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Un amore – La recensione in anteprima e le parole dei protagonisti della nuova serie Sky

A partire da venerdì 16 febbraio farà il suo esordio su Sky un Amore, serie tv con protagonisti Stefano Accorsi e Micaela Ramazzotti. La nuova produzione Sky Studios e Cattleya racconta la storia di un lungo amore, rimasto sempre allo stato potenziale, che si estende dalle spiagge della Spagna a una magica Bologna, e lo fa con un tono intenso e drammatico, reso alla perfezione dai due straordinari attori protagonisti. Al centro del racconto ci sono Ale e Anna, due ragazzi che si conoscono durante un interrail in Spagna nel 1997 e che si scrivono costantemente negli anni a seguire, senza però mai più rivedersi. Questo finché Ale non torna a Bologna e propone ad Anna d’incontrarsi, riaccendendo quella fiamma che, dopo essere deflagrata in terra iberica, non si è mai sopita nonostante la distanza e il tempo.

Noi di Hall of Series abbiamo potuto assistere alla proiezione in anteprima dei primi due episodi della serie (sono sei in totale) e alla seguente conferenza stampa, in cui i protagonisti di un Amore hanno presentato la serie. Presenti all’evento i membri del cast Stefano Accorsi (Ale), Micaela Ramazzotti (Anna), Luca Santoro (Ale da giovane), Beatrice Fiorentini (Anna da giovane), Ottavia Piccolo (Teresa, madre di Ale), Alessandro Tedeschi (Guido, marito di Anna), il regista Francesco Lagi, gli scrittori Enrico Audenino e Giordana Mari, Nils Hartmann, Executive Vice President di Sky Studios per Italia e Germania e il fondatore di Cattleya Riccardo Tozzi. Di seguito le parole dei protagonisti.

Un Amore: le parole dei protagonisti

Inizia a presentare un Amore Nils Hartmann, che introduce la novità che questa serie rappresenta nel panorama di Sky “Un Amore introduce sicuramente un genere che mancava in Sky. Abbiamo realizzato molte produzioni, di generi diversi, specialmente con Cattleya, e quando ci è stata proposta questa serie abbiamo deciso di intraprendere questa avventura. Qui abbiamo un cast d’eccellenza, tra attori e affermati e altri più giovani, e abbiamo deciso di sposare questo progetto”. Anche Riccardo Tozzi, fondatore di Cattleya, produttrice insieme a Sky del titolo, ha parlato della novità portata da un Amore e della genesi del progetto: “Da qualche tempo stavamo riflettendo sul desiderio di raccontare le relazioni e c’era la consapevolezza che questo fosse un desiderio anche del pubblico. Abbiamo deciso di prendere di petto la questione, con una narrazione epica, seppur personale. Questa idea corrispondeva al nostro desiderio, questo è un racconto epico e l’Amore nel titolo è con la A maiuscola perché cattura totalmente non solo i protagonisti, ma anche tutti coloro che gli gravitano intorno. Noi e Sky siamo stati subito in sintonia e ogni aspetto della produzione è andato nella direzione che pensavamo. Possiamo definirla epica del privato”.

I due si sono espressi anche sulla possibilità di inaugurare un nuovo filone del genere, a partire da Tozzi: “Non so se possiamo definirlo un filone, ma sicuramente c’è grande interesse verso il racconto delle relazioni personali, che ultimamente cinema e serialità non stavano raccontando tanto. Credo che ci sia un’attenzione particolare su questo tema e che ci sia un mondo da raccontare e un pubblico che voglia sentirlo”. Confermano questo pensiero le parole di Hartmann: “Concordo, queste sono ondate, l’amore è presente in tanti genere, ma ci mancava il racconto così diretto dell’amore”.

Tra gli ideatori della serie, e ovviamente protagonista, Stefano Accorsi ha così parlato di un Amore: “Quando abbiamo cominciato a ragionare sul raccontare l’amore prendendolo di petto, ci siamo resi conto di quanto sia difficile raccontare un sentimento potente come questo, capace di assumere un significato specifico per ognuno. Non c’è nulla su cui appoggiarsi nello scrivere l’amore, ci sono delle sensazioni, ma vanno trasformate in immagini e senza il grande lavoro di squadra che c’è stato, non saremmo mai riusciti a raggiungere questo risultato”.

