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Vi presento mio nonno: Michael Realman

The Good Place

Immagina di essere un bambino di sette anni. Immagina di dover fare un tema e di dover parlare di tuo nonno. Immagina quanto sai (poco) e quanto non sai (tantissimo). Immaginate tutto questo, riaprite gli occhi, e vi ritroverete davanti la nuova rubrica di Hall of Series. Questo mese ambientata in The Good Place.

Tema: parla di una persona della tua famiglia.

Per questo tema avrei potuto scegliere chiunque nella mia famiglia, ma io voglio parlare di mio nonno.

Il nonno vive vicino a casa di mia mamma e mio papà e passa tantissimo tempo con me. Lui si chiama Michael e secondo me ha poteri magici. Mamma e papà non mi credono quando lo dico, e ridono tanto, ma io ne sono sicuro.

Lui crede sempre in me quando faccio qualcosa, e non mi sgrida mai. Ogni volta mi abbraccia forte e mi dice di riprovarci, e mi dà tanta forza perché mi vuole bene. Come quando ho dovuto organizzare la festa per i miei otto anni.

Non l’ho detto a nessuno, ma la festa l’ha fatta il nonno. Lui è veramente bravissimo a organizzare feste, anche se non si ricorda quando è stata la sua prima. È anche un grandissimo fan dei Jacksonville Jaguars, pure se è strano perché loro sono una squadra molto lontana, e ogni tanto papà ci ride su col nonno. Neanche il nonno si ricorda perché ha iniziato a tifarli.

Secondo me è magico perché conosce tantissime cose. Praticamente ci sono queste frasi lunghissime che non capisco ma che stupiscono tutti quando le dice, e lo applaudono. Secondo me sono formule magiche, ma lui dice che hanno un nome particolare: filosofia. E tanto per cambiare non ricorda quando ha imparato nemmeno quelle.

the good place

Nonno Michael è veramente uno smemorato. Mi dice sempre che non si ricorda tanto di quando era piccolo come me o grande come i miei genitori, ma solo quando era più vecchio. Si ricorda benissimo di quando ha preso il suo cagnolone Jason, e non può dimenticarsene visto che è il suo migliore amico. Alla fine anche i nonni magici invecchiano, e forse sta perdendo la memoria.

A volte il nonno è proprio strano. Ha tante raccolte strane che nessuno capisce. Nella sala di casa sua ha una gigantesca ciotola piena di graffette senza alcun motivo. Io gliel’ho detto che per il telefonino non servono, ma lui le tiene in casa e non so cosa farci.

È bravissimo a vincere punti. Punti della spesa, punti alle giostre, punti di qualsiasi tipo. E li regala tutti a me perché dice che mi serviranno da grande, anche se non ho ancora capito in cosa.

Il nonno ha tanti talenti nascosti: sa suonare la chitarra e ha conquistato la nonna in quel modo. Anche se è in pensione ha insegnato alla mamma a essere un bravissimo architetto. Nessuno lo ha mai visto lavorare da giovane, però sa fare tutto come per magia, anche per questo secondo me nasconde qualcosa.

Non è sempre perfetto. A volte il nonno dice certe brutte parole che io non posso ripetere. La mamma gli dice sempre che non deve farlo, ma lui non ci riesce. Non è cattivo e non urla, però ha quel vizietto che non riesce proprio a togliere. Ho anche provato a insegnargli delle parole simili a quelle brutte che può dire ad alta voce, ma non riesce mai a ricordarsele.

The Good Place

Nonno Michael non è perfetto (e The Good Place ci insegna che non serve) però è bravissimo. Tutti i suoi amici e vicini gli vogliono un mondo di bene. Io ancora di più, e lui lo vuole a tutti. Aiuta sempre le persone quando hanno bisogno e adora fare gli scherzi a tutti, anche se li fa sempre complicati e crea un casino ogni volta.

Però mi fa tanto ridere, e mi dice che sono la cosa più importante della sua vita. La nonna e la mamma non sono gelose, Jason forse sì e diventa triste quando il nonno lo dice, però vuole bene anche a lui.

Quando sono con lui, però, devo fare il bravo. Il nonno dice che sulla mia spalla ci sta un angelo custode che abbiamo chiamato insieme Eleanor. Non sappiamo perché, ma è un bel nome e piaceva a tutti e due. Lui mi ha spiegato che questo angelo mi guarda sempre e vede se faccio il bravo o il cattivo. E io voglio fare il bravo perché quando il nonno andrà in paradiso deve aspettarmi e devo andarci anche io.

Anche se credo che in realtà il vero angelo sia il mio nonno. Gli ho detto che è lui che sta sempre di fianco a me e guarda come mi comporto, per cui deve essere lui l’angelo. Il nonno ha riso e poi ha detto una cosa strana: ha detto che preferisce essere un uomo (e nel finale di The Good Place lo conferma).

Ma come fa a preferire essere un uomo a essere un angelo? Gli angeli sono tutti bianchi e hanno le ali enormi. A volte il nonno non lo capisco proprio.

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Written by Luca Siracusa

20 anni anagrafici, 80 percepiti. Sguardo critico ai tecnicismi e cuore di pietra; se qualcosa ha fatto piangere me, farà sicuramente crollare voi! Il membro del cast più anziano è quasi sicuramente il mio preferito, se interpreta un ruolo politicamente scorretto ancora di più.
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