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L’estate in cuiĀ The Big Bang TheoryĀ rischiò di perdere Raj e Howard

Howard e Raj in The Big Bang Theory

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Ci sono momenti, nella storia di una serie di enorme successo, che restano nascosti al grande pubblico ma che, visti a distanza di anni, fanno rabbrividire chiunque ami quello show. Uno di questi riguarda The Big Bang Theory, e più precisamente l’estate del 2014. Quando la produzione arrivò a un passo dal dover riscrivere l’intera ottava stagione senza due dei suoi personaggi più amati: Howard Wolowitz e Raj Koothrappali. Una vicenda che oggi suona quasi paradossale, considerando quanto quei due personaggi siano diventati imprescindibili per l’equilibrio comico e narrativo della serie, ma che all’epoca fu tutt’altro che uno scherzo.

Una brutta parentesi che mostra uno dei lati inediti di The Big Bang Theory, e quella volta in cui rischiò di perdere Howard e Raj

Howard e Raj in The Big Bang Theory
Credits: Warner Bros. Television

Nel 2014, The Big Bang Theory non era più semplicemente una sitcom di successo. Era diventata il prodotto televisivo di punta della Warner Bros. Television e della CBS, capace di generare ascolti e incassi pubblicitari enormi in tutto il mondo. Un successo di questa portata aveva giĆ  portato, negli anni precedenti, a una profonda ridefinizione dei rapporti di forza contrattuali tra il cast e la produzione. Il trio storico formato da Jim Parsons, Johnny Galecki e Kaley Cuoco era riuscito a ottenere accordi economici straordinari, con compensi che si aggiravano attorno al milione di dollari per episodio a testa: cifre che, all’epoca, collocavano i tre interpreti tra gli attori televisivi più pagati in assoluto.

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Il problema nacque proprio dal contrasto tra questi nuovi accordi e le condizioni contrattuali degli altri due membri fondamentali del gruppo di amici, Simon Helberg e Kunal Nayyar. Nonostante Howard e Raj fossero ormai co-protagonisti a tutti gli effetti, con archi narrativi importanti e un ruolo comico sempre più centrale nello sviluppo della serie, i loro compensi restavano su livelli decisamente più bassi rispetto a quelli dei colleghi. Una sperequazione che, con l’avvicinarsi del rinnovo contrattuale legato all’ottava stagione, i rappresentanti dei due attori non erano più disposti ad accettare.

Le richieste di Helberg e Nayyar erano chiare. Chiesero un adeguamento economico che riflettesse in modo più equo il peso reale dei loro personaggi all’interno dello show. L’obiettivo era quello di avvicinarsi, se non eguagliare del tutto, le cifre giĆ  raggiunte dal trio principale. Una posizione comprensibile dal punto di vista professionale, ma che mise in moto settimane di negoziati particolarmente tesi tra gli agenti degli attori e i vertici della produzione.

Il risultato fu uno stallo che arrivò a bloccare concretamente l’avvio delle riprese della nuova stagione. In una situazione del genere, si sparse la voce sul fatto che esistesse giĆ  un piano alternativo pronto a essere messo in atto qualora l’accordo non venga raggiunto in tempo (ricordiamoci che nel pilot originale entrambi non erano presenti). Ed ĆØ esattamente ciò che accadde in quelle settimane, con alcune testate che iniziarono a riportare la notizia dello stallo contrattuale e dei rischi concreti che ne sarebbero potuti derivare.

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Howard e Raj in the big bang theory
Credits: Warner Bros. Television Studios

Dietro le quinte, gli autori avevano infatti iniziato a valutare soluzioni di emergenza nel caso in cui l’accordo non fosse arrivato entro i tempi stabiliti per l’inizio delle riprese. L’ipotesi più concreta prevedeva di giustificare narrativamente l’assenza dei due personaggi allontanandoli fisicamente dalla storia. Howard sarebbe potuto essere spedito nuovamente lontano da casa per un nuovo incarico legato al mondo aerospaziale, magari con base a Houston, mentre per Raj si era pensato a un trasferimento più stabile in India.

Oggi, ripensando a The Big Bang Theory nella sua interezza, è difficile immaginare la serie senza le goffe ambizioni romantiche di Howard o senza il timido Raj. E probabilmente, se si guarda alla vicenda con occhio disincantato, non lo era nemmeno per la produzione stessa, che ben conosceva il rischio commerciale di privarsi di due colonne portanti dello show. Più che una reale minaccia di cancellazione, quella crisi contrattuale sembra oggi soprattutto negoziazione. Una partita giocata da entrambe le parti con le armi a loro disposizione.

Da un lato la richiesta legittima di un adeguamento economico atteso da tempo, dall’altro la valutazione di un piano alternativo che, con ogni probabilitĆ , non sarebbe mai stato messo davvero in pratica. Una vicenda che, al di lĆ  del suo esito scontato fin dall’inizio, racconta comunque bene quanto il destino dei personaggi più amati della televisione contemporanea passi anche attraverso equilibri di potere, strategie di comunicazione e un pizzico di teatro contrattuale dietro le quinte.

Alla fine, come spesso accade in queste trattative ad alta tensione, la soluzione arrivò letteralmente a ridosso della scadenza fissata dalla produzione, a pochissimo tempo dall’avvio ufficiale delle riprese del primo episodio della stagione. Helberg e Nayyar riuscirono a ottenere un aumento economico sostanziale, arrivando a percepire cifre comprese tra gli 800.000 e i 900.000 dollari a episodio. Un salto enorme rispetto ai compensi precedenti. Negli anni successivi, quell’accordo si sarebbe ulteriormente perfezionato fino a portare anche loro al pari del milione di dollari a episodio raggiunto dal trio principale, sancendo cosƬ una paritĆ  economica che rispecchiava finalmente il peso reale dei loro personaggi all’interno della serie.

Oggi, ripensando aĀ The Big Bang TheoryĀ nella sua interezza, ĆØ praticamente impossibile immaginare a quella parentesi come una realtĆ  dei fatti. Eppure, per alcune settimane nell’estate del 2014, quello scenario fu concretamente sul tavolo. Una vicenda che, al di lĆ  dei dettagli contrattuali, racconta bene quanto il successo di una serie televisiva non dipenda soltanto dalla qualitĆ  della scrittura o dal talento del cast, ma anche da equilibri economici delicatissimi. Capaci di decidere, dietro le quinte, il destino di alcuni tra i personaggi più amati delle più grandi Serie Tv di sempre.

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