Il regista Francesco Lagi è sceso ancora più nel dettaglio, parlando di uno dei punti focali di un Amore, ovvero l’alternarsi dei piani narrativi, tra il primo incontro tra Ale e Anna, la loro corrispondenza e il ritrovarsi da adulti: “Tenere insieme i vari livelli temporali è stata la cosa più divertente. Abbiamo cercato di rendere nel modo più naturale possibile il passaggio tra tempi diversi, mischiando realtà e ricordo e viceversa. Tutti gli elementi del presente e del passato dovevano confluire in un tutto organico e abbiamo lavorato in questa direzione, con lo scopo di raccontare i temi della serie, come il conflitto dei protagonisti con la città d’origine o la nostalgia per il passato. La sovrapposizione dei piani temporali ha fatto sicuramente ampliare il volume del racconto e l’aspetto temporale è la lente attraverso cui abbiamo raccontato questa storia d’amore”.

Hanno raccontato la loro esperienza anche gli sceneggiatori Enrico Audenino e Giordana Mari. Queste le parole del primo: “L’amore è ovviamente strettamente legato alla componente temporale, i due protagonisti si chiedono costantemente cosa hanno vissuto e cosa stanno vivendo, vista la particolarità del loro amore. L’amore resta sospeso nel rapporto epistolare dei due, poi l’impatto della realtà colpisce duramente quest’amore“. Così invece la seconda: “L’esperienza di scrittura è stata lunga e faticosa e ci ha costretto a metterci a nudo per via del materiale narrato. Abbiamo cominciato durante la pandemia, quindi la prima parte del lavoro è stata online e questo probabilmente ha inciso sulla scelta di raccontare quest’amore lungo e distante con le lettere”.

Un amore
Uno scatto dalla conferenza stampa (640×360)

Uno sguardo sui personaggi

Nella conferenza stampa di presentazione di un Amore si è parlato anche più approfonditamente dei personaggi, e Micaela Ramazzotti ha presentato in maniera molto nitida la sua Anna: “Quando ho incontrato Stefano e Francesco la prima volta, parlando di Anna ho pensato che fosse una dolcissima bugiarda. Lo è perché ci sono due amori nella sua vita, lei ha incontrato Ale nel suo viaggio e se ne è completamente innamorata, e intanto aveva il suo amore a casa, ma al contempo l’amore di questo viaggio è rimasto vivo per ben venti anni, alimentato proprio da questa scrittura delle lettere che rende tangibile l’amore vissuto con Ale. La scelta dello scambio epistolare è veramente romantica, crea un filo unico e mantiene vivo questo amore. Anna, quindi, è una bugiarda perché vive questi due amori, ama il marito e ama Ale allo stesso tempo”. La Ramazzotti ha poi parlato del segreto che c’è dietro la strepitosa resa di ogni suo personaggio: “Innanzitutto c’è la scelta iniziale, bisogna sempre scegliere di interpretare un personaggio appassionante. Poi cerco di non costruire troppo il personaggio, mi piace evidenziare la sua naturalezza”.

Stefano Accorsi ha poi ripreso il passaggio di Micaela Ramazzotti sulle bugie, lanciando un’interessante analisi: “A differenza delle altre culture dove esiste il non detto, da noi esiste proprio la bugia. Noi italiani parliamo tanto e di conseguenze mentiamo anche tanto. Siamo abituati alla bugia, fa parte del nostro modo d’intendere i rapporti e a volte anche di salvaguardare l’altro. Spesso, invece che non dire, preferiamo dire delle piccole bugie. Il fatto che Anna sia una bugiarda non è inteso negativamente, lei vive due amori veramente, in questo è sincera”.

