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La classifica delle 5 migliori interpretazioni in Succession

Il family drama Succession è in costante e inesorabile ascesa fin dai suoi esordi, facendo incetta di premi e candidature ai più prestigiosi riconoscimenti della televisione. Per un tale numero di consensi, sarebbe riduttivo dare il merito a un unico aspetto della serie tv prodotta dalla HBO; Succession, infatti, mette in scena molto più di semplici dinamiche di potere. La vicenda di Logan Roy, magnate a capo di una delle più importanti società nel settore dell’intrattenimento e dei media, e dei suoi figli pronti a succedergli nella gestione dell’impresa familiare, fa solo da macro trama a una più intricata rete di narrazioni individuali e di complessi rapporti interpersonali e familiari tra i singoli protagonisti. I giovani Roy, infatti, lottano per il consenso del rude patriarca più di quanto facciano per le azioni dell’azienda, offrendo uno sguardo inedito sulla complessità dei rapporti tossici familiari. Figli di un padre che antepone i propri interessi al punto da raggirarli per ottenere i propri scopi e di una madre assente, i futuri eredi della Waystar Royco combattono (con se stessi e tra di loro) per riappropriarsi di quell’autostima negatagli dalle figure genitoriali. Se per Kendall (Jeremy Strong) quel successo individuale può essere rappresentato solo dal rovesciamento dell’impero del padre, Roman (Kieran Culkin) predilige un atteggiamento difensivo, rifugiandosi nel sarcasmo e nello black humor. L’approccio antitetico dei due fratelli sintetizza al meglio il tratto caratteristico di Succession, che riesce ad alternare toni drammatici a momenti puramente comici anche nell’arco di una singola scena.

Eppure a rendere evidente la qualità ineccepibile di Succession è soprattutto l’interpretazione dei suoi protagonisti, al punto che abbiamo voluto classificarne le migliori 5 tra quelle viste finora nelle prime tre stagioni della serie.

5) Sarah Snook (Shiv Roy)

Succession

L’interpretazione dell’attrice australiana Sarah Snook della magnetica Siobhan “Shiv” Roy risalta al meglio la perfetta scrittura del complesso personaggio femminile. Impegnata politicamente e con una naturale propensione alla leadership, Shiv è il tocco di grazia in una famiglia disagiata, è la subdola, affascinante, regina dell’impero Roy, papabile erede dello scettro paterno. Come qualsiasi personaggio di Succession, però, Shiv non può essere solo questo. Tutti i personaggi della serie, infatti, sono privi di qualsiasi caratterizzazione fissa; nella serie tanto quanto nella vita non esiste progressione o regressione ma solo il diverso modo di adattarsi alla successione degli eventi, e Shiv ne è l’esempio calzante. La donna cambia radicalmente nel corso delle tre stagioni (oppure a cambiare sono solo le situazioni?). Shiv mostra tanto la sua arroganza quanto la sua fragilità, la sua necessità di attenzioni paterne e, forse ancor di più, materne, temendo di seguirne l’esempio e l’assenza. Shiv è snob, viziata, privilegiata: un concentrato di sfaccettature umane cui ha dato vita egregiamente l’attrice Sarah Snook.

4) Matthew Macfadyen (Tom Wambsgans)

Succession

Tom Wambsgans si aggira nell’ombra della famiglia Roy con astuzia e apparente umiltà, motivato a salire i gradini della gerarchia della Waystar Royco. La sua vera natura, però, è impossibile da definire; se all’inizio sembra anteporre il successo di sua moglie Shiv al suo, successivamente emerge un lato totalmente opposto del personaggio interpretato sapientemente da Matthew Macfadyen. Mosso forse dal rancore che prova proprio nei confronti di sua moglie o dall’ammirazione che nutre nei confronti di Logan, Tom è l’unico protagonista a essere tanto scaltro da non rivelare platealmente le sue mosse, seppur cruciali per il destino tanto dell’azienda quanto della famiglia. Alla sua meschinità celata contrappone poi un sottile umorismo che emerge soprattutto nel rapporto con Greg (Nicholas Braun), l’unico membro della famiglia gerarchicamente inferiore su cui esercitare il controllo.

3) Kieran Culkin (Roman Roy)

Succession Roman

Il grandissimo talento di Kieran Culkin riesce a far risaltare il personaggio di Roman Roy anche senza proferire parola. Il linguaggio del corpo, la gestualità, la mimica facciale rendono il più giovane della famiglia Roy il personaggio più genuinamente autentico della serie, nonostante i suoi comportamenti grotteschi e talvolta disgustosi. Roman non ha sovrastrutture né filtri, ma cela un universo di tormenti interiori nell’apparente semplicità che lo contraddistingue. È un insieme intricato di ossimori, nonché l’unico personaggio che riesce a ottenere una progressione in termini di crescita personale poiché mai mosso dall’odio o dal risentimento. Roman dimostra di essere il vero collante della famiglia Roy, osando chiedere a suo padre molto più della semplice approvazione: il suo fine è solo l’amore.

2) Brian Cox (Logan Roy)

Logan Roy

Il gigante Brian Cox nei panni di Logan Roy è l’anima pulsante di Succession. L’attore mette in scena un personaggio rude e senza scrupoli il cui fascino, unito alla giusta dose di egocentrismo, lo rendono impossibile da non ammirare. Logan riesce a raggirare lo spettatore tanto quanto fa con i suoi figli insinuando il dubbio: sta agendo per il loro interesse o per il suo? Avaro di complimenti e parole di incoraggiamento, le rarissime dimostrazioni d’affetto si dimostrano essere specchietti per le allodole, mezzi attraverso i quali ottenere i favori di uno o dell’altro figlio a seconda dello scopo da perseguire. Per Logan il successo non è un’ipotesi, bensì l‘unica cosa che conta. Brian Cox riesce a dipingere questi e mille altri aspetti del crudo personaggio, regalando un’interpretazione da brividi.

1) Jeremy Strong (Kendall Roy)

Kendall Roy

Ancor più da brividi è l’interpretazione impeccabile di Jeremy Strong nel ruolo di Kendall Roy, protagonista e antagonista dell’intera vicenda. All’attore statunitense spettano alcuni tra i momenti più intensi e drammatici della narrazione, e mette al servizio del pubblico la totale fragilità e complessità di un personaggio dilaniato da se stesso e da suo padre, dalla dipendenza da sostanze stupefacenti e dall’insicurezza cronica. Kendall, più di chiunque altro, è alla ricerca della propria identità trovando però, dall’altro lato dello specchio, sempre la figura di suo padre. Logan è il tarlo nel cervello di Kendall, un’ossessione dalla quale non riesce a liberarsi, nonché metafora del suo lato più oscuro. La toccante interpretazione di Jeremy Strong gli è valsa, tra gli altri premi, un Golden Globe come migliore attore protagonista in una serie drammatica, e non potremmo essere più d’accordo con questa scelta.