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The Walking Dead 6×01 – Zombie Revolution

the walking dead
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IL MONDO ZOMBIE

La prima cosa che ho pensato è: cazzo, ma qua è GUERRA! Il colpo d’occhio è strabiliante: un popolo di zombie brulicare come vermi in una vallata, aprono uno scenario modalità Word War Z che lascia stupore pieno e zeppo unito a panico e acquolina di troppa (dis) grazia…ma quanti sono? Volevate gli zombie? Eccoli, quanti ne volete? Tanti? Eccoli!

Centinaia, migliaia..tutti diretti lì, dove indica quel cartello, vero e proprio ricamo assoluto del genio artistico e pazzoide di Kirkman La direzione? Alexandria, la prossima a destra (mi raccomando) ‘Siete quasi a casa’. (D’altronde Deanna lo aveva detto, ‘vendute tutte’) ‘Case nuove a partire da $800.000’ c’è scritto, e la freccia non lascia dubbi … Evidentemente nel mondo nuovo saranno in saldo…sarà corsa voce…

E vuoi vedere che è una trovata pubblicitaria quel clacson? E ditemi, anche voi lo sentite ancora come me non è vero? Incessante, devastante, beffardo, imperioso… Lo spettacolo sono i volti, i visi di Michonne, Rick, Glenn quando parte il suono/rumore, le loro espressioni attonite: ‘Sembra un clacson’ mormora Glenn, ‘Viene da lontano…’ (e precisamente…) …’Da casa’ …il suono del clacson sembra così diventare più forte, quasi la sirena.. di un’allarme per una guerra… Sì perchè presto lo sarà, amici!

La scena spettacolare del tir che cede e si rovescia nella vallata infestata di zombie sembra quasi un’ovazione da stadio, l’onda d’urto che rompe la diga e apre all’invasione, inesorabilmente. Il primo zombie che riesce a imbucarsi tra i container, squarciandosi tanto l’impeto, con la violenza e veemenza di una ribellione è il segno che questa guerra la vogliono loro, gli zombie, i vaganti , forse stufi di essere un contorno guastafeste per le solite storie di uomini o l’alibi per sfogare istinti bestiali. Adesso sono più incazzati che mai, affamati di prendersi la scena, di far capire una volta per tutte che il mondo nuovo appartiene a loro, il mondo Z, il mondo The Walking Dead.

RICK E MORGAN

‘So che sembra folle, ma questo mondo è folle’ E‘Rick che dispone, a voce, per radio, con le buone, con le cattive, ‘Si è lavato la faccia‘ e la determinazione ad abbandonare le linee d’ombra dei suoi pensieri abituali lo vedono dedicarsi fermamente a consolidare la difesa della zona, garantire quella sopravvivenza unica cosa primaria e necessaria per la salvezza sua e di tutti quanti.

Piano piano tende la mano a Morgan, gli spiega come stanno le cose nella comunità. ‘Dovremo conoscerci, un’altra volta‘ E così, scrutandosi attentamente si contrappongono i due personaggi che dopo tutti gli avvenimenti accaduti si ritrovano ora di nuovo insieme, mai così vicini.

Avevi ragione, non era finita‘, Morgan ricorda a Rick che fui lui ad indicargli una via di speranza, mostrandogli la mappa con la dedica di Abraham. Crede ancora in quell’uomo leale e coraggioso che ha conosciuto la prima volta. Tra i due c’è un’intesa di fondo basata su una reciproca stima, sanno istintivamente di conoscersi e sanno di non sbagliarsi. ‘Tu non sei così, lo so’ ‘Non lo sai‘ replica Rick a Morgan. Ma è così, ed il gesto di far abbracciare la bambina apre di fatto le porte del gruppo a Mister Jones. Due figure leader che potranno coesistere, con diversi modi, più protettivo e riflessivo Morgan, ugualmente protettivo ma più severo e sbrigativo Rick, ma visti gli eventi, si troveranno fianco a fianco a lottare per lo stesso obiettivo.

UNO SOPRA L’ALTRO

Parte così la nuova stagione 6, con questo incastro di scene che si alterna tra il bianco e nero di situazioni passate in progressione e il ‘colore’ e l’azione di ciò che si sta generando/scatenando. Una vera bomba ad orologeria pronta ad esplodere, e le grida, gli spari, la marea di vaganti prima incanalata e poi perduta di controllo, e ancora l’inquadratura dall’alto in una sorta di ‘mappamondo geografico zombie‘ che si espande e avanza in direzione casa Alexandria…produce uno stato emozionale che è vero ghiaccio bollente nelle vene. I palloncini colorati nei boschi come punto di riferimento, Daryl in moto che guida il corteo in processione e il folle Abraham con Sasha, sul macchinone coi sedili in pelle, a far strada al fiume di vaganti in marcia.

E ancora i nuovi innesti (respect for rasta!), l”immancabile’ camper, i sorrisetti di Carol ‘la poliziotta’, il mite rivoluzionario Carter risucchiato tra i rami, i vari drammi personali che si consumano, crescono o vanno (ri)cucendosi tra loro, il tutto in un vorticoso spazio temporale di 2 settimane dall’arrivo dei nostri alla base alexandrina, una volta oasi felice e mai come ora in serio pericolo. Una costruzione della storia simile ad un puzzle che si compone e sovrappone su se’ stesso, ammassandosi come pezzi uno sopra l’altro, e che ha la sua svolta shock in quel suono sul finale, famelico e assordante, insistente, oltre il fuori campo, fino allo stacco e la sigla: Signori, è tornato The Walking Dead, prendete fiato, è solo l’inizio… Ed è sempre come la prima volta.

(Un saluto ai nostri amici di The Walking Dead ItaliaThe Walking Dead ITACaryl Italia e The Walking Dead Meme Italia! )

 

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