardi e di tocchi, di moltissimi silenzi che esprimono i più profondi stati d’animo. Tuttavia, bisogna anche riconoscere che manca un po’ di sostanza. I tempi narrativi sono estremamente compassati, e se da una parte risultano funzionali a questa particolareggiata rappresentazione dei sentimenti, dall’altra rallentano un po’ la visione. Forse una storia del genere avrebbe trovato uno spazio di realizzazione ideale in un film.

Un altro elemento da sottolineare è la suggestiva cornice bolognese, che aleggia costantemente sulla scena. Bologna è molto più che un mero sfondo, la città vive da protagonista nella serie di Sky e allo stesso tempo caratterizza i personaggi e si caratterizza grazie a loro. La Bologna di un Amore è talmente viva che ci viene voglia di precipitarci lì, come accaduto per queste altre splendide location italiane.

Tanti spunti interessanti, dunque, tante note liete per una serie tv che si accolla il pesantissimo onere di raccontare l’amore. Lo fa con solennità, con dolcezza e prendendosi tutto il suo tempo. Lo fa soprattutto sfruttando l’apporto di due attori strepitosi, che riescono a sopperire anche a qualche momento di difficoltà. Quelle che ci rimane, alla fine della serie di Sky, è un amore fortissimo, puro e riccamente sfaccettato,