A seguire, altri protagonisti hanno parlato dei loro personaggi in un Amore. Così Alessandro Tedeschi, interprete di Guido: “Nella storia d’amore tra Guido e Anna c’è una famiglia, c’è tanta complicità, c’è sostegno, c’è il tentativo di assistere e supportare il partner. La loro è una storia d’amore ancora viva, ma la storia d’amore tra Anna e Ale arriva in un momento delicato per lui”. Così invece Ottavia Piccolo: “Teresa ha fatto delle scelte estreme da giovane, ha cresciuto un figlio senza un compagno. A questo figlio dice delle bugie per preservarlo dal dolore, ma pure per mantenere una propria indipendenza. Mi è piaciuto molto interpretare Teresa, forse non mi rassomiglia, ma ci ho messo dentro abbastanza di quello che vorrei che fosse una donna, una che fa le sue scelte e non guarda in faccia nessuno. Sono molto contenta di aver raccontato questo personaggio, fare questa serie è stata un’esperienza molto bella e piacevole”.

Parola poi alle controparti giovani dei due protagonisti, Luca Santoro e Beatrice Fiorentini, che hanno parlato di come è stato interpretare un personaggio degli anni Novanta. Così il ragazzo: “Questa era la cosa che mi attirava di più quando ho letto la sceneggiatura, ovvero interpretare un personaggio di un’epoca che non ho vissuto”. Ha risposto alla domanda anche Beatrice Fiorentini, sottolineando poi il rapporto col suo alter ego più adulto: “Era ovviamente alta la curiosità d’interpretare una ragazza di un tempo diverso. Incontrare Micaela è stato bello, decisamente imbarazzante, ma abbiamo cercato di rubare il più possibile da loro considerando la carriera che hanno. Ci siamo approcciati con rispetto a questo compito”.  Lo stesso regista Francesco Lagi ha poi parlato del rapporto tra i protagonisti giovani e quelli più grandi: “Abbiamo lavorato molto su questo aspetto, il segreto della costruzione dei personaggi è stato la ricerca di analogie e differenze tra i personaggi nelle loro controparti giovani e adulti. La storia si evolve proprio nello spazio costruito tra queste analogie e differenze”.

Micaela Ramazzotti e Stefano Accorsi (640×360)

La recensione senza spoiler dei primi due episodi

Dopo aver presentato le parole dei protagonisti della conferenza stampa di presentazione di un Amore, gettiamo uno sguardo ai primi due episodi, fornendo una breve recensione, ovviamente senza spoiler, di quanto visto. La storia, come detto, è quella di Ale e Anna, due ragazzi che vivono due vite completamente diverse, ma che vengono uniti dal destino durante un viaggio estivo in Spagna. Quell’incontro li lega indissolubilmente, ma poi i due non si vedono più, tenendosi però sempre in costante contatto. Questo è il tema centrale della serie di Sky, lo sviluppo di un amore che resta sempre in potenza e che in quanto tale possiede in sé un’infinità di scenari possibili. Già dai primi due episodi si evince l’impressionante lavoro di scrittura nello sviluppare un’idea tanto complessa quanto affascinante. L’obiettivo della serie, infatti, è quello di presentare un amore che non sia stato viziato dall’esperienza, dalla vita vissuta, e che in quanto tale conserva la potenza infinita di ogni possibilità non esplorata. Quello che lega Anna e Ale è un amore purissimo, perché immacolato, ma cosa succede, poi, quando questo amore deve fare i conti con la vita reale? Questo è ciò che scopriremo nelle sei puntate della serie di Sky, che con i primi due episodi esordisce col botto.

Un plauso va fatto al cast di un Amore, chiaramente ai giganti come Stefano Accorsi e Micaela Ramazzotti, ma anche ai più giovani Luca Santoro e Beatrice Fiorentini, decisamente convincenti e coerenti coi loro personaggi. La serie poi fa vivere una Bologna magica, talmente caratterizzata da risultare alla stregua di un vero e proprio personaggio. La città non è un semplice sfondo, ma incarna i sentimenti dei protagonisti e li canalizza, vivendo tramite immagini suggestive. Le prime due puntate di un Amore ci presentano una storia intensa, coinvolgente, emotivamente dirompente, e aumentano a dismisura la curiosità per vedere il prosieguo della storia. L’appuntamento va a venerdì, quando farà il suo esordio ufficiale un Amore, un’altra serie tv di Sky che sembra decisamente destinata a far parlare di se.